venerdì, Gennaio 21, 2022
Home Blog Page 13

Se sei vittima di un caso di Malasanità…

0

SE SEI VITTIMA DI UN CASO DI MALASANITÀ PUOI OTTENERE UN RISARCIMENTO PER I DANNI SUBITI SENZA ALCUN COSTO ANTICIPATO.

In questa guida ti spieghiamo cosa devi sapere e fare:

  • Hai tempo 10 anni per richiedere il risarcimento
  • Contatta ADISM al numero di telefono 063217639 per richiedere un COLLOQUIO GRATUITO presso la nostra sede
  • Ti aiuteremo a recuperare tutta la documentazione necessaria e la faremo ESAMINARE GRATUITAMENTE dai migliori medici legali per valutare se sussiste una responsabilità del sanitario
  • Nel caso in cui venga accertata la responsabilità medica, daremo incarico di redigere una perizia medico legale di parte per intraprendere l’azione di RISARCIMENTO DANNI
  • Se non puoi raggiungerci in sede non ti preoccupare, possiamo avviare la pratica di risarcimento anche attraverso un primo contatto telefonico
  • ADISM si avvale di medici legali, primari ospedalieri, professori universitari e avvocati esperti in diritto sanitario e responsabilità civile medica su tutto il territorio Nazionale che FARANNO VALERE I TUOI DIRITTI
  • Sarai aggiornato continuamente durante tutte le fasi della procedura di richiesta del risarcimento

Perchè scegliere noi?

Siamo Leader Nazionale nel ramo risarcimento danni per responsabilità civile da oltre 20 anni.

Cosa ti offriamo?

Serietà, competenza, trasparenza e professionalità. Se non puoi anticipare le spese le anticipiamo noi e tu paghi solo a risarcimento ottenuto!

Dove ci troviamo?

Siamo presenti su tutto il territorio Nazionale. La nostra sede legale si trova a Roma, in Via Giocanni Nicotera nr. 24 a pochi passi da Piazza del Popolo.

Scarica il PDF a questo LINK

Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

    Risarcimento per errore medico

    0

    Risarcimento per errore medico.

    Quando si e’ coinvolti e danneggiati per infortuni patiti in corsia o in una sala operatoria, per negligenza, imprudenza e imperizia del medico, o perché non è stato prestato adeguatamente il consenso informato si ha bisogno di aiuto, supporto e consulenza qualificate e serie.
    L’Associazione è un vero e proprio riferimento del settore grazie alla esperienza e professionalità senza pari dei medici legali e avvocati di cui si avvale, titolari di cattedra e docenti universitari.

    Contattare Adism è fondamentale per capire come ottenere un risarcimento danni per malasanità a Roma.

    Descrivici il tuo caso

      I casi più frequenti di malasanità riguardano l’anestesia, la chirurgia generale, la neurochirurgia, l’oncologia, l’ortopedia, l’ostetricia e la ginecologia.
      Si sono avuti errori medici nella somministrazione sbagliata di farmaci, nella lesione di organi durante un intervento chirurgico, mancanza di guarigione per diagnosi sbagliata, non riconoscimento di una frattura, accertamenti diagnostici non eseguiti, decesso durante il parto, mancata diagnosi di eventuali malformazioni del nascituro prima del parto.
      Scarica la nostra guida per richiedere il Risarcimento per Malasanità CLICCANDO QUI
      oppure leggi il nostro articolo dedicato al SEGUENTE LINK

      Apprezzamento da parte del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

      0

      Apprezzamento da parte del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

      Di seguito riproponiamo la lettera che ci è stata inviata dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri in riferimento ad una nostra nota inviata il 20 Ottobre 2005 con la bozza di un articolo da inserire nell’emanando decreto del Presidente della Repubblica.

      Tabella delle lesioni con percentuali di invalidità permanente

      0

      Di seguito verranno elencate le tipologie di lesione e la percentuale.

      LESIONI APPARATO SCHELETRICO

      CRANIO

      FRATTURA OSSO FRONTALE O OCCIPITALE O PARIETALE O TEMPORALE O LINEE DI FRATTURA INTERESSANTI TRA LORO TALI OSSA 7,00%

      FRATTURA SFENOIDE 5,00%

      FRATTURA OSSO ZIGOMATICO O MASCELLARE O PALA TINO O LINEE DI FRA TTURA INTERESSANTI TRA LORO TALI OSSA 3,00%

      FRATTURA LEFORT l° (dístacco dell’arcata dentaria superiore dal mascellare) 4,00%

      FRATTURA LEFORT II° O III° (non cumulabili tra loro né con LEFORT I°) 7,00%

      FRATTURA ETMOIDE 3,00%

      FRATTURA OSSO LACRIMALE 0 JOIDEO 0 VOMERE (non cumulabíle) 2,00%

      FRATTURA OSSA NASALI 2,50%

      FRATTURA MANDIBOLARE(PER LATO) 4,00%

      LACERAZIONE DEL TIMPANO DA BAROTRAUMA 5,00%

      TRAUMA CRANICO COMMOTIVO CON FOCOLAI CONTUSIVI A LIVELLO CEREBRALE 8,00%

      Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al  cranio. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

      Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

      COLONNA VERTEBRALE

      TRATTO CERVICALE

      FRATTURA CORPO llI°-IV°-V°-VI°-VIl°VERTEBRA (PER OGNI VERTEBRA) 6,00%

      FRATTURA PROCESSO SPINOSO O PROCESSI TRASVERSI III°-IV°-V°-VI°-VII°VERTEBRA (PER OGNI VERTEBRA) 2,00%

      FRATTURA CORPO O PROCESSO TRASVERSO O PROCESSO SPINOSO II°VERTEBRA 8,00%

      FRATTURA ARCO ANTERIORE O ARCO POSTERIORE O MASSE LATERALI (PROCESSO

      TRASVERSO 0 PROCESSI ARTICOLARI) I- VERTEBRA 10,00%

      TRATTO DORSALE

      FRATTURA DEL CORPO DALLA l°ALLA XI°VERTEBRA (PER OGNI VERTEBRA) 4,00%

      FRATTURA DEL CORPO XlI°VERTEBRA 8,00%

      FRATTURA PROCESSO SPINOSO O PROCESSI TRASVERSI DALLA I°ALLA XlI°VERTEBRA (PER OGNI VERTEBRA) 2,00%

      TRATTO LOMBARE

      FRATTURA CORPO (PER OGNI VERTEBRA) 8,00%

      FRATTURA PROCESSO SPINOSO O PROCESSI TRASVERSI DALLA l°ALLA V°VERTEBRA (PER OGNI VERTEBRA) 2,00%

      Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al tratto cervicale, dorsale, o lombare. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

      Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

      Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

        OSSO SACRO

        FRATTURA CORPI VERTEBRALI O BASE O ALI O PROCESSI ARTICOLARI O APICE O CRESTE SPINALI 4,00%

        COCCIGE

        FRATTURA CORPI O BASE O CORNA O PROCESSI TRASVERSI O APICE 4,00%

        BACINO

        FRATTURA ALI ILIACHE O BRANCA ILEO-ISCHIO-PUBICA (DI UN LATO) O DEL PUBE 3,00%

        FRATTURA ACETABOLARE(PER LATO) 6,00%

        TORACE

        FRATTURA CLAVICOLA(PER LATO) 4,00%

        FRATTURA STERNO 2,00%

        FRATTURA DI UNA COSTA(COMPOSTA) 0,50%

        FRATTURA DI UNA COSTA(SCOMPOSTA) 1,50%

        FRATTURA SCAPOLA(PER LATO) 3,00%

        PNEUMOTORACE DA BAROTRAUMA 6,00%

        PNEUMOPERICARDIO DA BAROTRAUMA 10,00%

        Affidati ad Adism se hai riportato lesioni all’osso sacro,  al  coccige, al bacino, o  al torace. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

        Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

        ARTO SUPERIORE (DX o Sn)

