giovedì, 24 Giugno, 2021

Danno morale, quando va risarcito?

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Come si calcola il danno morale? Quando deve essere risarcito?

Il danno morale è la sofferenza in termine di dolore subita da chi  ha riportato lesioni  a seguito  di un comportamento illecito posto in essere da altri.

Molto spesso in fase di liquidazione stragiudiziale le compagnie di  assicurazione, se le lesioni sono conseguenza di un incidente stradale, o di un danno causato in una struttura ospedaliera, per responsabilità medica, tendono a non volere liquidare questa voce di danno, soprattutto per le così  dette invalidità  micro permanenti,  come il  colpo  di  frusta, contusioni, traumi  cervicali  e dorso lombari.

Ma è giusto? Ovviamente no. Solo che il danno morale deve essere dimostrato per potere essere liquidato.

 

Quando deve essere risarcito il danno morale ed in che misura?

Il danno morale rientra nella più ampia categoria del danno non patrimoniale e si  calcola tenendo conto dell’età del  danneggiato al momento del sinistro,  del grado di invalidità permanente, in termini di danno biologico, accertato a seguito di visita medico legale, cui devono sommarsi i giorni  di inabilità assoluta, o relativa, al lavoro, inteso in senso  generico e, dunque, i giorni di prognosi ospedaliera, o meglio di riposo prescritti  per la guarigione.

Tutto questo  sulla base di Tabelle nazionali di liquidazione del danno che prevedono per ogni punto  di invalidità permanente, in base all’età del danneggiato, un  valore economico via via decrescente (meno si è giovani minore è il ristoro economico previsto, in base all’aspettativa di vita).

 

Invalidità permanente, inabilità  temporanea e danno morale.

Sulla base di questo conteggio: I.P.  Invalidità permanente, cui deve sommarsi la I.T.A. Inabilità temporanea assoluta, o relativa (che si calcola in percentuale di quella assoluta e, dunque, al 75%,  al 50%, o al  25%, per esempio), si  conteggia e si somma, in percentuale, anche il danno morale, in misura che può oscillare a seconda della gravità  delle lesioni subite dal 20 fino ad un massimo del 50% e anche oltre in casi del tutto  eccezionali.

Attenzione però il danno morale per essere riconosciuto e liquidato, come abbiamo detto,  deve essere provato e allegato.

 

Come si prova il danno morale?

Il danno morale può essere provato anche presuntivamente, secondo nozioni di comune esperienza,  come ha precisato la Cassazione. Cosa significa questo? Vuol dire che se, per esempio, mi sono  rotto una gamba perché una moto mi  ha investito mentre attraversavo la strada sarà piuttosto semplice provare che ho sofferto e provato dolore a causa dell’incidente che ho subito e, dunque, avrò diritto al risarcimento anche del  danno morale,  in misura da calcolare in percentuale su la somma della invalidità permanente e della inabilità  temporanea, cui dovrà  andare a sommarsi per il computo finale del danno ai fini del risarcimento dovuto.

Diverso il caso  se ho riportato un “colpo  di  frusta” a causa di un tamponamento, per quanto il  dolore sia inevitabile anche in questo  genere di  situazione, soprattutto  a distanza di giorni,  a causa della varia tipologia del genere di danno in  esame sarà più  difficile provare ed ottenere il risarcimento  anche del danno morale in  sede di  trattativa con l’assicurazione e anche davanti ad un giudice, andrà valutato di caso in caso esaminando la documentazione medica allegata agli atti.

 

Il danno morale può essere risarcito se non c’è invalidità permanente, o temporanea?

Il danno morale è una categoria autonoma e dunque può essere risarcito anche se non  è  riscontrabile un danno biologico in termini di invalidità permanente. Tuttavia,  la questione è molto dibattuta e data la complessità della materia della responsabilità civile in generale ed, in particolare, della responsabilità medica, da rca (responsabilità civile automobilistica) e assicurativa,  la scelta di un avvocato specializzato in risarcimento  danni per incidenti stradali, incidenti o morti  sul lavoro e responsabilità medica è sempre determinante ai fini dell’integrale risarcimento del danno subìto.

Senza sconfinare nei casi del danno morale da perdita parentale di cui ci siamo  già  occupati, per spiegare come il danno morale può  essere risarcito in  assenza di  lesioni, basti pensare, ad esempio, alla perdita di un animale domestico. Se pur  condizionata a rigorosa prova, il padrone di un animale ucciso, come l’amato cane, a causa di un fatto illecito ha diritto  ad ottenere il risarcimento del danno morale, per la sofferenza causata della perdita dell’animale di  affezione.

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