mercoledì, 21 Aprile, 2021
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Il risarcimento del danno nell’omicidio stradale

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I parenti che hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno per la morte di un familiare che sia stata provocata in un incidente stradale sono: i genitori, i figli, i fratelli, i nonni ed il coniuge. Il Tribunale di Roma riconosce il diritto ad avere un indennizzo per la perdita del rapporto affettivo anche agli zii ed ai cugini.  Secondo la Cassazione, tuttavia, bisogna provare il vincolo affettivo, che si può desumere anche presuntivamente. 

Sono state pubblicate nel  mese di  marzo le Tabelle di liquidazione del Danno del Tribunale di Milano per l’anno 2021 che prevedono una diminuzione degli importi per i familiari delle vittime della strada, i quali secondo un orientamento della Cassazione,  a dir il  vero altalenante, nel caso in  cui  un proprio familiare sia rimasto ucciso in un incidente stradale, devono fornire la prova del vincolo affettivo e, dunque, della sofferenza per la perdita del proprio congiunto, per avere diritto al risarcimento del danno parentale; prova che si può acquisire anche in  via presuntiva, ovvero  a seconda di  quello  che un  giudice voglia ritenere,  secondo il  suo  prudente apprezzamento.

Incostituzionalità della prova del vincolo affettivo ai fini del risarcimento per l’uccisione di un familiare in un  incidente stradale.  

Il primo grosso problema da superare è, pertanto, quello relativo alla prova del vincolo affettivo cui sarebbe legata la possibilità di avere il risarcimento del danno da parte degli eredi della vittima  e, dunque,  della sofferenza per la perdita del proprio caro, senza di cui non  si  avrebbe diritto  ad alcun  risarcimento  del  danno. Problema che si pone con particolare riguardo per alcune categorie della vittima non  conviventi,  come i fratelli ed  i nonni; mentre per quanto  riguarda gli  zii ed  i  cugini  è  del  tutto  singolare come il Tribunale di Milano  tenda ad escluderli  categoricamente,  al  contrario  del Tribunale di  Roma,  con un  contrasto  che crea non pochi  problemi in ordine alla possibilità per tali  parenti  di  ottenere un  risarcimento per la perdita del  rapporto  affettivo  con un proprio familiare che sia rimasto vittima di un  incidente stradale mortale.

Un ragionamento quello della prova della sofferenza per la perdita del familiare, oltre che disumano, fuori da ogni logica ed etica, ma soprattutto contro ogni principio di diritto ed in palese contrasto e violazione dei diritti fondamentali della Costituzione che fa molto comodo alle compagnie di  assicurazioni pronte a liquidare somme irrisorie o  niente,  risparmiando così miliardi di euro.

La questione di legittimità costituzionale della prova del vincolo affettivo per il danno parentale sollevata da Adism

Sul punto relativo alla prova della sofferenza per la perdita del proprio caro quale condizione per avere diritto al risarcimento del danno, l’Avvocato Gianluca Sposato, Presidente di  Adism,  che assiste in  tutta Italia i  familiari  delle vittime della strada ottenendo risarcimenti da parte di compagnie assicurative anche oltre il massimale di polizza assicurato  in favore di  genitori  che hanno perso i propri figli in  incidenti  stradali e famiglie spezzate dal  dolore per la perdita dei propri congiunti,  ha sollevato, in un giudizio di risarcimento danni relativo ad omicidio stradale,  la questione di legittimità costituzionale per violazione degli  articoli  2, 3 e 32 della Costituzione, atteso che l’uccisione di un familiare in un incidente stradale rappresenta il più grande sconvolgimento che possa capitare nella vita di un essere umano e negare che costituisca violazione dei diritti degli eredi è nozione contraria ai principi basilari del sentire sociale e del diritto che è chiamato a tutelare la salute, la dignità sociale e l’uguaglianza sostanziale dell’individuo  di  fronte alla legge.

L’udienza si  discuterà  in  Corte di  Appello  a Roma,  dopo un secondo rinvio dalla Cassazione,  il  prossimo  29  aprile in  una causa promossa dai  fratelli  di una delle tante vittime della strada che hanno  ottenuto  ragione dopo  anni  di  battaglie solo in  Cassazione ed ora si  vedono  chiedere indietro i  soldi  ricevuti  a titolo  di  risarcimento  danni per la morte del loro  fratello che viveva all’estero, perché non avrebbero provato il dolore patito per la perdita dell’amato  fratello,  mai dimenticato.

Importi ridotti per i familiari delle vittime della strada ed esclusione degli zii  e dei  cugini dalle Tabelle di Milano

Sono molte le Associazioni che si sono unite ad Adism ed hanno criticato  apertamente il responso  cui sono giunti i  giudici milanesi  con  riferimento ai  criteri stabiliti  per il risarcimento  da danno parentale a tutto vantaggio  delle compagnie di  assicurazione,  sia in ordine alla categoria degli  aventi  diritto,  che ai  relativi importi riconosciuti  a titolo  di  risarcimento del  danno per la morte del proprio figlio,  genitore,  fratello, o nipote.

Restano esclusi i cugini e gli zii cui, invece, il Tribunale di Roma in aperto contrasto con il Tribunale di Milano attribuisce il diritto a richiedere il risarcimento del danno per la morte del proprio parente.

