Una legge per la tutela del pedone

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Una Legge per la tutela del pedone

Carissimi lettori, visto quello che capita a chi subisce un incidente, più o meno grave diciamo che non c’è a tutt’oggi sicurezza sia nel pagamento del danno, sia nell’assistenza delle cure dovute. Per ciò se la persona infortunata non ha del proprio per curarsi, finisce per accettare anche la primissima offerta che l’assicurazione dà. Per tale motivo sono scesa in campo per fare nascere una legge, che finalmente possa tutelare maggiormente il Pedone.

1.    L’assicurazione dell’investitore, dovrebbe farsi completamente carico, dal primissimo momento di tutti i costi delle cure, esami e della malattia.

Il tutto pagando in prima persona e poi defalcando le spese anticipate dalla cifra che dovrà pagare come rimborso, senza  poi dover contestare quello che verrà dimostrato come spese già sostenute dall’infortunato.

2.    Bisogna provvedere alla riqualificazione di tutta la tempistica dei semafori.

Bisogna verificare i tempi  di  percorrenza dei  semafori, tenuto conto che una buona parte agisce troppo velocemente per consentire l’attraversamento e che, molto spesso,  già a metà percorso  il semaforo diventa giallo e subito rosso, mettendo così a rischio il Pedone che sta attraversando rischiando la propria vita.

3.    Le strisce pedonali devo essere ben visibili.

Le strisce pedonali devono essere con speciale catarifrangenti perché devono essere visibili con pioggia, nebbia e buio,  in modo che chi sta al volante non abbia scusanti di non vederle, o dare colpe al Pedone. Si dovrà multare specialmente chi ha l’abitudine di considerare le strisce pedonali parcheggi pubblici.

4.    Bisogna imparare a proteggere i marciapiedi.

Lo si può fare con gli appositi paletti che in caso di incidente aiutano a lenire l’impatto  tra il mezzo investitore ed con il Pedone,  spesso  salvandogli la vita o  impedendo lesioni più gravi. Inoltre bisogna vietare che i marciapiedi  vengano percorsi da monopattini  e biciclette che devono  circolare in  corsie loro dedicate.

I marciapiedi dovranno essere messi in sicurezza anche con la pavimentazione, questo serve molto per la sicurezza degli anziani e dei disabili, di donne e bambini, ciò per evitare contestazioni al comune di  appartenenza e non  dovere provare la responsabilità  a seguito  di cadute per marciapiedi  sconnessi.

5.    Anche l’illuminazione deve garantite almeno il 50% per la sicurezza del pedone.

Il problema della carenza di illuminazione delle strade è  una delle cause principali  di incidenti notturni, per questo bisogna garantire l’illuminazione dei tratti percorribili  a piedi  e la tranquillità di chi visita le nostre città.

6 .    Moto, motorini, monopattini, biciclette.

Moto, motorini, monopattini  e biciclette devono imparare, come ogni singolo automobilista, a rispettare le segnaletiche ed i semafori, poichè non hanno un diritto di precedenza quando scatta il semaforo verde per il Pedone. Specialmente i monopattini devono avere un contrassegno di riconoscimento, che possa  consentire di individuarli in caso di incidente e devono essere coperti da un’assicurazione. Non possono correre anche sui marciapiedi e investire chi sta transitando, abbandonare il monopattino e fuggire, come troppo  spesso capita, senza soccorrere chi hanno investito, senza essere perseguiti civilmente e penalmente in caso  di loro  responsabilità nel  ferimento o uccisione di un pedone.

 

Michela Turco

Responsabile Nazionale Pari Opportunità Unione Cristina

Responsabile Nazionale nascita legge Diritto tutela del Pedone

 

La tutela giuridica del pedone nell’evoluzione normativa e giurisprudenziale

https://rivistagiuridica.aci.it/documento/la-tutela-giuridica-del-pedone-nellevoluzione-normativa-e-giurisprudenziale.html