lunedì, Ottobre 18, 2021

Morti da esalazioni tossiche. Quando il danno poteva essere evitato

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Dott.ssa Serena Di Sisto
Giornalista pubblicista e assistente sociale specialista albo A. Impegnata nell'informazione a 360 gradi e conduttrice televisiva, si occupa anche di articoli sul tema della difesa contro gli infortuni stradali e danni derivanti da episodi di malasanità.

Morti da esalazioni tossiche. Quando il danno poteva essere evitato

di Serena Di Sisto

Le morti e i danni a causa delle esalazioni tossiche

Le morti ed i danni da esalazioni  tossiche e velenose sono un fenomeno, oggi assai diffuso, soprattutto sul luogo di lavoro.

Tra il 2011 e il 2017, in Italia, si è assistiti ad un numero sempre maggiore di decessi o malattie a causa, proprio, di esalazioni tossiche.

I casi si verificano per lo più in persone che vivevano o lavoravano dentro o nei pressi di fabbriche o attività produttive, poi considerate sospette per via di starni sversamenti di sostanze tossiche che poi di fatto, hanno portato ad un graduale inquinamento dell’aria o dell’acqua, causando malattie e disastri ambientali non trascurabili.

Le cause di tali fenomeni sono sempre più recenti e quando si tratta di tagliare dei fondi o risparmiare sui costi del lavoro, la sicurezza, generalmente, è la prima voce che tende a subire uno sfoltimento, nonostante questo, soprattutto con il tempo, possa portare ad un danno irreparabile, per se stessi, per gli altri e per la qualità dell’ambiente.

Quali condizioni di rischio possono causare problemi sul luogo di lavoro?

In diverse aziende sono molte le condizioni e i materiali che possono causare danni alla salute.

L’utilizzo e la combustione di alcune sostanze, nello specifico, possono portare a delle conseguenze disastrose.

Il datore di lavoro, ai sensi della legge, è tenuto a rispettare le norme e a creare un ambiente sicuro e agevole.

A sottolineare l’importanza della prevenzione, il Decreto legge del Presidente della Repubblica, il n. 177 del 14 settembre del 2001, riguardante le norme per la riqualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti.

Il documento, approvato nella seduta del 18 aprile 2012, contiene diversi punti su come avviare le specifiche procedure di sicurezza per lavori in ambienti inquinanti o sospetti per tutte le micro, piccole e grandi imprese che si occupano di bonifiche o manutenzione in ambienti confinanti.

Quali agenti o fenomeni possono causare danni fisici? 

Sono considerate rischiose quelle attività manuali che implicano la:

  • saldatura, taglio, brasatura
  • uso di particolari sostanze tossiche come colle, solventi, vernici, prodotti per la pulizia e gas.
  • perdite da tubazioni presenti negli stessi ambienti o negli spazi limitrofi

 

Quali sono alcune situazioni di rischio associate a sostanze considerate dannose?

Il documento del 2012 riporta in ordine:

  • La non adeguata rimozione di azoto (N2) o di altro agente a seguito di attività di bonifica o inertizzazione
  • Fermentazione e decomposizione di sostanze organiche con produzione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S) se presenti composti solforati;
  • Reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica;
  • Processi di combustione;
  • Reazioni di ossidazione all’interno di serbatoi di acciaio e recipienti (formazione di ruggine);
  • Reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico;
  • Reazioni di sostanze contenute all’interno di stive di navi, autobotti, cisterne, e simili, con l’ossigeno;
  • Dispersione di agenti estinguenti o refrigeranti come l’anidride carbonica, azoto o agenti alogenati in ambienti non aerati

 

Cosa fare in caso di danni subiti per esposizione ad amianto, o ad agenti chimici dannosi? 

Quando si ha l’assoluta certezza di aver contratto malattie o di aver riportato danni alle vie aeree e non solo a causa di presunte inalazioni tossiche, è bene informare il proprio medico di medicina generale e procedere ad una visita adeguata.

Importante la figura del medico legale e di esperti di settore che sappiano valutare bene il caso e indicare la giusta strada da percorrere. L’Adism, l’associazione a difesa di infortuni e malasanità si occupa anche di questo.

Quando si è verificato un evidente caso di gravità per la salute a causa di agenti esterni o imprese non a norma, il soggetto portatore del danno o i suoi familiari, devono rivolgersi ad un avvocato specializzato che illustrerà quelli che sono i suoi diritti, studierà i documenti e le pratiche per definire e dimostrare in tutte le sedi cause e responsabilità al fine di tutelare i diritti della persona danneggiata.

La figura dell’avvocato e del medico legale è fondamentale per raccogliere e studiare la documentazione per avere il risarcimento del danno subito a cui possono rivolgersi gli stessi portatori degli interessi del danneggiato, o i prossimi congiunti.

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