Dunque le Tabelle del Tribunale di Milano 2021 indicano come aventi diritto solo i  parenti più prossimi del  defunto:  i  genitori per la morte del  figlio, i  figli  per la morte dei  genitori, i  fratelli per la morte dei  fratelli  ed  i nonni per la morte dei  nipoti.

Le somme riconosciute agli eredi di chi è morto in un incidente stradale

Circa gli importi riconosciuti dalle Tabelle del danno di Milano viene indicata una forbice molto  ampia a totale discrezionalità  del  giudice o  di  chi  è  chiamato  a liquidare il danno,  sulla base proprio dell’intensità  dimostrata del  rapporto  affettivo,  che va:

–  per i genitori che hanno perso un figlio

–  per i figli che hanno perso un genitore

–  per il coniuge non separato

da un minimo di 168,250,00 euro ad un massimo di 336.500 euro

 

– per i fratelli che abbiano perso un fratello

– per i i nonni che abbiano perso un nipote

da un minimo di 24.350,00 ad un massimo di 146.120,00

 

Si tratta di valori aleatori, nettamente più bassi rispetto a quelli indicate nelle Tabelle del Tribunale di Roma, che consentiranno alle compagnie di assicurazione, richiamandosi  ad orientamenti altalenanti della cassazione, di liquidare importi minimi  ai  familiari  delle vittime della strada,  se non  addirittura di non liquidare nulla a chi ha perso un familiare in un incidente stradale, contestando la mancata prova del vincolo affettivo, ovvero la mancata prova del  dolore subito per la perdita del  familiare che sia rimasto ucciso in un  incidente stradale.

Importi del tutto inadeguati e discriminatori che mai potranno colmare il vuoto per la perdita del proprio caro che ha perso la vita in una tragedia stradale.

Il numero nazionale 347.8743614 è sempre attivo per fornire assistenza ai  familiari  delle vittime della strada

 

Messaggero 14 aprile 2021 parla il Presidente di Adism

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Coprifuoco  e città  chiuse: giù gli incidenti  stradali.

L’Avvocato Gianluca Sposato, Presidente di Adism, tra i massimi esperti nazionali in infortunistica stradale e risarcimento del danno agli eredi delle vittime della strada, fa il bilancio degli incidenti stradali in Abruzzo nel 2020.

 

Messaggero 14.04.21

Da chi farsi assistere quando si ha un incidente stradale?

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Da chi farsi assistere quando si ha un incidente stradale?

La scelta dell’avvocato è determinante per il danneggiato. Rivolgersi  ad Adism è  sempre la scelta migliore.

Vi fareste assistere da un patrocinatore stragiudiziale con il  diploma di terza media?    Sono moltissimi gli  incarichi anche di incidenti  molto  gravi  e complessi accaparrati da periti, ragionieri e geometri.

Con un indotto di circa 20 miliardi di euro all’anno la materia della responsabilità  civile automobilistica è un piatto ricco per la criminalità,  con  truffe a danno  delle compagnie di  assicurazione di incidenti mai avvenuti, o finti,  per ottenere risarcimenti illeciti.

A fronte di questo fenomeno criminale che potrebbe essere contrastato ove venissero adottate le misure inviate al Governo  da Adism con  Prot. N. 46584 del 30.11.2020  Adism  ha denunciato come molti malcapitati dopo un incidente, anche grave e con morti,  si trovino spesso ad essere assistiti da  patrocinatori  stragiudiziali privi  di  scrupoli e preparazione in materia di risarcimento danni da circolazione stradale. Questa figura è stata introdotta con la legge 4/2013 e consente, con il  solo  diploma di  terza media, di conseguire il titolo di esperto  nel  campo del risarcimento  del danno, senza alcun obbligo di rispettare il codice deontologico che deve, invece, essere osservato dagli  avvocati. L’accaparramento della clientela, infatti,  non è consentito agli avvocati.

Attenzione alle carrozzerie che gestiscono danni  stradali con feriti ed ai patrocinatori  stragiudiziali.

Per questo Adism ha il il dovere di mettere in guardia tutti  coloro  che riportino ferite e lesioni a seguito  di incidenti  stradali  da procacciatori e patrocinatori che, con metodi persuasivi, sono i primi ad entrare in contatto con i  feriti  dopo un incidente,  violando  regole di  sicurezza e privacy dei feriti ricoverati nei  Pronto  Soccorsi  ospedalieri, oltre che nelle carrozzerie.

Le carrozzerie devono occuparsi della riparazione delle auto e dei mezzi incidentati e  gestire i relativi  indennizzi dei veicoli, ma non possono  occuparsi  e seguire gli incidenti  stradali  con  feriti, non  rientrando  nella loro  sfera di  attività  e competenza,  neanche ove abbiano in  sede  i propri  centri liquidazione danni che, spesso, nascondono trappole per il danneggiato.

Adism ha ricevuto molte denunce di persone che hanno  riportato  gravi  lesioni in  incidenti  stradali,  con fratture multiple e trauma cranico,  che hanno lamentato la scarsa professionalità e la preparazione  di fantomatici esperti in  infortunistica stradale con liquidazioni ricevute, nella migliore delle ipotesi, in misura nettamente inferiore a quanto avrebbero potuto ottenere se tutelati  da un  avvocato  esperto in  risarcimento  del danno  da circolazione stradale.

Sinistri con danni  a cose e incidenti stradali  con traumi e lesioni.  