        BRACCIO

        FRATTURA DIAFISARIA OMERALE 3,00%

        FRATTURA EPIFISI PROSSIMALE O SUPERIORE OMERALE (DELIMITATA DAL COLLO CHIRURGICO) 6,00%

        FRATTURA EPIFISI DISTALE O INFERIORE OMERALE (DELIMITATA DALLA LINEA IDEALE CHE UNISCE TROCLEA E CAPITELLO) 6,00%

        AVAMBRACCIO

        FRATTURA DIAFISARIA RADIALE 2,00%

        FRATTURA EPIFISI PROSSIMALE RADIO(FRATTURA TUBEROSITA’ RADIALE O CAPITELLO O

        COLLO O CIRCONFERENZA ARTICOLARE) 4,00%

        FRATTURA EPIFISI DISTALE RADIO(FACCIA ARTICOLARE CARPICA O PROCESSO STILOIDEO O INCISURA ULNARE) 4,00%

        FRATTURA DIAFISARIA ULNARE 2,00%

        FRATTURA EPIFISI PROSSIMALE ULNA (OLECRANO O PROCESSO CORONOIDEO O INCISURA SEMILUNARE E RADIALE) 4,00%

        FRATTURA EPIFISI DISTALE (CAPITELLO O CIRCONFERENZA ARTICOLARE O PROCESSO STILOIDEO) 4,00%

        FRATTURA BIOSSEA RADIO E ULNA COMPOSTA 4,00%

        FRATTURA BIOSSEA RADIO E ULNA SCOMPOSTA 5,00%

        Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al braccio,  o all’avambraccio. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

        Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

        POLSO E MANO

        FRATTURA SCAFOIDE 5,00%

        FRATTURA SEMILUNARE 3,00%

        FRATTURA PIRAMIDALE 2,00%

        FRATTURA PISIFORME 1,00%

        FRA T-TURA TRAPEZIO 2,00%

        FRATTURA TRAPEZOIDE 2,00%

        FRATTURA CAPITATO 2,00%

        FRATTURA UNCINATO 2,00%

        FRATTURA l° METACARPALE 6,00%

        FRATTURA II° O III° O IV° O V° METACARPALE 3,00%

        SINDROME DA TUNNEL CARPALE O M. DI DUPUYTREN (trattato chirurgicamente) 4,00%

        FRATTURA PRIMA FALANGE DITA

        POLLICE 4,00%

        INDICE 3,00%

        MEDIO 3,00%

        ANULARE 2,00%

        MIGNOLO 3,00%

        FRATTURA SECONDA FALANGE DITA

        POLLICE 3,00%

        INDICE 2,50%

        MEDIO 2,00%

        ANULARE 1,00%

        MIGNOLO 2,00%

        FRATTURA TERZA FALANGE DITA

        INDICE 2,00%

        MEDIO 1,00%

        ANULARE 1,00%

        MIGNOLO 2,00%

        Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al polso, o alla mano. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

        Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

        Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

          ARTO INFERIORE(DX o Sx)

          FRATTURA FEMORE

          DIAFISARIA 6,00%

          EPIFISI PROSSIMALE (Delímitata dal collo chirurgico) 10,00%

          EPIFISI DISTALE (Delimitata da una linea ideale che congiunge i due epicondili attraverso la fossa intercondiloidea e quella sopratrocleare) 10,00%

          FRATTURA ROTULA 4,00%

          FRATTURA TIBIA

          DIAFISARIA 3,00%

          ESTREMITA’SUPERIORE (eminenza intercondíloidea o faccette articolari superiori o condili o faccette articolare fibulare) 5,00%

          ESTREMITA’ INFERIORE (malleolo mediale o faccetta articolare inferiore) 5,00%

          FRATTURA PERONE

          DIAFISARIA 2,00%

          ESTREMRTA’ SUPERIORE(capitello o faccetta articolare tibiale) 3,00%

          ESTREMITA’ INFERIORE (malleolo laterale o faccetta articolare) 4,00%

          FRATTURA BIOSSEA TIBIA E PERONE COMPOSTA 5,00%

          FRATTURA BIOSSEA TIBIA E PERONE SCOMPOSTA 6,00%

          Affidati ad Adism se hai riportato la frattura del femore,  della tibia, o  del perone Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

          Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

          PIEDE

          TARSO

          FRATTURA ASTRAGALO 6,00%

          FRATTURA CALCAGNO 7,00%

          FRATTURA SCAFOIDE 3,00%

          FRATTURA CUSOIDE 4,00%

          FRATTURA CUNEIFORME 1,00%

          METATARSI

          FRATTURA l° METATARSALE 4,00%

          FRATTURA II° O III° O IV° O V° METATARSALE 2,00%

          FALANGI

          FRATTURA ALLUCE (I° o II° Falange) 2,50%

          FRATTURA I° o II° o III° FALANGE DI OGNI ALTRO DITO DEL PIEDE 1,00%

          Affidati ad Adism se hai riportato una frattura al piede. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

          Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

          LESIONI DENTARIE

          ROTTURA INCISIVO CENTRALE SUPERIORE (per ogni dente) 0,70%

          ROTTURA INCISIVO CENTRALE INFERIORE (per ogni dente) 0,20%

          ROTTURA INCISIVO LATERALE (per ogni dente) 0,50%

          ROTTURA CANINI (per ogni dente) 1,00%

          ROTTURA PRIMI PREMOLARI (per ogni dente) 0,50%

          R0TTURA SECONDI PREMOLARI (per ogni dente) 0,75%

          ROTTURA PRIMI MOLARI (per ogni dente) 1,50%

          ROTTURA SECONDI MOLARI (per ogni dente) 1,00%

          ROTTURA TERZO MOLARE SUPERIORE 0,25%

          ROTTURA TERZO MOLARE INFERIORE 0,50%

          Affidati ad Adism se hai riportato lesioni dentarie. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

          Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

          LESIONI PARTICOLARI

          ASPORTAZIONE CHIRURGICA DI PARTE DI TECA CRANICA (indipendentemente dall’estensione della breccia) 8,00%

          ROTTURA MILZA CON SPLENECTOMIA 10,00%

          ROTTURA RENE CON NEFRECTOMIA 15,00%

          ESITI EPATECTOMIA (oltre un terzo del parenchima) 10,00%

          GASRTRORESEZIONE ESTESA (oltre la metà) o GASTRECTOMIA TOTALE 40,00%

          RESEZIONE DEL TENUE (fino al 70% con conservazione valvola íleo-cecale) -non cumulabile- 20,00%

          RESEZIONE DEL TENUE (oltre il 70% con coinvolgimento valvola ileo-cecale) –non cumulabile- 40,00%

          RESEZIONE PARZIALE DEL COLON CON INTEGRITA’DEL RETTO -non cumulabile- 15,00%

          COLECTOMIA TOTALE -non cumulabile- 40,00%

          AMPUTAZIONE ADDOMINO-PERINEALE E ANO PRETERNATURALE -non cumulabile- 60,00%

          COLECISTECTOMIA -non cumulabile- 5,00%

          SAFENECTOMIA MONOLATERALE O EMORROIDECTOMIA 4,00%

          SAFENECTOMIA BILATERALE (non cumulabile) 6,00%

          EPATITI TOSSICHE O INFETTIVE (con test enzimatící e sieroproteici alterati e con bilirubinemia oltre i valori normali) 10,00%

          PORTATORE A SINTOMATICO A NTICORPO POSMVO (HIV +) 4,00%

          PANCREATECTOMIA SUBTOTALE (oltre la metà) O TOTALE -non cumulabíle- 50,00%

          ERNIA CRURALE O IPOIEPIGASTRICA O OMBELICALE O DIAFRAMMATICA (trattate chírurgicamente) 3,00%

