A rischio l’indipendenza della medicina legale?

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A rischio l’indipendenza della medicina legale?

La partnership assicurativo forense tra tra Ania e Simla lede il principio di indipendenza di un servizio sociale come quello dell’accertamento medico legale?

L’ANIA – Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici, dopo il monopolio sulle micro permanenti ottenuto con l’indennizzo diretto, sigla un accordo con la SIMLA – Società Italiana di Medicina Legale.

Vi è il rischio di interferenze nella determinazione dei principi valutativi sul danno alla persona in materia civilistica e contrattuale a causa degli interessi economici promossi dalla assicurazioni private a danno del cittadino?

La Segretria SISMLA boccia la partnership con ANIA.

La Segreteria nazionale della SISMLA – Sindacato Italiano specialisti di Medicina Legale e delle Assicurazioni, ha denunciato l’evidenza della finalità dell’accordo in una visione di stretta intesa tra le parti, attraverso un’alleanza di carattere politico e sindacale con risvolti sociali che violano principi di indipendenza e imparzialità di giudizio cui il medico legale è chiamato.

Tali finalità esulano dalle specifiche competenze di una Società Scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute, deputata alla stesura, in totale autonomia ed equidistanza, di linee guida o buone pratiche valutative medico legali (nella fattispecie, nella valutazione del danno alla Persona), da applicarsi  anche in ambito giudiziario.

L’interpello alla Camera dei Deputati

Per questo motivo la SSMLA, rappresentata dal Dott. Enrico Pedoja, ha ritenuto necessario presentare un interpello nelle sedi competenti di interesse Istituzionale al fine di chiarire la finalità e validità  formativa professionale della iniziativa congiunta ANIA – SIMLA, sia sotto gli aspetti indirettamente sindacali, sia rispetto al ruolo  formativo autonomo, indipendente ed istituzionale dell’Università

Di seguito il testo dell’Interpello SISMLA

Interpello Partnership_Simla_Ania

Quale garanzia di terzietà ed autonomia professionale potranno garantire i Colleghi specialisti, insigniti di un titolo di “expertise professionale” acquisito con una formazione che prevede la partnership con A.N.I.A., nello svolgimento di attività di C.T.U.?

Gravi possono essere le ripercussioni per il  cittadino, come peraltro  già  sta avvenendo  con le direttive ANIA in tema di  inquadramento e studio del virus in rapporto alla polizza privata infortuni.

Covid-19 e polizza privata infortuni: non sussistono le condizioni minime