Occorre distinguere gli incidenti stradali con soli  danni  materiali  e quelli,  purtroppo, con  feriti. Se per gli incidenti  con  solo  danni a cose è  giusto  che la liquidazione del danno venga effettuata da un perito,  per quelli  con lesioni,  Adism  ha chiesto  al Governo  di intervenire con  una regolamentazione che tuteli  i danneggiati,  i  quali devono  necessariamente essere assistiti  da chi  ha seguito un percorso  di  formazione non  di pochi  giorni  ma di  anni,  conclusosi  con la laurea in  giurisprudenza ed il  superamento  dell’esame di  Stato per Avvocato.

Come può chi è  solo in possesso  del  diploma di terza media,  un perito  tecnico, o  industriale, un geometra, un  ragioniere, disquisire di  diritto  ed addentrarsi  nelle tematiche del  danno patrimoniale e non patrimoniale, o  del danno  da perdita parentale? Ciò  è stato permesso  dalla liberalizzazione delle  professioni ed introduzione di  figure come i  patrocinatori  stragiudiziali  che con  la sola terza media e dopo  avere sostenuto un  corso  a pagamento  ottengono il  titolo  di  esperti  in  risarcimento  del danno e aprono  società  e centri  di infortunistica stradale.

E’  di  tutta evidenza cosa possa comportare per chi  subisce un incidente stradale grave, o per gli  eredi  della vittima di un incidente mortale, mettersi  nelle mani di  chi  definendosi competente ed affidabile  antepone i  propri interessi  economici  a quelli  del danneggiato.

La proposta di legge di Adism di rendere obbligatoria l’assistenza di  un  avvocato per i  sinistri  con feriti con  modifica dell’art.  149  CdA

Adism  oltre ad invitare  chi  abbia riportato  lesioni  e ferite a seguito  di un  incidente stradale e gli  eredi  delle vittime della strada a scegliere accuratamente un  avvocato,  patrocinante in cassazione ed  esperto in incidenti  stradali nei casi più  gravi,  cui  affidarsi per tutelare i  propri  diritti, ha richiesto  al  Governo  la modifica dell’art. 149  del  Codice delle Assicurazioni Private rendendo obbligatoria l’assistenza di  un  avvocato  in  tutti i casi in  cui a seguito di un  incidente stradale il  danneggiato  abbia riportato  delle lesioni.

Per ricevere l’assistenza di  ADISM e  un  avvocato  esperto in  incidenti  stradali  con lesioni gravi ed incidenti  stradali mortali contattare il numero  347.8743614

Il mancato utilizzo della cintura di sicurezza.

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Incidente stradale e mancato utilizzo della cintura sicurezza.

E’ stato accertato che nel 50% dei casi  la cintura di sicurezza salva la vita.

Le conseguenze del mancato utilizzo della cintura di sicurezza possono essere gravi, se non addirittura fatali, per chi subisce un incidente stradale a causa del mancato utilizzo del dispositivo di protezione e sicurezza, per effetto dello scontro con altra vettura, barriera, o mezzo pesante.

Raccomandiamo pertanto sempre a tutti, sia al conducente che al trasportato, in particolare sui sedili posteriori dove non sempre sono presenti gli airbag,  di allacciare correttamente la cintura di sicurezza in marcia, al fine di  tutelare la propria incolumità  e sicurezza all’interno  dell’abitacolo.

Ricordiamo, inoltre, che il conducente ha l’obbligo di fare allacciare la cintura di sicurezza a tutti i trasportati che siano minori di età e che l’art. 172 del codice della strada prevede una sanzione fino a 323 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente in caso di violazione e mancato rispetto della norma.

 

Danni frequenti ai trasportati a causa del mancato utilizzo della cintura di sicurezza.

Studi di cinematica stradale effettuati  nella ricostruzione degli incidenti  con  feriti hanno rilevato come l’impatto tra vetture in marcia, all’interno dell’abitacolo, venga attutito per effetto della cintura di  sicurezza e grazie ad altri  dispositivi  come gli airbag,  fino  a ridurre del  50% il verificarsi di un incidente mortale.

I danni più frequenti a causa del mancato utilizzo  della cintura di  sicurezza a seguito  di  scontro  frontale, o  laterale, tra mezzi in marcia coinvolgono, purtroppo,  molto  spesso la testa anche con lesioni cerebrali e, più  frequentemente,  il  tratto  dorsale e lombare,  con lesioni vertebrali.

Per quanto concerne l’entità delle lesioni in scontri frontali  e laterali ad alta velocità, l’utilizzo della cintura di sicurezza non impedisce sempre contusioni e fratture ossee.

Le lesioni con più frequenza accertate dai medici legali che operano in  convenzione con  Adism riguardano  la distrazione del rachide cervicale con, nei casi più complessi, interessamento  vertebrale per effetto  della mobilità del capo rispetto al torace,  frenato proprio dalla cintura di  sicurezza che evita, comunque è  bene sempre  sottolinearlo, l’impatto  del cranio e, dunque, lesioni  cerebrali.

Altrettanto frequente è riportare un danno alla spalla per effetto della clavicola immobilizzata che promuove, per l’appunto, a seguito di uno scontro violento la torsione della spalla con possibilità di impatto contro parti interne dell’abitacolo.