          ERNIA INGUINALE (trattata chirurgícamente) 5,00%

          LOBECTOMIA POLMONARE 15,00%

          PNEUMONECTOMIA 30,00%

          PROTESI SU AORTA TORACICA 20,00%

          PROTESI SU AORTA ADDOMINALE 15,00%

          PERDITA ANATOMICA DI UN GLOBO OCULARE 35,00%

          CECITA’ MONOLATERALE (Perdita irreversibile non inferiore a 9/10 di visus) 25,00%

          PERDITA TOTALE DELLA FACOLTA’ VISIVA DI AMBEDUE GLI OCCHI 100,00%

          SORDITA’ COMPLETA UNILATERALE 12,00%

          SORDITA’ COMPLETA BILATERALE 50,00%

          PERDITA NASO (oltre i due terzi) 30,00%

          CORDECTOMIA 15,00%

          EMILARINGECTOMIA 25,00%

          LARINGECTOMIA 50,00%

          PERDITA LINGUA (oltre i due terzi) 70,00%

          PERDITA COMPLETA DI UN PADIGLIONE AURICOLARE 8,00%

          PERDITA COMPLETA DI ENTRAMBI I PADIGLIONI AURICOLARI 15,00%

          ERNIA DISCALE DA SFORZO (unica o plurima-trattata/e chirurgicamente-) 8,00%

          ROTTURA SOTTOCUTANEA TENDINE D’ACHILLE (trattata chirurgícamente) 4,00%

          PROTESI D’ANCA (non cumulabile) 20,00%

          PROTESI DI GINOCCHIO (non cumulabile) 25,00%

          PATELLECTOMIA TOTALE 10,00%

          PATELLECTOMIA PARZIALE 4,00%

          PERDITA ANATOMICA DI UN TESTICOLO 5,00%

          PERDITA ANATOMICA DEI DUE TESTICOLI 25,00%

          PERDITA ANATOMICA DEL PENE 30,00%

          ISTERECTOMIA (non cumulabíle) 20,00%

          ISTEROANNESSIECTOMIA BILATERALE 30,00%

          OVARIECTOMIA O SALPINGECTOMIA MONOLATERALE 5,00%

          USTIONI ESTESE A PIU’ DEL 25% DELLA SUPERFICIE CORPOREA (Documentate fotograficamente) 30,00%

          PTOSI PALPEBRALE 5,00%

          EVIRAZIONE COMPLETA 45,00%

          PERDITA DEL PENE 35,00%

          IMPOSSIBILITA’ ALL’EREZIONE 25,00%

          CASTRAZIONE 25,00%

          Affidati ad Adism se hai riportato lesioni particolarmente gravi. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

          Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

          Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

            LESIONI MUSCOLO-TENDINEE

            ROTTURA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI (trattata chirurgicamente) -non cumulabíle- 9,00%

            ROTTURA DEL TENDINE DISTALE DEL BICIPITE BRACHIALE (trattata chirurgicamente) 5,00%

            R0TTURA DEL TENDINE PROSSIMALE DEL BICIPITE BRACHIALE (trattata chirurgicamente) 7,00%

            ROTTURA DEI TENDINI DELLE DITA DI UNA MANO (trattata chirurgicamente) -valore massimo per ogni dito- 3,00%

            ROTTURA DEI TENDINI DEL QUADRICIPITE FEMORALE (trattata chirurgicamente) -non cumulabíle- 6,00%

            LUSSAZIONE ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE (Documentata radiologicamente) 4,00%

            LUSSAZIONE RECIDIVANTE GLENO-OMERALE (trattata chirurgicamente) 7,00%

            LUSSAZIONE GLENO-OMERALE (evidenziata radiologicamente) 5,00%

            LUSSAZIONE STERNO-CLAVEARE (trattata chirurgícamente) 3,00%

            LUSSAZIONE ACROMION-CLAVEARE (trattata chirurgicamente) 4,00%

            LUSSAZIONE GOMITO (evidenziata radiologicamente) 6,00%

            LUSSAZIONE RADIO-CARPICA (trattata chirurgicamente)-non cumulabíle- 5,00%

            LUSSAZIONE MF O IF 2° – 3° – 4° – 5° DITO DELLA MANO (evidenziata radiologicamente)-valore massimo per ogni dito- 2,50%

            LUSSAZIONE MF O IF POLLICE (trattata chírurgicamente) 4,00%

            LUSSAZIONE D’ANCA (Documentata radiologicamente) 10,00%

            LUSSAZIONE METATARSO-FALANGEA O IF DELL’ALLUCE (Documentata radiologicamente) 2,00%

            LUSSAZIONE METATARSO-FALANGEA O IF II° O III° O IV° O V° DITO DEL PIEDE (Documentata radiologicamente) 1,00%

            LESIONE DEI LEGAMENTI COLLATERALI DEL GINOCCHIO (trattata chírurgícamente) 5,00%

            LESIONI DEL CROCIATO ANTERIORE O POSTERIORE O DEL PIATTO TIBIALE (trattate chirurgicamente)-non cumulabili tra loro- 8,00%

            LESIONI ISOLATE DELLA CAPSULA O MENISCALI (trattate chirurgicamente) non cumulabili tra loro- 2,50%

            LESIONE TENDINE ROTULEO (trattata chirurgicamente) 2,50%

            LESIONI CAPSULO-LEGAMENTOSE DELLA TIBIO-PERONEO-ASTRAGALICA (trattate chirurgicamente) non cumulabili tra loro- 6,00%

            LUSSAZIONE ULNOCARPICA 3,00%

            LUSSAZIONE ROTULA 3,00%

            LUSSAZIONE TIBIOCARSICA 3,00%

            LUSSAZIONE VERTEBRALE 5,00%

            Affidati ad Adism se hai riportato lesioni muscolo-tendinee.  Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

            Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

            AMPUTAZIONI

            ARTO SUPERIORE

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELL’ARTO SUPERIORE 80,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELL’AVAMBRACCIO 70,00%

            AMPUTAZIONE DI UNA MANO O DI TUTTE LE DITA DI UNA MANO 65,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E MEDIO E ANULARE 52,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E MEDIO E MIGNOLO 58,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E ANULARE E MIGNOLO 56,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E MEDIO E ANULARE E MIGNOLO 50,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E MEDIO E ANULARE E MIGNOLO 44,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E MEDIO 45,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E ANULARE 42,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE E MIGNOLO 47,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E MEDIO E ANULARE 38,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E MEDIO E MIGNOLO 43,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E ANULARE E MIGNOLO 40,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E MEDIO E ANULARE 32,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E MEDIO E MIGNOLO 37,00%

            AMPUTAZIONE MEDIO E ANULARE E MIGNOLO 30,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E INDICE 35,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E MEDIO 35,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E ANULARE 28,00%

            AMPUTAZIONE POLLICE E MIGNOLO 33,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E MEDIO 24,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E ANULARE 22,00%

            AMPUTAZIONE INDICE E MIGNOLO 27,00%

            AMPUTAZIONE MEDIO E ANULARE 18,00%

            AMPUTAZIONE MEDIO E MIGNOLO 23,00%

            AMPUTAZIONE ANULARE E MIGNOLO 20,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DEL POLLICE 20,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELL’INDICE 14,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DEL MEDIO 10,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELL’ANULARE 7,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DEL MIGNOLO 12,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELLA FALANGE UNGUEALE DEL POLLICE 13,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELLA FALANGE UNGUEALE DELL’INDICE 5,00%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELLA FALANGE UNGUEALE DEL MEDIO 3,50%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELLA FALANGE UNGUEALE DELL’ANULARE 2,50%

            AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELLA FALANGE UNGUEALE DEL MIGNOLO 4,50%

            AMPUTAZIONE DELLA II° E III° FALANGE DELL’INDICE 10,00%

            AMPUTAZIONE DELLA II° E III° FALANGE DEL MEDIO 8,00%

            AMPUTAZIONE DELLA II° E III° FALANGE DELL’ANULARE 6,00%

            AMPUTAZIONE DELLA II° E III° FALANGE DEL MIGNOLO 9,00%

            Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

              ARTO INFERIORE

              AMPUTAZIONE OLTRE I DUE TERZI DELL’ARTO INFERIORE (al di sopra dellametà della coscia) 70,00%

