martedì, Dicembre 7, 2021

Danno da morte: maggiori garanzie per gli eredi.

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I parenti di chi è stato ucciso in un incidente stradale hanno sempre diritto al risarcimento del danno.

I parenti di chi è stato ucciso in un incidente stradale, o per un caso di malasanità, hanno sempre diritto al risarcimento del danno per la perdita del rapporto affettivo intrattenuto con la vittima.

Vediamo come ed in che misura.

Con due sentenza della Cassazione la numero 10579/2021 e la numero 26300/21 (cui è seguita immediatamente la sentenza numero 263001/21) vengono ristabiliti e salvaguardati i diritti dei prossimi congiunti di chi è morto a causa di un fatto illecito, come nel caso di omicidio stradale, o decesso ospedaliero per casi accertati di malasanità.

Dopo le incertezze relative alla quantificazione del danno  ed alla prova del  pregiudizio patito   che gli eredi delle vittime della strada ed i familiari di chi aveva perso la vita per fatti riconducibili ad episodi di responsabilità medica   avevano dovuto affrontare, a causa dell’orientamento  discutibile delle giurisprudenza a seguito  di  sentenze   come la 11200/2019  che  stabiliva addirittura l’onere di dovere  dimostrare la sofferenza a causa del dolore per la perdita del proprio caro per avere diritto  al  risarcimento  del  danno, su cui ADISM ha sollevato una questione di legittimità costituzionale, la Cassazione torna a tutelare i diritti inviolabili dell’individuo sanciti dalla Costituzione.

Nel danno da perdita parentale si applicano le Tabelle di Roma.

La Cassazione ha chiarito che nella liquidazione del danno agli eredi per l’uccisione di un proprio congiunto, si deve fare riferimento non soltanto al grado di parentela ed alla convivenza, o meno, con la vittima, ma anche all’età del defunto e a quella del congiunto superstite, come indicato nelle ultime Tabelle di liquidazione del danno del Tribunale di Roma risalenti al 2019.

L’Osservatorio  della Giustizia Civile  con il  Gruppo Danno alla Persona,  di  cui  fa parte fin dalla sua costituzione anche il nostro Presidente l’Avvocato Gianluca Sposato, che è  considerato tra i massimi  esperti  nazionali in materia di  responsabilità  civile per fatto illecito  e risarcimento  del  danno in  materia assicurativa, è al lavoro per porre rimedio alle Tabelle di  liquidazione del danno del 2021 recentemente pubblicate che, come ha fatto notare il Presidente di  Adism non  tutelano  in misura adeguata i  fratelli  di  chi  sia rimasto ucciso in un incidente stradale con importi  minimi irrisori  ed una forbice estremamente ampia  prevedendo importi  da un minimo  di   24.350,00  fino  a 146.120,00 con  criteri poco  chiari  e discutibili.

Tutela della sofferenza per l’uccisione di un proprio congiunto.

Il danno per la perdita del rapporto parentale esce fuori finalmente, speriamo definitivamente, dal contorto schema in cui era caduto della prova della sofferenza del congiunto superstite per l’uccisione del familiare, quale condizione imprescindibile per avere diritto al risarcimento del danno. Occupandosi di un caso relativo all’uccisione di un feto la Suprema Corte con la sentenza n. 263001 del 2021 ha voluto sottolineare che:

“Il vero danno nella perdita del rapporto parentale, è la sofferenza non la relazione. E’ il dolore, non la vita che cambia, se la vita è destinata, si, a cambiare, ma, in qualche modo, sopravvivendo a se stessi nel mondo”.

Si tratta di una pronuncia che non lascia dubbi interpretativi e, richiamando il principio, già più volte invocato, delle presunzioni legali nell’ambito della prova dello sconvolgimento della vita a causa di un fatto illecito per la morte di un proprio familiare,  pone  definitivamente fine a quel  tipo  di  giudizio sconcertante per cui gli  ermellini avevano  scomodato  niente di  meno  che il  filosofo  greco  Epicuro che nella sua Lettera sulla Felicità diceva che “la morte non  rappresenta niente per l’uomo perché  quando  c’è lei  non  ci  siamo noi  e quando  ci  siamo noi non c’è  lei”.

La Cassazione oggi riafferma con  decisione i  diritti degli  eredi  delle vittime della strada perché non  si può non tener conto del  dolore con  cui  i  superstiti di  chi  è  morto  a causa di una condotta illecita altrui devono affrontare quotidianamente, continuando a lottare per sopportare una vita  spezzata dal dolore per la uccisione di un proprio caro ed il  vuoto venutosi  a creare.

Quale è la sofferenza che deve essere risarcita?

In tal senso  si può e si  deve inquadrare  il  risarcimento  del danno non patrimoniale per la perdita del  rapporto parentale sia come danno morale per la perdita del rapporto parentale e sia come danno danno dinamico relazionale per lo  sconvolgimento  delle proprie abitudini  di  vita.

“La sofferenza interiore patita, sul piano soggettivo, nel momento in cui la perdita del congiunto è percepita nel proprio vissuto interiore, e quella ulteriore e diversa, che eventualmente si sia riflessa, in termini dinamico relazionali, sui percorsi della vita quotidiana attiva del soggetto che l’ha subìta”.

La sofferenza come deve essere provata?

La sofferenza per la perdita del rapporto parentale, per l’uccisione di un proprio familiare come deve essere provata e valutata dal giudice per avere diritto al risarcimento del danno ed in  quale misura?

“La sofferenza morale allegata e poi provata, anche a mezzo di presunzioni semplici, costituisce l’aspetto più significativo del danno.  Esiste, infatti, una radicale differenza tra il danno per la perdita del rapporto parentale e quello per la sua compromissione dovuta a macro lesione del congiunto rimasto in vita in cui è la vita di relazione a subire profonde modificazioni in peggio”.

Dopo anni di battaglie portate avanti anche in sede istituzionale dalla nostra Associazione per tutelare i diritti di  chi ha perso un proprio familiare per un incidente stradale oggi possiamo affermare che soffrire per la morte di un  proprio familiare è una questione sotto il profilo giuridico pacifica non  dovendo più  dimostrare nulla il familiare che richieda il  risarcimento  del danno  per la perdita del rapporto  affettivo che aveva in  vita con il proprio  congiunto.

Per ricevere l’assistenza di  ADISM e  un  avvocato  esperto in  incidenti  stradali  con lesioni gravi ed incidenti  stradali mortali contattare il numero  347.8743614

 

Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

 

 

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