Anche il tratto lombare non è esente da danni a seguito di incidente violento per effetto della rotazione del bacino bloccato dal nastro della cintura di sicurezza con conseguenze che possono essere di  vario  tipo  a seconda della velocità  dei  mezzi  coinvolti e della tipologia dello  scontro  frontale, laterale, o tamponamento. Mentre, a livello toracico, le conseguenze più gravi  riscontrate in incidenti stradali sono fratture costali prodotte per la compressione della cintura di sicurezza, i cui monconi possono persino causare lesioni polmonari.

 

Senza cintura di  sicurezza c’è  sempre concorso  di  colpa.

Dobbiamo, purtroppo, segnalare che in oltre il  35% degli incidenti  stradali con  feriti  si  riscontra  il  mancato  utilizzo  della cintura di  sicurezza.

Il mancato utilizzo della cintura di sicurezza, oltre ad essere causa di lesioni di maggiore entità per i  trasgressori,  comporta sul piano  giuridico,  nel caso non sia abbia causato l’incidente, o si sia trasportati, anche l’addebito del  concorso di colpa per condotta negligente, con decurtazione sull’importo del del risarcimento del danno per le lesioni subìte normalmente del 50% sul totale  dell’indennizzo  che sarebbe spettato a titolo  di  risarcimento danni per l’incidente stradale.

Adism raccomanda sempre di allacciare la cintura di  sicurezza.

Nel caso abbiate riportato  lesioni  a seguito di un  incidente potete contattarci  al numero  347.8743614 per ricevere subito assistenza ed avere il supporto  del migliore avvocato esperto in incidenti  stradali per avviare la pratica risarcitoria e seguirvi  passo  passo neilla raccolta dei  documenti  necessari.

Incidenti senza contatto, chi paga?

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Incidenti senza contatto, chi paga?

Quando è possibile essere risarciti negli incidenti causati dal comportamento di altri veicoli, avvenuti senza contatto tra i mezzi. 

Una casistica particolare riguarda gli incidenti stradali avvenuti senza che vi  sia stato  un contatto tra veicoli,  ma indotti  da comportamenti posti  in  essere da  altri automobilisti in  violazione delle norme del codice della strada, che sono  stati  la causa primaria, o  concorrente dell’incidente.

Esempi di incidenti senza scontro in cui si può chiedere il risarcimento.

Facciamo alcuni esempi per capire:

  • Portarsi fuori strada per evitare uno scontro frontale con altro mezzo  che procede contromano ed andare a schiantarsi  contro un muro, o  finire fuori strada ed in un  dirupo.
  • Cadere con la moto mentre si sta attraversando un incrocio con precedenza perché un furgone stringe sorpassando a destra facendo perdere l’equilibrio al conducente.
  • Sterzare bruscamente ed andare a sbattere contro un albero per evitare un motociclo che non ha rispettato il segnale di stop, o ha attraversato con il semaforo rosso.

In questi ed altri casi analoghi, l’incidente è stato causato da una turbativa posta in essere da un altro conducente (che il più delle volte non si è  fermato  neanche a prestare soccorso!) ed il danneggiato,  per evitare conseguenze più gravi,  ha posto in essere una manovra di  emergenza per evitarlo, riportando danni e lesioni personali.

Purtroppo, nei casi più gravi, il comportamento illecito posto in essere dall’altro mezzo può essere la causa di un incidente mortale. Per questo è  sempre importante la massima prudenza alla guida e, in questi casi, la prova da fornire per potere essere risarciti deve essere chiara ed incontestabile.

Chi risponde dei danni negli incidenti causati da turbativa senza scontro?

Il danneggiato deve innanzi tutto provare che l’incidente è avvenuto per causa altrui, poiché nella circolazione stradale, ai sensi dell’articolo 2054 del codice civile, vige il principio di pari responsabilità in caso di collisione tra mezzi; l’ipotesi in questione, però, non prevede la collisione tra mezzi e la norma si estende per analogia.

Pertanto, è fondamentale richiedere subito l’intervento delle Autorità, Carabinieri o Polizia Stradale, reperire testimoni oculari al fine di raccogliere le testimonianze ed il verbale d’incidente da cui risultino le relative dichiarazioni ed i rilievi grafici del sinistro.

In mancanza di documenti univoci che confermino la circostanza difficilmente si potrà intraprendere una richiesta risarcitoria.

Cosa fare quando si è usciti fuori strada a causa del comportamento di un’altra autovettura, riportando  ferite e danni?

Il conducente ferito, dovrà necessariamente essere assistito da un avvocato esperto in infortunistica stradale, verificando la sua iscrizione nell’albo degli avvocati al fine di non incorrere in patrocinatori legali privi di titolo e competenza, affinché venga inoltrata la richiesta danni alla compagnia di assicurazione del mezzo che ha provocato l’incidente, ovvero in caso di veicolo datosi alla fuga, o non assicurato, al Fondo di Garanzia.

I trasportati che a causa dell’incidente siano rimasti feriti, sempre assistiti da avvocato esperto in risarcimento danni, dovranno rivalersi invece nei confronti dell’assicurazione del conducente del mezzo dove erano  trasportati, ai sensi  dell’articolo 141 del codice delle assicurazioni private.

A chi  rivolgersi quando un familiare è morto in un incidente stradale a causa del  comportamento  di altri ?

