venerdì, 25 Giugno, 2021

Diritto Assicurativo e inabilità temporanea

I più letti

Danno da parto e responsabilità medica del ginecologo

Di Serena Di Sisto La legge tutela la vittima di errore medico ed in caso di danni derivanti da parto, la paziente ed i parenti...

Il risarcimento del danno tra prove e giudizio

Per avere diritto al risarcimento del  danno bisogna dimostrare il nesso di  causalità tra la condotta illecita subìta e il danno riportato.  La prova da...

Le Tabelle di liquidazione del danno  2021

Il Gruppo Danno alla Persona del Tribunale di Milano,  presieduto  dal  Presidente Damiano Spera, ha pubblicato  le Tabelle di calcolo del  danno non patrimoniale...

Come provare il danno odontoiatrico.

Come provare il danno odontoiatrico. Il paziente che ha subito danni  dal  dentista per cure  inappropriate,  particolarmente invasive, che potevano  essere evitate, o eseguite male...

Il seguente documento si inquadra nella proposta di unificazione dei parametri di risarcimento del danno biologico in ambito RC auto.

L’anomalia liquidativa della inabilità temporanea biologica in ambito RC Auto

Illogicità dei parametri di liquidazione dell’inabilità temporanea ancorati a criteri identificativi di danno di lieve o non lieve entità – DL Concorrenza. Presupposti tecnici medico legali della valutazione dell’inabilità temporanea biologica. Proposta di unificazione dei parametri di risarcimento del danno biologico in ambito RC auto.

Il futuro orientamento legislativo proposto dal DDL Concorrenza, attualmente approvato nella bozza della Commissione Parlamentare del Ministero dell’Economia e Sviluppo, in tema di liquidazione del danno biologico temporaneo conseguente a sinistri stradali (e quindi applicabile anche in ambito di liquidazione di lesioni di lieve entità conseguenti a responsabilità sanitaria) prevede differenti parametri di liquidazione a seconda dell’ambito di definizione tecnica del grado di invalidità permanente biologica accertata dal medico legale a seguito di ogni singolo evento lesivo.

L’ipotesi di modifica legislativa determinerebbe dunque la sussistenza di differenti liquidazioni dell’inabilità temporanea biologica a seconda se si tratti di “esiti menomativi di lieve entità” ovvero di “esiti menomativi di non lieve entità”.

Il presupposto liquidativo basato quindi sul danno di invalidità permanente biologica (erroneamente definito come “lesione” dal Legislatore) contrasta nettamente con i consolidati criteri valutativi medico legali della inabilità temporanea, che sono tecnicamente riferibili, non tanto alle variabili disfunzionali delle menomazioni (Baremes), bensì a criteri clinico – evolutivi della malattia conseguente ad una determinata lesione, integrati dall’apprezzamento qualitativo delle intercorrenti necessità terapeutiche della stessa lesione e definibili cronologicamente (trattandosi di inabilità temporanea) rispetto alle interferenze della malattia sul recupero “biologico” del danneggiato, nel contesto della ripresa delle comuni attività della vita quotidiana.

Qualsiasi esperto valutatore medico legale è a conoscenza che solo ad avvenuta stabilizzazione della malattia (cosiddetta guarigione clinica) è possibile definire la menomazione, cioè l’invalidità permanente biologica integrando i riscontri clinico obiettivi del postumo (ove occorra supportati da indagini strumentali) con i riferimenti valutativi previsti dai Baremes.

Qualsiasi specialista medico legale è ben consapevole che non sussiste alcun rapporto prestabilito tra entità e decorso della lesione e conseguente valutazione dell’invalidità permanente biologica.

La comune esperienza medico legale insegna che eventi lesivi significativi, pur evolvendo in modo similare (quindi con determinazione di periodi di IT definibili tecnicamente, sia sotto il profilo cronologico che qualitativo, in modo pressoché uguale) possono stabilizzarsi con postumi superiori od inferiori al fatidico 9% di invalidità permanente, derivandone una evidente illogicità tecnica ed applicativa del parametro nel determinismo della variabilità della liquidazione della inabilità temporanea.