              AMPUTAZIONE AL DI SOTTO DELLA META’ DELLA COSCIA (ma al dí sopra dei ginocchio) 65,00%

              AMPUTAZIONE TOTALE O OLTRE I DUE TERZI DELLA GAMBA (al dí sotto dei ginocchio) 65,00%

              AMPUTAZIONE DI GAMBA AL TERZO INFERIORE 50,00%

              PERDITA DI UN PIEDE 45,00%

              PERDITA DELL’AVAMPIEDE ALLA LINEA TARSO-METATARSALE 27,00%

              PERDITA DI AMBEDUE I PIEDI 100,00%

              PERDITA DELL’ALLUCE 6,00%

              PERDITA DELLA FALANGE UNGUEALE DELL’ALLUCE 3,00%

              PERDITA DI OGNI ALTRO DITO DEL PIEDE 1,00%

              Affidati ad Adism se hai riportato amputazione degli arti. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

              Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

              LESIONI SISTEMA NERVOSO PERIFERICO

              ARTO SUPERIORE

              LESIONE TOTALE PLESSO BRACHIALE 60,00%

              SINDROME RADICOLARE SUPERIORE TIPO DUCHENNE 45,00%

              SINDROME RADICOLARE INFERIORE TIPO DEJERINE 45,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO ASCELLARE 18,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO RADIALE 35,00%

              PARALISI BASSA NERVO RADIALE 25,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO MEDIANO 40,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO ULNA 25,00%

              PARALISI BASSA NERVO ULNARE 20,00%

              ARTO INFERIORE

              PARALISI COMPLETA PLESSO LOMBARE 35,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO FEMORALE 30,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO SCIATICO 45,00%

              PARALISI BASSA NERVO SCIATICO 38,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO SCIATICO POPLITEO ESTERNO 20,00%

              PARALISI COMPLETA NERVO SCIATICO POPLITEO INTERNO 22,00%

              Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al  sistema nervoso periferico  con paralisi  degli  arti  superiori, od inferiori. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

              Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

              Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

                LESIONI SISTEMA NERVOSO CENTRALE

                EPILESSIA POST TRAUMATICA,CONTROLLATA FARMACOLOGICAMENTE CON CRISI SPORADICHE 15,00%

                EPILESSIA POST TRAUMATICA CONTROLLATA FARMACOLOGICAMENTE CON CRISI SETTIMANALE 30,00%

                PARAPARESI CON DEFICIT DI FORZA MODERATA E POSSIBILITÀ DI DEAMBULAZIONE CON APPOGGIO 40,00%

                MONOPARESI DI ARTO SUPERIORE CON DEFICIT DI FORZA E IMPOSSIBILITÀ AI

                MOVIMENTI FINI DELLA MANO 40,00%

                MONOPARESI DI ARTO INFERIORE CON MODERATO DEFICIT DI FORZA, ANDATURA

                FALCIANTE E POSSSBILE SOLO CON APPOGGIO 35,00%

                Affidati ad Adism se hai riportato lesioni al  sistema nervoso  centrale. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

                Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

                USTIONI

                CAPO

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO DEL 6-10% DELLA SUPERFICIE DEL VISO 3,00%

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO DEL 11-15% DELLA SUPERFICIE DEL VISO 10,00%

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO DEL 16-25% DELLA SUPERFICIE DEL VISO 14,00%

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO SUPERIORE AL 25 % DELLA SUPERFICIE DEL VISO 18,00%

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO DEL 15-30% DELLA SUPERFICIE DEL CUOIO CAPELLUTO 5,00%

                USTIONE 2′ O 3′ GRADO SUPERIORE AL 30 % DELLA SUPERFICIE DEL CUIO CAPELLUTO 10,00%

                ARTI SUPERIORI E INFERIORI

                USTIONE 2′ 0 3′ GRADO DI 11-20% DELLA SUPERFICIE DI ARTO SUPERIORE O INFERIORE 5,00%

                USTIONE 2′ 0 3′ GRADO DI 21-30% DELLA SUPERFICIE DI ARTO SUPERIORE O INFERIORE 10,00%

                USTIONE 2′ 0 3′ GRADO DI 31-50% DELLA SUPERFECIE DI ARTO SUPERIORE O INFERIORE 15,00%

                USITONE 2′ 0 3′ GRADO DI OLTRE IL 50 % DELLA SUPERFICIE DI ARTO SUPERIORE O INFERIORE 20,00%

                Affidati ad Adism se hai riportato ustioni al  capo, o  agli  arti  superiori, o inferiori. Adism  è  garanzia di  successo per indennizzi elevati  e tempi di risarcimento rapidi dall’assicurazione. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

                Chiama ora il numero nazionale 347.8743614 o scrivi  a info@adism.it

                Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

                  Il risarcimento del danno per fatto illecito

                  0

                  Il risarcimento del danno per fatto illecito

                  Cosa dice la legge?

                  Il danno può scaturire da una condotta illecita extracontrattuale o contrattuale.

                  Il risarcimento del danno per fatto illecito è previsto nel nostro ordinamento giuridico dall’articolo 2043 del codice civile: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno ” .

                  Se, invece, in seguito alla stipulazione di un contratto tra due o più soggetti la parte che è tenuta ad adempiere ad un’obbligazione o pagare una somma pattuita non adempie o lo fa in ritardo, chi subisce un danno può agire in giudizio e chiedere il risarcimento invocando l’ articolo 1218 del codice civile.

                  Il danno risarcibile si distingue in danno patrimoniale e non patrimoniale. Nella categoria del danno non patrimoniale si colloca il danno biologico, o danno alla salute, il danno morale, conseguente al dolore patito per avere subito un reato ed il danno esistenziale, relativo alle lesioni della sfera personale che determinano una situazione nella quale la vittima non è più in grado di portare avanti attività e abitudini che avevano caratterizzato il suo precedente stile di vita.

                  Si definisce danno patrimoniale la lesione che un soggetto subisce al proprio patrimonio, che è immediatamente e naturalmente valutabile in termini monetari. Quando si parla di danno patrimoniale si distingue tra: la lesione diretta del patrimonio del danneggiato ed in questo caso di parla di danno emergente; la lesione del patrimonio in prospettiva rappresentata dai minori guadagni che il danneggiato realizzerà in seguito dalla lesione della sua posizione (si pensi ai mancati guadagni del professionista costretto ad un ricovero ospedaliero per essere stato investito mentre attraversava la strada) ed in questo caso si parla di lucro cessante.

                  Come ADISM ti può aiutare

                  Adism è leader nazionale nel ramo del risarcimento danni contro le assicurazioni. Ci occupiamo da oltre 20 anni di danni gravi, danni da perdita parentale, perdita del congiunto, danno agli eredi, gravi menomazioni per la liquidazione di tutte le poste di danno, patrimoniale e non patrimoniale.

                  Siamo dalla parte del danneggiato, ci avvaliamo dei migliori professionisti del settore: il nostro intervento è garanzia di successo.

                  Adism interviene per conto dei danneggiati, dei loro parenti ed eredi per la valutazione dei danni subiti e per richiedere la relativa liquidazione.

                  La gestione dei sinistri assicurativi

                  Perché non conviene mai affidarsi all’assicurazione per richiedere il risarcimento dei danni.

                  Adism gestisce per tuo conto e nel tuo interesse tutti i sinistri assicurativi, per inadempienza contrattuale a termine di polizza, sia che si tratti di polizza infortuni sul lavoro, polizza sanitaria, ramo danni, ramo vita, etc.

                  Gestiamo il tuo sinistro con l’Assicurazione per farti ottenere il miglior risarcimento possibile, grazie alla nostra esperienza decennale e comprovata professionalità, avvalendoci dei migliori avvocati e medici legali sul territorio.