La morte di un familiare in un  incidente stradale a causa della condotta di  altri  automobilisti è una ingiustizia difficile da superare.

Per questo nei casi più gravi  e complessi in cui si sia verificato un incidente stradale mortale per colpa altrui,  Adism mette a disposizione degli eredi delle vittime della strada ricostruttori di incidenti stradali, psicologi di sostegno, medici legali e l’esperienza di avvocati esperti nel  risarcimento danni in incidenti mortali ed in omicidio  stradale per  tutelare i loro diritti  in  tutte le sedi ai  fini dell’accertamento della colpa e per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti per la perdita del loro  familiare.

Il servizio è  gratuito chiamare il numero nazionale 347.8743614 o  scrivere a info@adism.it 

Incidenti in retromarcia. Regole da seguire

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Incidenti in retromarcia. Regole da seguire

Gli utenti della strada più vulnerabili sono i pedoni. Occorrono sempre prudenza e attenzione durante la manovra di retromarcia.

Sono sempre più frequenti gli incidenti dovuti alla distrazione alla guida che coinvolgono i pedoni, purtroppo spesso con fratture ossee a seguito di caduta in terra e nei casi più gravi con la perdita della vita.

Una casistica ricorrente è quella dell’investimento del pedone durante la manovra di retromarcia di un’autovettura, o furgone, dopo una sosta e durante una ripartenza perché il conducente ha prestato poca attenzione agli specchietti posteriori ed il pedone, durante l’attraversamento, non si è accorto che il  veicolo parcheggiato stava ripartendo.

Si può  compilare il CID quando un pedone è  coinvolto in un  incidente?

In questi casi non sempre si ha la prontezza di chiamare le Autorità e ciò per la necessità di potere provvedere con urgenza a prestare i soccorsi a chi  è  rimasto ferito.

Tuttavia il verbale delle Autorità resta l’unico documento valido al  fine di  provare che vi  sia stato  l’incidente,  atteso  che il CID, modello  di  constatazione amichevole di incidente, non può  essere compilato  ed avere valore nel  caso di incidente in  cui  non  siano  rimasti coinvolti  due veicoli  a motore.

In che modo il pedone rimasto ferito deve provare l’incidente in retromarcia ?

Quando manca il verbale di incidente redatto dai Vigili occorrerà per lo meno che nel referto  di  Pronto  Soccorso  siano indicate le cause dell’incidente e, dunque, che le lesioni  siano  conseguenza di  una manovra di retromarcia di  una vettura.

Il conducente dovrà denunciare l’incidente alla sua compagnia assicurativa ed il pedone rimasto danneggiato raccogliere testimonianze relative alla modalità  dell’incidente da inoltrare correttamente con la richiesta dei  danni all’assicuratore.

La dichiarazione di responsabilità dell’investitore,  che può  andare incontro  anche a  conseguenze penali per il reato  di lesioni  colpose o,  peggio  ancora, per  omissione di  soccorso,  non sempre  messa a disposizione dalla compagnia di assicurazione (con comportamento  scorretto  ai fini  della trasparente gestione del rapporto assicurativo) è  di  per sé  elemento  sufficiente a dimostrare le modalità dell’incidente, senza bisogno  di  acquisire ulteriori  prove documentali.

Di  chi  è  la colpa negli  incidenti in  retromarcia?

Nel caso di incidente  in retromarcia vi  è una presunzione di  colpa a carico  del  conducente, che nel compiere tale manovra deve prestare una maggiore precauzione rispetto a quella adottata durante la guida normale  ed ha l’obbligo di dare precedenza ad altri veicoli, o ai pedoni.

La scarsa visibilità e l’assenza di sensori di parcheggio non giustificano chi fa retromarcia, che è sempre tenuto  al  risarcimento  del danno  causato, se non prova di  avere fatto  tutto il possibile per averlo  evitato e, dunque, se non  si  riesce a dimostrare la colpa, o il  concorso  di colpa del pedone  rimasto investito.

E negli incidenti in retromarcia tra autovetture chi  risponde?

Diversa  casistica di incidente in retromarcia è  quella che coinvolge due o più  vetture e mezzi in  circolazione,  dovendosi in  tale fattispecie escludere il tamponamento e dimostrare  che la  manovra posta in  essere dal  conducente che procedeva in  retromarcia è  stata l’unica condotta responsabile e causa dell’incidente, con  conseguente esonero  di  responsabilità  anche per concorso  di  colpa dell’altro mezzo  coinvolto nell’incidente.

 

Per denunciare un incidente stradale e richiedere assistenza legale e medico legale gratuita potete scrivere a info@adism.it  o chiamare il numero  nazionale 347.8743614

 

Morti da esalazioni tossiche. Quando il danno poteva essere evitato

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risarcimento danni

Morti da esalazioni tossiche. Quando il danno poteva essere evitato

di Serena Di Sisto

Le morti e i danni a causa delle esalazioni tossiche sono un fenomeno, oggi assai diffuso, soprattutto sul luogo di lavoro.

Tra il 2011 e il 2017, in Italia, si è assistiti ad un numero sempre maggiore di decessi o malattie a causa, proprio, di esalazioni tossiche.

I casi si verificano per lo più in persone che vivevano o lavoravano dentro o nei pressi di fabbriche o attività produttive, poi considerate sospette per via di starni sversamenti di sostanze tossiche che poi di fatto, hanno portato ad un graduale inquinamento dell’aria o dell’acqua, causando malattie e disastri ambientali non trascurabili.