Ciò comporta quindi che i parametri di liquidazione della inabilità temporanea biologica, invece di ancorarsi all’effettiva entità ed evoluzione della “lesione – malattia” verrebbero erroneamente rapportati, nell’intento del legislatore, ad un limite di variabilità disfunzionale menomativa (soglia del 9% di IP) che contrasta con l’effettivo valore probatorio e risarcitorio del “danno – conseguenza” connesso all’inabilità temporanea biologica che si baserebbe di fatto – in misura inversamente proporzionale – al grado di “fortuna o sfortuna” del danneggiato nell’essere guarito con IP superiori od inferiori al 9%, indipendentemente dall’effettiva conseguenza di danno alla persona patita dall’epoca della lesione alla sua stabilizzazione.

Analoga problematica si pone, ovviamente, per la stima della “sofferenza intrinseca – lesione correlata”: parametro necessario per gli opportuni assestamenti liquidativi della componente del “danno morale” connessa alla liquidazione completa ed integrale della inabilità temporanea biologica.

L’unica soluzione “logica” deve quindi prevedere la scelta di un parametro liquidativo unico per l’inabilità temporanea biologica indipendentemente dalla soglia di IP prevista dal Legislatore per la distinzione di esiti di lesione di lieve/non lieve entità.

Dott. Enrico Pedoja

Coordinatore Società Medico legale Triveneta

SCARICA IL FILE PDF

Scopri di più

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Gli ultimi articoli

Danno da parto e responsabilità medica del ginecologo

Di Serena Di Sisto La legge tutela la vittima di errore medico ed in caso di danni derivanti da parto, la paziente ed i parenti...

Il risarcimento del danno tra prove e giudizio

Per avere diritto al risarcimento del  danno bisogna dimostrare il nesso di  causalità tra la condotta illecita subìta e il danno riportato.  La prova da...

Le Tabelle di liquidazione del danno  2021

Il Gruppo Danno alla Persona del Tribunale di Milano,  presieduto  dal  Presidente Damiano Spera, ha pubblicato  le Tabelle di calcolo del  danno non patrimoniale...

Come provare il danno odontoiatrico.

Come provare il danno odontoiatrico. Il paziente che ha subito danni  dal  dentista per cure  inappropriate,  particolarmente invasive, che potevano  essere evitate, o eseguite male...

Incidenti mortali e risarcimento del danno agli eredi

Incidenti Mortali  e risarcimento  del danno  agli  eredi. Una recente sentenza della cassazione boccia le tabelle del Tribunale di Milano. La sofferenza può provarsi...
- Advertisement -

Dicono di noi

Risarcito con 395 mila euro senza fare causa

Rubino da Roma risarcito  con  395.000,00 euro. Ringrazio l’Associazione Difesa Infortunati Stradali ed il suo Presidente, avvocato a Roma esperto in incidenti stradali  e consulenza...

Risarcimento ottenuto per un incidente mortale

RISARCIMENTO OTTENUTO PER UN INCIDENTE MORTALE. Caterina da Roma, risarcita con 1.300.000,00 euro "L'accurata valutazione del caso, studiato a fondo dai legali di Adism, ha permesso di...

Grazie all’ADISM ho ottenuto giustizia

GRAZIE ALL'ADISM HO OTTENUTO GIUSTIZIA. Errico da Viterbo, vittima di un incidente stradale risarcito con 143.000,00 euro grazie a un accordo raggiunto  con la compagnia...

Causa vinta grazie all’ADISM

CAUSA VINTA GRAZIE ALL’ADISM. Carlo da Roma, risarcito con 341.000,00 euro in un incidente stradale alla guida della sua moto  con un’autovettura  contromano “Affidarsi  all’Adism  è ...

L’ADISM ha risolto un caso difficile

L’ADISM HA RISOLTO UN CASO DIFFICILE. Gabriele  da Rimini, risarcito  con  76.000,00 euro in un  incidente con veicolo  datosi  alla fuga “Ringrazio l’Adism per avermi dato  supporto ...