                  In tema di circolazione stradale, la legge sull’indennizzo diretto prevede la liquidazione del danno direttamente da parte dell’assicurazione che però mira a liquidare in maniera sbrigativa ed insoddisfacente il danno, tenuto conto che le assicurazioni devono tutelare primariamente, se non esclusivamente, i propri interessi.

                  Inadempimento dell’assicurazione e somme trattenute in acconto 

                  Allo stesso modo, le varie coperture di assistenza legale ormai incluse in tutte le polizze assicurative non rispondono mai all’esigenza di tutelare in pieno i diritti dell’assicurato, essendo gestite sempre all’interno e da avvocati che operano per conto e nell’interesse delle assicurazioni.

                  La migliore liquidazione del danno

                  Rivolgersi ad ADISM significa tutelare i propri diritti ed i propri interessi per la migliore liquidazione del danno possibile, che ove non soddisfacente potrà essere trattenuta anche in acconto per ulteriori accertamenti ed integrazione dell’offerta risarcitoria in sede giudiziale.

                  Rivolgersi ad Adism è garanzia di successo. Nessun anticipo spese e paghi solo, secondo  accordi  chiari  prestabiliti, a risarcimento ottenuto.

                  Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

                     

                    Tutela dei diritti di chi ha subito un danno

                    0

                    La tutela dei diritti per chi ha subito un danno.

                    Ai fini della tutela delle persone danneggiate da un sinistro stradale o da un episodio di malasanità sono disponibili informazioni che consentono al cittadino di acquisire una maggiore consapevolezza del danno subito.

                    Accertamento  medico legale del  danno

                    Come riportato dall’ordinamento della scuola di specializzazione, il medico legale deve collaborare con gli operatori forensi per soddisfare le esigenze dei privati cittadini, oltre che delle società di assicurazione e delle organizzazioni previdenziali pubbliche e private. Sono diversi i servizi che deve garantire la Medicina legale, e le attività scientifiche e professionali del medico legale comprendono molteplici settori di applicazione.

                    La Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni promuove e tutela la cultura medico-legale a livello scientifico, legislativo, socio-sanitario e professionale e difende i suoi principi etici.

                    Il settore di Medicina legale dell’Ospedale policlinico San Martino offre diverse attività e prestazioni, tra le quali quella per la gestione del contenzioso medico-legale con valutazione della sussistenza di scostamento dalle buone pratiche cliniche, con il chiarimento del rapporto causale tra l’evento e i danni conseguenti.

                    Rivolgersi ad Adism è garanzia di successo. Nessun anticipo spese e paghi solo, 

                    secondo  accordi  chiari  prestabiliti, a risarcimento ottenuto.

                    Grazie alla nostra convenzione nazionale con i  migliori  medici legali  in  tutta Italia tuteliamo i  diritti  del  danneggiato  fin  dalla fase dell’accertamento del danno, per le lesioni fisiche riportate in conseguenza di un incidente, o  di un infortunio.

                    I nostri  medici  legali vi aiuteranno a quantificare il danno  redigendo  consulenza tecnica di  parte nel  vostro  interesse ed accompagnandovi  a visita medico legale.

                    I nostri avvocati esperti in  diritto  assicurativo  e risarcimento danni grazie alla loro  esperienza otterranno  dalla compagnia di  assicurazione la liquidazione dell’indennizzo più alta a titolo di  pagamento  risarcimento danni.

                    Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

                       

                      Riflessioni sul danno alla persona

                      0

                      Riflessioni sulla risarcibilità del danno agli eredi a seguito di un fatto illecito.

                      Con la sentenza a Sezioni Unite n. 15350/15 la Suprema Corte conferma la non risarcibilità del danno subito dalla vittima in conseguenza della morte. Le Sezioni Unite chiamate ad affrontare il quesito, a seguito dell’ordinanza di rimessione n. 5056/2014, circa la risarcibilità o meno del danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da fatto illecito optano per la tesi prevalente di segno negativo, lacerando la speranza introdotta dalla sentenza nomofilattica n. 1361/2014 (Relatore Scarano) e ribadendo che non è possibile risarcire il danno evento, neanche in via eccezionale.

                      Cosa rivela questo punto di vista?

                      Tale orientamento rivela le lacune di un impianto normativo non garantista su un tema che non dovrebbe consentire alcun dubbio interpretativo, come quello della perdita della vita umana e della riparazione del danno in capo agli eredi per fatto illecito altrui. Basti pensare che la risarcibilità del danno conseguenza deriva principalmente dalla lettera dell’art. 1223 c.c. laddove si parla di “conseguenza immediata e diretta” e che quando la vittima muore, a rigore, l’evento mortale coincide con la conseguenza quale la perdita della vita, con il corollario che il c.d. danno evento ed il c.d. danno conseguenza si fondono, rendendo così predicabile l’art. 1223 c.c.

                      La Suprema Corte ricorda,

                      invece, che deve ritenersi inderogabile il principio secondo cui «il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto, essendo danno conseguenza, non coincide con la lesione dell’interesse e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il risarcimento. La sua liquidazione deve avvenire in base a valutazione equitativa che tenga conto dell’intensità del vincolo familiare, della convivenza e di ogni altra ulteriore circostanza allegata» (Cass. civ. n. 14931/2012). Inoltre, prosegue la Corte, anche quando il danno non patrimoniale «abbia determinato la lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato, non potendo condividersi la tesi che trattasi di danno in re ipsa, sicché dovrà al riguardo farsi ricorso alla prova testimoniale, documentale e presuntiva» (Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008 n. 26972).

                      La pronuncia in commento considera la dibattuta questione della risarcibilità iure hereditario del danno subito dalla vittima in conseguenza della morte.

                      Per introdurre la questione, assumiamo che un illecito abbia provocato la morte di un individuo: fino alla già citata sentenza “Scarano” la legittimazione ad ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale direttamente subito per effetto della morte veniva accordata (iure proprio) ai congiunti del defunto, mentre si escludeva che gli eredi potessero ottenere (iure hereditario) il risarcimento del pregiudizio subito dal de cuius in conseguenza del decesso. La già citata sentenza “Scarano”, in assoluta controtendenza rispetto al passato, ha invece ammesso la risarcibilità iure hereditario del danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da un fatto illecito.

                      La necessità di risolvere il contrasto ha offerto alle Sezioni Unite la possibilità di considerare organicamente la risarcibilità di tutti i pregiudizi subiti dal defunto per effetto dell’illecito,

                      siano essi anteriori o conseguenti al momento del decesso. Ferma restando la risarcibilità iure proprio del danno subito dai congiunti (danno tanatologico, o danno conseguente alla morte) i pregiudizi subiti dalla vittima suscettibili di essere risarciti iure hereditario sono:

                      il danno catastrofale, o danno conseguente alla sofferenza subita dalla vittima dal momento della lesione a quello della morte (purché la vittima abbia percepito l’imminenza del decesso);

                      il danno biologico terminale, o danno conseguente al deterioramento della salute della vittima dal momento della lesione a quello della morte (essendo tuttavia necessario che tale intervallo abbia una durata apprezzabile – di qui, l’appellativo di «cronometrico»).

                      Per bilanciare il complesso rilievo attribuito alla durata apprezzabile della sopravvivenza è stata elaborata la figura del danno catastrofale.

                      Sulla base di essa, si ammette anche la risarcibilità della sofferenza provata dalla vittima, che a seguito della lesione percepisce come imminente la fine della propria vita: in quest’ottica non rileva la durata dell’agonia, ma la consapevolezza del danneggiato e l’intensità della sua sofferenza.