Le cause di tali fenomeni sono sempre più recenti e quando si tratta di tagliare dei fondi o risparmiare sui costi del lavoro, la sicurezza, generalmente, è la prima voce che tende a subire uno sfoltimento, nonostante questo, soprattutto con il tempo, possa portare ad un danno irreparabile, per se stessi, per gli altri e per la qualità dell’ambiente.

Ma quali sono le condizioni di rischio che possono causare problemi in un luogo di lavoro?

In diverse aziende sono molte le condizioni e i materiali che possono causare danni alla salute.

L’utilizzo e la combustione di alcune sostanze, nello specifico, possono portare a delle conseguenze disastrose.

Il datore di lavoro, ai sensi della legge, è tenuto a rispettare le norme e a creare un ambiente sicuro e agevole.

A sottolineare l’importanza della prevenzione, il Decreto legge del Presidente della Repubblica, il n. 177 del 14 settembre del 2001, riguardante le norme per la riqualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti.

Il documento, approvato nella seduta del 18 aprile 2012, contiene diversi punti su come avviare le specifiche procedure di sicurezza per lavori in ambienti inquinanti o sospetti per tutte le micro, piccole e grandi imprese che si occupano di bonifiche o manutenzione in ambienti confinanti.

Quali sono gli agenti o i fenomeni che possono causare seri danni fisici? 

Sono considerate rischiose quelle attività manuali che implicano la:

  • saldatura, taglio, brasatura
  • uso di particolari sostanze tossiche come colle, solventi, vernici, prodotti per la pulizia e gas.
  • perdite da tubazioni presenti negli stessi ambienti o negli spazi limitrofi

Quali sono alcune situazioni di rischio associate a sostanze considerate dannose?

Il documento del 2012 riporta in ordine:

  • La non adeguata rimozione di azoto (N2) o di altro agente a seguito di attività di bonifica o inertizzazione
  • Fermentazione e decomposizione di sostanze organiche con produzione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S) se presenti composti solforati;
  • Reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica;
  • Processi di combustione;
  • Reazioni di ossidazione all’interno di serbatoi di acciaio e recipienti (formazione di ruggine);
  • Reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico;
  • Reazioni di sostanze contenute all’interno di stive di navi, autobotti, cisterne, e simili, con l’ossigeno;
  • Dispersione di agenti estinguenti o refrigeranti come l’anidride carbonica, azoto o agenti alogenati in ambienti non aerati

Cosa fare in caso di gravi danni subiti a seguito di ripetute attività lavorative non idonee e ad esposizioni ad agenti considerati dannosi? 

Quando si ha l’assoluta certezza di aver contratto malattie o di aver riportato danni alle vie aeree e non solo a causa di presunte inalazioni tossiche, è bene informare il proprio medico di medicina generale e procedere ad una visita adeguata.

Importante la figura del medico legale e di esperti di settore che sappiano valutare bene il caso e indicare la giusta strada da percorrere. L’Adism, l’associazione a difesa di infortuni e malasanità si occupa anche di questo.

Quando si è verificato un evidente caso di gravità per la salute a causa di agenti esterni o imprese non a norma, il soggetto portatore del danno o i suoi familiari, devono rivolgersi ad un avvocato specializzato che illustrerà quelli che sono i suoi diritti, studierà i documenti e le pratiche per definire e dimostrare in tutte le sedi cause e responsabilità al fine di tutelare i diritti della persona danneggiata.

La figura dell’avvocato esperto o del medico legale è fondamentale per raccogliere e studiare la documentazione per avere il risarcimento del danno subito a cui possono rivolgersi gli stessi portatori degli interessi del danneggiato, o i prossimi congiunti. Rivolgiti ad Adism, nessun pagamento anticipato, paghi solo a risarcimento ottenuto.

 

La ricostruzione dell’ incidente stradale.

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La corretta ricostruzione dell’incidente è fondamentale per determinare le cause e attribuire le responsabilità.

 

I rilievi  dell’incidente stradale

Negli incidenti  stradali complessi e gravi con coinvolgimento di più veicoli, ribaltamento e scarrocciamento di mezzi sul manto  stradale, attraversamento con  semaforo  rosso, o senza rispettare lo  stop e investimento di pedoni,  o in  cui  sono stati falciati ciclisti, l’esame del posto dell’incidente, i  rilievi  dei mezzi  coinvolti,  dei  danni  riportati  e delle tracce al  suolo rappresentano  la fotografia dell’accaduto per gli  esperti  del  settore.

Esistono reparti  di  Polizia Stradale e Carabinieri  specializzati  nella cinematica stradale ed il verbale redatto  rappresenta il  documento che fa prova fino  a querela di  falso  su  cui  basarsi per comprendere le cause e attribuire la responsabilità dell’incidente, soprattutto  quando, come spesso avviene, vi sono dichiarazioni  contrastanti e diniego  di  responsabilità per sottrarsi  alle proprie colpe.

 

L’omicidio  stradale ed il  sequestro  dei  mezzi

Con l’inasprimento  delle pene e l’introduzione del  reato  di omicidio  stradale capita frequentemente di assistere a dichiarazioni false e mendaci al  solo scopo  di  sottrarsi  alle pene previste dall’articolo  589 bis del  codice penale che prevede la reclusione da 2 a 7  anni.

