lunedì, 26 Luglio, 2021

Il risarcimento del danno nell’omicidio stradale

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I parenti che hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno per la morte di un familiare che sia stata provocata in un incidente stradale sono: i genitori, i figli, i fratelli, i nonni ed il coniuge. Il Tribunale di Roma riconosce il diritto ad avere un indennizzo per la perdita del rapporto affettivo anche agli zii ed ai cugini.  Secondo la Cassazione, tuttavia, bisogna provare il vincolo affettivo, che si può desumere anche presuntivamente. 

Sono state pubblicate nel  mese di  marzo le Tabelle di liquidazione del Danno del Tribunale di Milano per l’anno 2021 che prevedono una diminuzione degli importi per i familiari delle vittime della strada, i quali secondo un orientamento della Cassazione,  a dir il  vero altalenante, nel caso in  cui  un proprio familiare sia rimasto ucciso in un incidente stradale, devono fornire la prova del vincolo affettivo e, dunque, della sofferenza per la perdita del proprio congiunto, per avere diritto al risarcimento del danno parentale; prova che si può acquisire anche in  via presuntiva, ovvero  a seconda di  quello  che un  giudice voglia ritenere,  secondo il  suo  prudente apprezzamento.

Incostituzionalità della prova del vincolo affettivo ai fini del risarcimento per l’uccisione di un familiare in un  incidente stradale.  

Il primo grosso problema da superare è, pertanto, quello relativo alla prova del vincolo affettivo cui sarebbe legata la possibilità di avere il risarcimento del danno da parte degli eredi della vittima  e, dunque,  della sofferenza per la perdita del proprio caro, senza di cui non  si  avrebbe diritto  ad alcun  risarcimento  del  danno. Problema che si pone con particolare riguardo per alcune categorie della vittima non  conviventi,  come i fratelli ed  i nonni; mentre per quanto  riguarda gli  zii ed  i  cugini  è  del  tutto  singolare come il Tribunale di Milano  tenda ad escluderli  categoricamente,  al  contrario  del Tribunale di  Roma,  con un  contrasto  che crea non pochi  problemi in ordine alla possibilità per tali  parenti  di  ottenere un  risarcimento per la perdita del  rapporto  affettivo  con un proprio familiare che sia rimasto vittima di un  incidente stradale mortale.

Un ragionamento quello della prova della sofferenza per la perdita del familiare, oltre che disumano, fuori da ogni logica ed etica, ma soprattutto contro ogni principio di diritto ed in palese contrasto e violazione dei diritti fondamentali della Costituzione che fa molto comodo alle compagnie di  assicurazioni pronte a liquidare somme irrisorie o  niente,  risparmiando così miliardi di euro.

La questione di legittimità costituzionale della prova del vincolo affettivo per il danno parentale sollevata da Adism

Sul punto relativo alla prova della sofferenza per la perdita del proprio caro quale condizione per avere diritto al risarcimento del danno, l’Avvocato Gianluca Sposato, Presidente di  Adism,  che assiste in  tutta Italia i  familiari  delle vittime della strada ottenendo risarcimenti da parte di compagnie assicurative anche oltre il massimale di polizza assicurato  in favore di  genitori  che hanno perso i propri figli in  incidenti  stradali e famiglie spezzate dal  dolore per la perdita dei propri congiunti,  ha sollevato, in un giudizio di risarcimento danni relativo ad omicidio stradale,  la questione di legittimità costituzionale per violazione degli  articoli  2, 3 e 32 della Costituzione, atteso che l’uccisione di un familiare in un incidente stradale rappresenta il più grande sconvolgimento che possa capitare nella vita di un essere umano e negare che costituisca violazione dei diritti degli eredi è nozione contraria ai principi basilari del sentire sociale e del diritto che è chiamato a tutelare la salute, la dignità sociale e l’uguaglianza sostanziale dell’individuo  di  fronte alla legge.

L’udienza si  discuterà  in  Corte di  Appello  a Roma,  dopo un secondo rinvio dalla Cassazione,  il  prossimo  29  aprile in  una causa promossa dai  fratelli  di una delle tante vittime della strada che hanno  ottenuto  ragione dopo  anni  di  battaglie solo in  Cassazione ed ora si  vedono  chiedere indietro i  soldi  ricevuti  a titolo  di  risarcimento  danni per la morte del loro  fratello che viveva all’estero, perché non avrebbero provato il dolore patito per la perdita dell’amato  fratello,  mai dimenticato.

Importi ridotti per i familiari delle vittime della strada ed esclusione degli zii  e dei  cugini dalle Tabelle di Milano

Sono molte le Associazioni che si sono unite ad Adism ed hanno criticato  apertamente il responso  cui sono giunti i  giudici milanesi  con  riferimento ai  criteri stabiliti  per il risarcimento  da danno parentale a tutto vantaggio  delle compagnie di  assicurazione,  sia in ordine alla categoria degli  aventi  diritto,  che ai  relativi importi riconosciuti  a titolo  di  risarcimento del  danno per la morte del proprio figlio,  genitore,  fratello, o nipote.

Restano esclusi i cugini e gli zii cui, invece, il Tribunale di Roma in aperto contrasto con il Tribunale di Milano attribuisce il diritto a richiedere il risarcimento del danno per la morte del proprio parente.

Dunque le Tabelle del Tribunale di Milano 2021 indicano come aventi diritto solo i  parenti più prossimi del  defunto:  i  genitori per la morte del  figlio, i  figli  per la morte dei  genitori, i  fratelli per la morte dei  fratelli  ed  i nonni per la morte dei  nipoti.

Le somme riconosciute agli eredi di chi è morto in un incidente stradale

Circa gli importi riconosciuti dalle Tabelle del danno di Milano viene indicata una forbice molto  ampia a totale discrezionalità  del  giudice o  di  chi  è  chiamato  a liquidare il danno,  sulla base proprio dell’intensità  dimostrata del  rapporto  affettivo,  che va:

–  per i genitori che hanno perso un figlio

–  per i figli che hanno perso un genitore

–  per il coniuge non separato

da un minimo di 168,250,00 euro ad un massimo di 336.500 euro

 

– per i fratelli che abbiano perso un fratello

– per i i nonni che abbiano perso un nipote

da un minimo di 24.350,00 ad un massimo di 146.120,00

 

Si tratta di valori aleatori, nettamente più bassi rispetto a quelli indicate nelle Tabelle del Tribunale di Roma, che consentiranno alle compagnie di assicurazione, richiamandosi  ad orientamenti altalenanti della cassazione, di liquidare importi minimi  ai  familiari  delle vittime della strada,  se non  addirittura di non liquidare nulla a chi ha perso un familiare in un incidente stradale, contestando la mancata prova del vincolo affettivo, ovvero la mancata prova del  dolore subito per la perdita del  familiare che sia rimasto ucciso in un  incidente stradale.

Importi del tutto inadeguati e discriminatori che mai potranno colmare il vuoto per la perdita del proprio caro che ha perso la vita in una tragedia stradale.

Il numero nazionale 347.8743614 è sempre attivo per fornire assistenza ai  familiari  delle vittime della strada

 

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