                      Resta invece, ingiustificatamente, escluso il risarcimento del danno non patrimoniale subito dalla persona uccisa quando la morte si verifica immediatamente dopo la lesione, o quando l’agonia è breve e inconsapevole (Cass. 22 febbraio 2012, n. 2564: «In tema di morte a seguito di lesioni derivanti da incidente stradale, se la vittima, finita in coma subito dopo l’incidente, non ha più ripreso coscienza e/o conoscenza, non è configurabile in capo alla stessa alcun danno morale in quanto quest’ultima non ha percepito, o meglio non ha avuto coscienza, di alcuna sofferenza psico-fisica. Pertanto non risulta trasmissibile, in via derivata, agli stretti congiunti il diritto al risarcimento del danno morale»).

                      L’evoluzione giurisprudenziale sembra non tener conto di quella corrente minoritaria secondo cui,

                      invece, la morte costituirebbe una lesione suscettibile di essere risarcita a prescindere da ciò che comporta sul piano patrimoniale e non patrimoniale, ovvero a prescindere dalle “conseguenze”, in aderenza all’orientamento che si era consolidato con la pronuncia della Corte Costituzionale n.184/86 che aveva decretato la risarcibilità del danno biologico in quanto non conseguente, ma inerente al decesso.

                      La successiva giurisprudenza ha elaborato, per contro, un quadro ben diverso circa la risarcibilità del danno non patrimoniale introducendo il concetto di “danno conseguenza”: il risarcimento ha ad oggetto non l’evento in sé e per sé considerato, ma le conseguenze che esso comporta per la vittima. La sentenza n. 1361/2014 ha dovuto necessariamente misurarsi con tale ostacolo, e, non superandolo direttamente, ha preferito introdurre un’eccezione al principio generale della risarcibilità del solo danno conseguenza circoscritta all’evento morte.

                      Non sorprende che tale approccio, seppur fondato sulla drammatica eccezionalità della lesione, non possa superare il vaglio delle Sezioni Unite.

                      Il tentativo di (ri)affermazione della risarcibilità del danno evento viene evidentemente interpretato come una “tentazione insostenibile” per un sistema – quello della responsabilità extracontrattuale – tutt’ora in movimento e quindi già predisposto a trasformare l’eccezione in regola e viceversa. È in quest’ottica che deve essere letto il timore della S.C. che «l’ipotizzata eccezione alla regola sarebbe di portata tale da vulnerare la stessa attendibilità del principio e, comunque, sarebbe difficilmente conciliabile con lo stesso sistema della responsabilità civile…».

                      Il danno da perdita parentale,

                      definito come danno non patrimoniale iure proprio del congiunto della vittima, si concreta per gli ermellini nello sconvolgimento dell’esistenza rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita conseguenti al decesso del congiunto, rappresentato dal “…vuoto costituito dal non potere più godere della presenza e del rapporto con chi è venuto meno e perciò nell’irrimediabile distruzione di un sistema di vita basato sull’affettività, sulla condivisione, sulla rassicurante quotidianità dei rapporti tra moglie e marito, tra madre e figlio, tra fratello e fratello, nel non poter più fare ciò che per anni si è fatto, nonché nell’alterazione che una scomparsa del genere inevitabilmente produce anche nelle relazioni tra i superstiti (Cass.10107/11). Per converso, resta radicalmente esclusa la configurabilità di tale danno quando dall’evento conseguano meri disagi, fastidi, disappunti, ansie, ovvero la perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità della vita (Cass.16992/15; Cass.2228/12; Cass.10527/11); non potendo, inoltre, considerarsi esistente in re ipsa (ossia per il solo fatto dell’esistenza in sé del vincolo parentale), ma richiedendo invece “l’allegazione (e la verificazione) precisa e circostanziata dello sconvolgimento di vita patito e delle sue specifiche e concrete estrinsecazioni, non potendo invero risolversi in mere enunciazioni di carattere del tutto generico e astratto, eventuale ed ipotetico” (Cass. 22585/13; Cass. 16255/12; Cass.12273/11).

                      Vi è una evidente e drammatica contraddizione nell’elaborazione della teoria del danno conseguenza rispetto a quella garantista del danno evento, se pensiamo che debba esser provato, ma venga, poi, riconosciuto ed attribuito anche al nascituro in assenza di una sofferenza rilevabile al moment dell’illecito, ma presumibilmente verificantesi in seguito (Cass. n. 9700/2011).

                      La questione sul danno da perdita parentale, sulle elaborazioni concettuali ed i contrasti
                      in essere non finisce certamente qui.

                      Con la sentenza n. 4146/2019 la Cassazione si è pronunciata nuovamente sulla questione della risarcibilità del danno tanatologico,

                      che viene definito come il danno di natura non patrimoniale ex art. 2059 c.c. derivante dalla sofferenza patita dal soggetto prima della morte, a causa di un fatto illecito di un terzo.

                      La Suprema Corte, mostrando di aderire e di voler dare continuità all’insegnamento offerto dalle Sezioni Unite (sentenza 15350/2015),

                      ha affermato ancora che “se la morte è immediata o segue alle lesioni entro brevissimo tempo, non sussiste diritto al risarcimento del danno ”.

                      Infatti, in un’ottica di responsabilità civile orientata al risarcimento del danno conseguenza e non del mero danno-evento, è necessaria, secondo la giurisprudenza, la sopravvivenza del soggetto per un lasso di tempo apprezzabile, oppure che, pur intervenendo la morte dopo brevissimo tempo, la vittima rimanga cosciente e sia in grado di percepire la sofferenza e il patema d’animo derivanti dalla sensazione di morte imminente. Soltanto in tali ipotesi può darsi corso al risarcimento del danno nei confronti degli eredi iure hereditatis, in quanto, in tali circostanze, il diritto entra a far parte del patrimonio del defunto prima che intervenga la morte, così da poter essere trasmesso agli eredi unitamente agli altri diritti. Al contrario, in caso di morte immediata, la lesione si verifica nei confronti del bene “vita”, che è diritto autonomo rispetto al diritto alla salute, il quale è “fruibile solo dal suo titolare e non reintegrabile per equivalente”.

                      La lesione del bene vita non è tutto

                      La lesione del bene vita non rappresenta, quindi, la massima lesione del diritto alla salute, ma la lesione di un diverso diritto, la cui “irrisarcibilità” deriva dall’assenza, al momento del prodursi delle conseguenze dannose, di un soggetto nel cui patrimonio possano essere acquisiti i relativi diritti.

                      Secondo tale assunto, dunque, nessun danno sarebbe risarcibile in re ipsa, quale danno-evento, indipendentemente dal prodursi delle conseguenze dannose, indipendentemente dall’importanza dell’interesse leso, persino nel caso in cui si tratti del bene della vita: con l’evento morte viene meno anche il titolare del diritto e con lui il suo patrimonio, con conseguente inidoneità dello stesso ad acquisire le conseguenze dannose dell’evento e trasferirle agli eredi.

                      Conclusione

                      In conclusione l’effettiva perimetrazione del concetto di danno tanatologico, passa attraverso la definizione del danno biologico terminale e del danno catastrofico.

                      Il danno biologico terminale

                      Con la locuzione danno biologico terminale si fa riferimento al danno alla salute patito dalla vittima di un illecito nel periodo intercorrente tra la lesione e la morte. Detto pregiudizio, in altre parole, si identifica nel danno biologico patito da colui che, sopravvissuto per un considerevole lasso di tempo ad un evento poi rivelatosi mortale, abbia, in tale periodo, sofferto una lesione della propria integrità psico-fisica autonomamente considerabile come danno biologico, quindi accertabile (ed accertata) con valutazione medico-legale e liquidabile alla stregua dei criteri adottati per la liquidazione del danno biologico vero e proprio (in tal senso Cassazione, Sezione Terza, 13 dicembre 2012 n. 22896).

                      Il danno catastrofico

                      Il danno catastrofico è il pregiudizio patito da colui che, a seguito di un illecito, sia deceduto dopo un lasso di tempo non idoneo a determinare la risarcibilità del danno biologico terminale. Esso è, alla stregua della ricostruzione maggioritaria, un danno morale, che si concreta in una sofferenza psichica di massima intensità, anche se di durata contenuta. Le Sezioni Unite San Martino, in particolare, aderendo a tale ricostruzione, hanno affermato che “il giudice potrà invece correttamente riconoscere e liquidare il solo danno morale, a ristoro della sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche, alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l’agonia in consapevole attesa della fine.