I mezzi coinvolti  nell’incidente subiscono il sequestro preventivo  al  fine degli  accertamenti  e dei  rilievi in maniera che le prove non  vengano occultate. Il  dissequestro e la restituzione  del  mezzo  rimasto  coinvolto  nell’incidente può essere richiesto al  GIP  soltanto  quando  è stata espletata la relativa fase delle indagini ai  fini  dell’acquisizione della prova.

 

La ricostruzione dell’incidente sulla base dei  rilievi  effettuati

Esistono molte società e  ricostruttori  di incidenti  stradali,  ma dobbiamo  dire che purtroppo non  tutte operano  correttamente e onestamente,  avendo  dovuto  constatare in molti  casi  e procedimenti penali per omicidio colposo, ricostruzioni tese a modificare la dinamica dell’incidente per  assecondare e fare gli interessi  del  cliente.

Per fortuna i  rilievi  redatti  dalle Autorità, corredate dal  relativo materiale fotografico,  nonostante più la posta sia alta e più si  possa andare incontro a rischi di  testimonianze poco  attendibili,  se non addirittura rilasciate da testimoni non presenti  ai fatti i  cui nominativi  non  risultano nel  verbale,  quando sono esaminati  da un  avvocato  esperto in  incidenti  stradali  e ricostruzione di incidenti possono  essere evidenziati  affinchè chi  è  tenuto  a giudicare non  cada in  errore.

 

A chi  affidarsi  per la ricostruzione di parte in un incidente ?

Il verbale di incidente redatto  dalle Forze dell’Ordine di solito è sufficiente per comprendere la dinamica dell’incidente ed  impostare correttamente la richiesta di  risarcimento danni.

Tuttavia, a volte può presentare lacune e, soprattutto in  incidenti stradali gravi con  conseguenze mortali, in incidenti in cui sono  dovuti intervenire i pompieri  per estrarre dall’abitacolo il  conducente ed i passeggieri, o la eliambulanza  per prestare i  soccorsi in incidenti con motociclista gravemente ferito, può rendersi  necessario  fornire al  giudice o  all’assicuratore,  se ancora in fase di trattativa del  sinistro, elementi  di  chiarimento.

 

Adism collabora con i  migliori  ricostruttori  di incidenti  stradali  a livello nazionale,  abbiamo  esaminato e risolto positivamente centinaia di  casi: incidenti in  cui  era difficile chiarire chi  guidasse e chi  fosse trasportato a causa del  ribaltamento  del  veicolo; accertato con perizie redatte da ingegneri cinematici,  sulla base dell’urto in fase di impatto iniziale e tracce al  suolo, chi  si  fosse portato  contromano invadendo  la opposta corsia di  marcia in  scontri  frontali; riscontrato dal punto  di  urto e posizione statica dei  veicoli in fase di  arresto  chi abbia attraversato  con il  semaforo  rosso o non   abbia rispettato  lo  stop e fatto  chiarezza su molti  altri  casi complessi  che ci  sono  stati  sottoposti.

 

Affidarsi  ad Adism è la scelta migliore per tutelare i propri  diritti in  incidenti  stradali, come dimostrano le tante testimonianze di  chi  si  è  rivolto  a noi.

Per ricevere assistenza gratuita potete chiamare il  numero  nazionale 347.8743614 o inviare una mail a: info@adism.it

Morti da infarto e malasanità. Gli errori e i ritardi nei soccorsi

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Morti da infarto e malasanità

Di Serena Di Sisto

Morti da infarto e casi di malasanità: quando il ritardo dei soccorsi o la diagnosi errata possono rivelarsi fatali per una persona?

In campo sanitario, come nella legge, non sono ammessi errori, nemmeno in casi di infarto, pertanto, chi sbaglia è tenuto a risarcire per i gravi danni arrecati al paziente e o ai familiari.

E’ il caso delle morti per malasanità e ritardi nei soccorsi, soprattutto a causa di sopraggiunti problemi cardiovascolari non diagnosticati in tempo o non presi nell’immediato. Bastano anche 10 minuti di ritardo, perché il malore sia fatale. La bravura del sanitario e la tempestività, sono imprescindibili.

La legge, quindi, riconosce il diritto ad essere risarciti a seguito di gravi errori in campo medico, che hanno causato la morte, o che non hanno evitato, in qualche modo, che avvenisse.

Tra i danni a causa dei ritardi commessi dai sanitari, in Italia, si registrano frequenti morti da infarto, decessi che, in alcuni casi, potevano essere evitati grazie alla prontezza dello specialista o alla velocità delle cure. Prevenire è fondamentale e una diagnosi imprecisa o un soccorso avvenuto anche con pochi minuti di ritardo, potrebbero portare a conseguenze disastrose e irreparabili.

Il diritto alla salute:

La Costituzione Italiana, garantisce all’articolo 32, la piena tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Questo diritto, vale anche quando la persona richiede cure o soccorsi immediati. Il mancato aiutato rapido, o la prognosi errata, sono punibili e colui che ha ricevuto il danno, ha diritto a richiedere l’indennizzo.

I dati in Italia e le morti a causa di problemi cardiovascolari:

Da non dimenticare, che le malattie cardiovascolari, sono diventate in Italia, la principale causa di decesso, soprattutto in età anziana. Secondo i dati statistici, ogni anno, morirebbero poco più di 230 mila persone, solo a causa di attacchi di infarto, ischemie, malattie del cuore e cerebrovascolari.

