domenica, 28 Febbraio, 2021

Infezione ospedaliera, quando scatta il risarcimento del danno

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Dott.ssa Serena Di Sisto
Giornalista pubblicista e assistente sociale specialista albo A. Impegnata nell'informazione a 360 gradi e conduttrice televisiva, si occupa anche di articoli sul tema della difesa contro gli infortuni stradali e danni derivanti da episodi di malasanità.

Di Serena Di Sisto

Infezione ospedaliera, quando scatta il risarcimento del danno?

Infezioni ospedaliere: un vero e proprio boom di casi, certi o sospetti, che si sono verificati negli anni all’interno degli ospedali italiani.

Da dati riguardanti le morti per natura nosocomiale esposti dall’Osservatorio nazionale sulla salute, si evince una vera e propria strage di decessi ospedalieri sopraggiunti a causa di infezioni durante il periodo di degenza all’interno delle strutture ospedaliere della penisola. L’aumento è stato osservato in tutte le fasce d’età, ma in particolar modo per gli over 75, sia uomini che donne.

Dal 2016, gli uomini hanno raggiunto però un tasso più elevato per quanto riguarda i decessi, in particolar modo, in specifiche regioni della penisola, partendo dal nord della penisola. Nel 2015 si contavano circa 18.668, decessi con un aumento considerevole dal 2016 ad oggi, raggiungendo quasi le 49.300 unità.

Dall’Emilia Romagna al Friuli Venezia Giulia, fino a scendere in Campania e Sicilia. Per quanto riguarda le donne, dati più sconfortati si sono verificati, anche in questo caso, in Emilia Romagna, Liguria e infine, livelli minori, in Campania e Sicilia.

Si tratta di cifre che non tengono conto dell’anno appena passato, quello che ha visto entrare con prepotenza il coronavirus, virus, che ha causato un numero spropositato di vittime, senza tenere contro di quelli, che si pensa possano aver contratto il covid-19 a seguito di problemi medici estranei al virus.

Cosa sono le infezioni ospedaliere?

Si possono definire infezioni ospedaliere, quelle malattie che si contraggono dopo aver varcato la porta del nosocomio, della clinica o dell’ambulatorio privato, che al momento dell’ingresso non erano manifeste clinicamente, né erano in incubazione ma che, di fatto, si sono presentate durante la permanenza o a seguito di dimissione.

Si tratta di patologie non presenti in cartella clinica e che si sono palesate a causa di problematiche interne alla struttura luogo, dove si presume sia avvenuto il contagio.

L’Istituto Superiore di Sanità riporta le modalità di trasmissione delle infezioni all’interno dei luoghi di cura che si possono dividere in quelle avvenute per:

  • contatto diretto tra una persona sana e una infetta, anche tramite il contato con le mani;
  • contatto tramite le goccioline emesse nell’atto del tossire o starnutire da una persona infetta a una suscettibile che si trovi a meno di 50 cm di distanza;
  • contatto indiretto attraverso un veicolo contaminato (per esempio endoscopi o vari strumenti chirurgici, come il trapano del dentista);
  • trasmissione dell’infezione a più persone contemporaneamente, attraverso un veicolo comune contaminato (cibo, sangue, liquidi di infusione, disinfettanti, etc.);
  • via aerea, attraverso microrganismi che sopravvivono nell’aria e vengono trasmessi a distanza.

Tipologia delle infezioni:

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’80% delle infezioni ospedaliere si contraggono attraverso 4 vie principali:

  1. tratto urinario
  2. ferite chirurgiche
  3. apparato respiratorio
  4. infezioni sistemiche tra cui sepsi e batteriemie

Negli ultimi tempi, si assiste ad un aumento delle infezioni alle vie respiratori e ad un aumento delle batteriemie e delle polmoniti. Battaglia degli ultimi mesi, quella relativa all’infezione da covid a seguito di un ricovero per cause diverse o a seguito di un intervento operatorio già programmato.

Chi può commettere l’errore sanitario?

Le figure che possono essere soggette a commettere errori sono: il medico, il medico di base, la guardia medica, il chirurgo, il dirigente medico, l’infermiere, il primario e il personale paramedico.

La legge a tutela della salute:

La legge  24/2017 denominata (Gelli-Bianco) in materia di “Disposizioni di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, si occupa di sanità e diritti del paziente.

A seguito delle nuove norme relative alle linee guida in ambito medico, il Ministero della Salute, con D.M. 27 febbraio 2018  ha aggiornato il Sistema Nazionale delle Linee guida, che era stato istituito con D.M. 30 giugno 2004.

Ma cosa fare in caso di malasanità e chi rivolgersi?

Quando si è verificato un evidente caso di malasanità, il soggetto portatore del danno o i suoi familiari,  devono rivolgersi ad un avvocato specializzato in responsabilità medica che illustrerà quelli che sono i suoi diritti,  studierà i documenti e le pratiche per definire e dimostrare in tutte le sedi l’errore del  medico al  fine di tutelare i diritti  della persona danneggiata ed i danni subiti.

La figura dell’avvocato esperto in  malasanità è fondamentale per raccogliere e studiare la documentazione per avere il risarcimento del danno subito a cui possono rivolgersi gli stessi portatori degli interessi del danneggiato, o i prossimi congiunti.

Adism, associazione contro gli infortuni e malasanità si occupa proprio di questo, di far valere i diritti dei cittadini dinanzi alla legge. Per maggiori informazioni contatta l’Adism.

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