                      Viene così evitato il vuoto di tutela determinato dalla giurisprudenza di legittimità che nega, nel caso di morte immediata o intervenuta a breve distanza dall’evento lesivo, il risarcimento del danno biologico per la perdita della vita (sent. n. 1704/1997 e successive conformi), e lo ammette per la perdita della salute solo se il soggetto sia rimasto in vita per un tempo apprezzabile, al quale lo commisura (sent. n. 6404/1998 e successive conformi). Una sofferenza psichica siffatta, di massima intensità anche se di durata contenuta, non essendo suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, di degenerare in patologia e dare luogo a danno biologico, va risarcita come danno morale, nella sua nuova più ampia accezione”.

                      Il danno tanatologico

                      Disegnati i confini delle figure contigue del danno catastrofico e del danno biologico terminale è possibile comprendere con maggiore chiarezza l’ubi consistam del danno tanatologico, che si identifica con il danno connesso alla perdita della vita. Circa la risarcibilità di tale pregiudizio è necessario dare atto dell’esistenza di un vivo dibattito giurisprudenziale e dottrinale, da ultimo reso ancor più attuale dalla pronuncia della Suprema Corte intervenuta il 23 gennaio 2014.

                      La teoria maggioritaria predica la non risarcibilità di tale tipologia di danno rimarcando come considerazioni di ordine logico oltre che giuridico depongano in tal senso: “il soggetto che perde la vita non è in grado di acquistare un diritto risarcitorio, perché finché è in vita non vi è perdita e quando è morto da una parte non è titolare di alcun diritto e dall’altra non è in grado di acquistarne” (cfr. Cassazione, Sezione Terza, 23 febbraio 2004, n. 3549). In tal senso depone, peraltro, anche la circostanza che, allo stato attuale il danno non patrimoniale è considerato danno-conseguenza e non più dannoevento: “l’art. 2059 c.c. non delinea una distinta fattispecie di illecito produttiva di danno non patrimoniale, ma consente la riparazione anche dei danni non patrimoniali, nei casi determinati dalla legge, nel presupposto della sussistenza di tutti gli elementi costitutivi della struttura dell’illecito civile, che si ricavano dall’art. 2043 c.c. (e da altre norme, quali quelle che prevedono ipotesi di responsabilità oggettiva), elementi che consistono nella condotta, nel nesso causale tra condotta ed evento di danno, connotato quest’ultimo dall’ingiustizia, determinata dalla lesione, non giustificata, di interessi meritevoli di tutela, e nel danno che ne consegue (danno-conseguenza, secondo opinione ormai consolidata:

                      Corte cost. n. 372/1994; S.u. n. 576, 581, 582, 584/2008).”.

                      Le argomentazioni fatte proprie dalla dottrina propensa a riconoscere la autonoma risarcibilità del danno da perdita della vita sono essenzialmente le seguenti:

                      – il diritto alla vita, in quanto fondamentale ed imprescindibile diritto dell’uomo, necessita di adeguata tutela: un sistema che riconosce rilevanza a lievi lesioni del diritto alla salute e nega tutela alla lesione del diritto alla vita dà vita ad irragionevoli storture ed iniquità;

                      – negare la risarcibilità del danno tanatologico porta a concludere che, dal punto di vista del danneggiante, è più conveniente uccidere che ferire;

                      – la tutela risarcitoria è la tutela minima riconosciuta a qualunque diritto; essa, pertanto, va a maggior ragione riconosciuta al supremo ed inviolabile diritto alla vita.

                      In tale contesto interviene la sentenza 1361 del 24 gennaio 2014 che segna un deciso punto di svolta nel dibattito esposto, affermando con vigore che “il risultato ermeneutico raggiunto dal prevalente orientamento giurisprudenziale appare non del tutto rispondente all’effettivo sentire sociale nell’attuale momento storico” e che le elaborazioni dottrinali in materia nonché gli escamotages giurisprudenziali architettati al fine di corrispondere un adeguato risarcimento ai superstiti testimoniano “la necessità di ammettersi senz’altro la diretta ristorabilità del bene vita in favore di chi l’ha perduta in conseguenza del fatto illecito altrui”.

                      Si aggiunga che, il ristoro del danno da perdita parentale va operato sulla base dei criteri praticati al momento della liquidazione (Cassazione Civile – Sentenza 28 febbraio 2017, n. 5013) con tutte le conseguenze che detto principio implica in ordine alla certezza del diritto ed alla ragionevole durata del processo.

                      SCARICA IL PDF CLICCANDO QUI

                      Il danno da perdita del rapporto Parentale

                      0

                      La perdita di una persona cara rappresenta un evento doloroso ed irreparabile che si ripercuote nella quotidianità, traducendosi in un vuoto incolmabile e, in sostanza, in un profondo mutamento e sconvolgimento delle proprie abitudini di vita.

                      Non esiste ristoro  economico che possa colmare tale vuoto;  la vita, infatti  è  un bene prezioso  ed irrinunciabile ed è inconcepibile pensare come la Cassazione, a sostegno  delle tesi caldeggiate dalle compagnie di  assicurazione, si sia più  volte pronunciata, in  elusione al  dettato  della Corte Costituzionale, giocando sul  filo  del danno  evento  e danno  conseguenza per giungere a considerare  il danno da perdita parentale non “in re ipsa”,  ovvero  non risarcibile  automaticamente,   ma da dovere provare di  volta in  volta.

                      Proprio per questo, dottrina e giurisprudenza hanno elaborato, negli anni recenti, la figura del danno da perdita parentale, risarcibile ai parenti di un soggetto venuto a mancare a causa del fatto illecito altrui.

                      Alcune delle Sentenze sul danno parentale le potrete trovare qui di seguito:

                      Cassazione: il danno esistenziale non passa agli eredi

                      Oneri di allegazione del danno da perdita del rapporto parentale

                      Risarcibilità del danno agli eredi a seguito di fatto illecito

                      Pubblichiamo il  commento  alla recente giurisprudenza dopo la sentenza Scarano e la pronuncia delle Sezioni Unite che ristabilisce il principio maggioritario del danno conseguenza a scapito  del danno  evento leggi l’articolo CLICCANDO QUI

                      Oppure scarica il pdf cliccando QUI

                      Risarcimento danni per infortuni sul lavoro

                      0

                      Come chiedere un risarcimento danni per un infortunio sul lavoro

                      Infortuni sul lavoro.

                      Sono sempre più frequenti gli infortuni e le morti sul lavoro a causa di inadeguate misure di sicurezza, ambiente di lavoro insalubre.

                      La responsabilità civile datoriale, in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, trova fondamento nell’art. 2087 del codice civile che eleva il datore di lavoro a garante dell’incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale dei prestatori di lavoro, imponendogli di adottare le cautele generiche di diligenza e prudenza, nonché di controllare e vigilare che di tali misure sia fatto uso da parte del dipendente.

                      Affinché il lavoratore sia coperto sotto il punto di vista economico, la legge italiana obbliga il datore di lavoro a iscrivere i propri dipendenti all’INAIL e pagare il relativo contributo , che funziona da copertura assicurativa . In caso di evento traumatico quindi, é l’INAIL a a pagare l’indennizzo al lavoratore.

                      Il dipendente può chiedere il risarcimento anche al datore di lavoro, se sussistono entrambe queste condizioni:

                      il danno subìto è stato causato da diretta colpa dell’azienda, per non aver rispettato gli obblighi di sicurezza previsti dalla legge (se quindi l’azienda avesse messo in atto le misure di sicurezza previste, l’infortunio si sarebbe potuto evitare);

                      – l’entità del danno è maggiore rispetto a quanto risarcito dall’INAL (quindi non é coperto dall’assicurazione).

                      Tuttavia, il risarcimento da parte del datore di lavoro non è automatico. Per ottenerlo il lavoratore deve provare:

                      – che l’azienda ha violato le norme e gli obblighi di sicurezza;

                      – che il danno non è coperto da assicurazione INAIL;

                      – il nesso di causalità tra le mancanze dell’azienda e il danno subìto (il danno deve essere una diretta conseguenza dell’infortunio).

                      Il datore di lavoro, dal suo canto, evita di pagare solo se prova di:

                      – aver rispettato le norme di sicurezza e aver posto in essere tutte le accortezze per evitare il danno;

                      – oppure, che l’incidente è accaduto per colpa del lavoratore medesimo, che non ha usato la diligenza e attenzione necessaria.

                      Rivolgersi ad Adism è garanzia di successo. Nessun anticipo spese e paghi solo, secondo  accordi  chiari  prestabiliti, a risarcimento ottenuto.

                      Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

                         

                         

                        Il danno morale e il danno esistenziale

                        0

                        Il danno morale e il danno esistenziale dopo la pronuncia delle S.U. n° 26972 del 11-11-2008

                        Le 4 sentenze gemelle ( n. 26972-26973-26974-26975 ) delle Sezioni Unite dell’11 novembre 2008,

                        chiamate a dirimere il contrasto sul danno esistenziale, confermano e consolidano quanto gió espresso nel 2003 dalla Suprema Corte con le sentenze 7281, 7283, 8827 e 8828, oltre che dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza n. 233, delineando un nuovo quadro ermeneutico a fronte del quale assume particolare rilievo la categoria descrittiva dei pregiudizi esistenziali a fronte dello scolorirsi della figura del danno morale e del danno biologico.

                        La Cassazione affermando che

                        il riferimento a determinati tipi di pregiudizio in vario modo denominati ( danno morale, danno biologico, danno da perdita del rapporto parentale ), risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno”, ha confermato il principio secondo il quale il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettibile di suddivisione in categorie variamente etichettate, riconoscendo al danno biologico portata tendenzialmente omnicomprensiva.

                        Criteri per la liquidazione del danno  esistenziale

                        Il Vero nodo da sciogliere resta il criterio che il giudice dovrà adottare per la liquidazione del danno atteso che si dovrà “procedere ad edeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso, onde pervenire al ristoro del danno nella sua interezza”.

                        L’affermazione che il danno biologico, il danno morale ed il danno esistenziale non costituiscono categorie autonome, ma hanno solo una valenza descrittiva nell’ambito del danno non patrimoniale, non significa che non debbano trovare adeguata tutela e avere rilevanza giuridica ai fini risarcitori. Si legge, infatti, testualmente nella sentenza in esame: “è compito del giudice accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore-uomo si siano verificate e provvedendo alla loro integrale riparazione”.

                        Come provare il danno  esistenziale?

                        In sostanza tutto viene lasciato al potere discrezionale del giudice, ma aumentano le difficoltà per gli avvocati ai fini della formulazione della domanda e delle conclusioni. Il problema sarà se chiedere soltanto il danno non patrimoniale o anche le sottocategorie; quanto, poi, alle prove necessarie per il risarcimento dei danni non patrimoniali sarà necessaria allegazione e prova non soltanto per il danno esistenziale, ma anche per il danno morale. Senza parlare delle incertezze per le cause pendenti.

                        Il risarcimento  del  danno  alla persona

                        Non possono essere trascurare le ripercussioni che la sentenza delle Sezioni Unite potrà avere sotto il profilo assicurativo, dove si assiste da tempo al tentativo di limitazione delle poste risarcitorie ad evidenti fini riduttivi del risarcimento del danno alla persona. Una sentenza che potrebbe avvantaggiare ancora una volta gli assicuratori che avrebbero buon gioco, magari facendo vedere alla vittima le pagine dei giornali a commento della sentenza, facendo credere ai danneggiati da micropermanenti, che non hanno diritto ad assistenza legale, in virtù delle norme sull’indennizzo diretto, che non esistono più né il danno morale né il danno esistenziale e che, solo per grazia ricevuta, liquidano il danno biologico.

                        La definizione del danno esistenziale accolta dalle Sezioni Unite è quella di danno provocato al fare areddituale della persona, che alteri le sue abitudini di vita e gli assetti relazionali che gli erano propri, inducendole a scelte di vita diverse quanta alla espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno.

                        Dunque quei danni che attengono alla dignità della persona e che sono risarcibili in virtù degli art. 1,2,4 e 35 della Costituzione.

                        La Suprema Corte,

                        adeguandosi alle sentenze gemelle della Corte Costituzionale del 2003 che avevano salvato l’art. 2059 dalla incostituzionalità ricordando che esso ricomprende i pregiudizi esistenziali, affermando che “il pregiudizio di tipo esistenziale è risarcibile entro il limite segnato dalla ingiustizia costituzionalmente qualificata dell’evento di danno” esprime con nettezza e con chiarezza il principio giuridico secondo cui tali pregiudizi sono risarcibili quando derivino, anche al di fuori dei casi previsti dalla legge, dalla violazione di un diritto costituzionalmente garantito della persona.

                        Tali pregiudizi non costituiscono una categoria a se stante ma costituiscono una categoria descrittiva, una sottovoce della categoria codicistica dei danni non patrimoniali, ormai risarcibili al di fuori dei casi di reato.

                        La Corte Suprema riporta il risarcimento del danno a un sistema bipolare che prevede solo due categorie, quella del danno patrimoniale il quale è atipico e trova fondamento e disciplina nell’art. 2043 c.c. e quella del danno non patrimoniale, che è invece tipico e trova le proprie basi nell’art. 2059 c.c., aderendo a quanto contenuto nelle famose “sentenze gemelle” del 2003, in cui si stabiliva che “non era proficuo ritagliare distinte categorie all’interno del danno non patrimoniale”.

                        Secondo la Cassazione,

                        non esistono altre categorie di danno e il danno bioloqico così come delineato dagli art. 138 e 139 del d.lgs. 209/2005, quello che provoca una lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica suscettibile di accertamento medico-legale; il danno morale, relative alla sfera interiore del sentire, ed il danno esistenziale, che comporta la compromissione delle attività realizzatrici ovvero dello svolgimento delle quotidiane attività, non costituiscono figure autonome, ma hanno semplicemente una valenza nominalistica all’interno dell’unica categoria del danno non patrimoniale.

                        Circa i Criteri di risarcibilità si legge nella sentenza in esame che “è compito del giudice accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore-uomo si siano verificate e provvedendo alla loro inteqrale riparazione”.

                        Al di fuori delle micro permanenti nel codice delle assicurazioni,

                        il giudice può procedere alla personalizzazione delle tabelle operando una valutazione in via equitativa del danno morale all’ interno del danno biologico anche da 1/3 alla metà del biologico, ma anche oltre, in quanto non esiste alcun automatismo risarcitorio, dovendo far riferimento il giudice alla discrezionalità motivata poiché “ il danno morale è ingiusto così come il danno biologico e nessuna norma costituzionale consente al giudice di stabilire che l’integrità morale valga la metà di quella fisica. Il danno morale ha una propria fisionomia e precisi referenti costituzionali, attenenedo alla dignità della persona umana e, dunque, il suo ristoro deve essere tendenzialmente satisfattivo e non simbolico”, come ha stabilito la Cass. Civ. con sentenza n. 5795 del 4.3.2008.
                        “Il risarcimento del danno non patrimoniale si legge ancora nella pronuncia delle Sezioni Unite è dovuto solo nel caso in cui sia superato il livello di tollerabilità ed il pregiudizio non
                        sia futile”.

                        Per quanto riguarda la regola della gravità dell’ offesa si tratta di un criterio che non gode di alcun riscontro normativo.

                        SCARICA IL PDF E LEGGI L’INTERO ARTICOLO CLICCANDO QUI