L’infarto, però, non è detto che colpisca solo i soggetti in età fragile; E’ difatti stato notato come, negli ultimi periodi, siano state anche le persone di mezza età, tra i 50 e i 60 anni- e per una piccola percentuale giovani – a morire a causa di complicazioni cardiovascolari. Tali patologie, si presentano per lo più nella popolazione maschile, mentre per le donne, il problema tenderebbe a presentarsi con almeno 10 anni di ritardo.

Per infarto, o sindrome di Kesperek, si intende la necrosi di un tessuto per ischemia, cioè,  per grave deficit di flusso sanguigno.

I sintomi che possono presentarsi in un soggetto però non sono gli stessi, bensì variano a seconda dell’organo interessato e della salute complessiva degli organi.

Le forme cliniche cardiovascolari più frequenti che si presentano in un individuo sono:

  • L’infarto cerebrale, che responsabile dell’80% dei casi di icstus;
  • L’infarto del miocardio acuto
  • L’infarto intestinale
  • L’embolia polmonare

Nel corso dell’ultimo anno, a causa dell’emergenza pandemica a causa del diffondersi del coronavirus, si sono registrati il doppio dei decessi a causa di infarti.

Questo dato indica, non solo uno scarso controllo, a causa delle emergenze all’intero delle strutture ospedaliere, sia pubbliche che private, ma anche una scarsa attenzione nei riguardi di pazienti, al momento, non affetti da covid-19.

A causa di tali dati, nel prossimo anno, potrebbero aumentare ancora i problemi a causa di scarse cure o di situazioni non prese in tempo.

La pressione all’interno dei reparti e tra i medici di base, non è una buona scusa per non curare o per non ritenersi responsabili di possibili morti. Il sistema sanitario è tenuto, anche in situazioni emergenziali come queste, a tutelare la salute del cittadino.

Ma cosa fare in caso di malasanità e chi rivolgersi?

Quando si è verificato un evidente caso di malasanità, il soggetto portatore del danno o i suoi familiari, devono rivolgersi ad un avvocato specializzato in responsabilità medica che illustrerà quelli che sono i suoi diritti, studierà i documenti e le pratiche per definire e dimostrare in tutte le sedi l’errore del  medico al  fine di tutelare i diritti  della persona danneggiata ed i danni subiti.

La figura dell’avvocato esperto in malasanità è fondamentale per raccogliere e studiare la documentazione per avere il risarcimento del danno subito a cui possono rivolgersi gli stessi portatori degli interessi del danneggiato, o i prossimi congiunti.

I danni da trauma toracico negli incidente stradali.

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I traumi del tratto toracico possono compromettere organi vitali con emorragie interne e, se non prontamente trattati, causare la morte.

Il Comitato scientifico di Adism, all’esito di uno studio condotto su pazienti rimasti feriti a causa di un incidente stradale grave, ha  rilevato che i traumi riscontrati nel Pronto Soccorso con maggiore frequenza, in incidenti a forte velocità  e che coinvolgono  conducenti  a due ruote,  coinvolgono il tratto  toracico,  senza esclusione di emorragie interne.

Incidenti, motociclisti più a rischio lesioni  gravi.

Soprattutto negli incidenti che coinvolgono i motociclisti, a causa di scontri ad elevata velocità e senza adeguate protezioni,  il  rischio  di fratture del tratto  toracico e  lesione  di organi  vitali con sanguinamento interno,  qualora non prontamente trattato, può causare danni irreversibili e portare al  decesso  del paziente.

Negli automobilisti,  grazie a maggiori protezioni  quali  le cinture e gli  airbag,  prevalgono  tra le casistiche riscontrate a seguito di scontro  tra mezzi in marcia il trauma vertebrale,  la  cui causa  è  da rinvenire sia nel mancato utilizzo  della cintura di  sicurezza che, quando  la cintura sia regolarmente allacciata, nel brusco contraccolpo dovuto all’arresto  improvviso  e fortuito  del mezzo,  ragion per cui non  sempre è  facile discernere se il danneggiato rimasto ferito  indossasse, o meno  la cintura.

Trauma toracico  e compromissione di organi  vitali

Il trauma toracico può avere quali conseguenze, nei casi più gravi, la  compromissione di organi vitali, poiché  all’interno  della gabbia toracica si  trovano il  cuore ed i polmoni.   Le lesioni  di  questi  organi per ferite interne,  come nel caso  del pneumotorace traumatico, con ingresso  d’aria all’interno  della cavità  pleurica,  possono  riguardare anche la rottura di un  bronco,  o  dell’esofago,  necessitando  di terapie intensive nei  reparti  di  rianimazione, con  ventilazione meccanica per il paziente.

La ripercussione dei danni  sulla propria vita e sul lavoro

Normalmente in tutti i danni da macro lesione è stato  riscontrato il  coinvolgimento  di  più  parti  del corpo  con conseguenze per il  danneggiato  che incidono  non  solo  sulla salute,  ma anche sulla qualità  della sua vita,  con  ripercussioni  importanti sulla capacità  di  produrre guadagno  ed attitudine a svolgere attività  lavorative.

Per tali ragioni Adism  rappresenta da oltre 20  anni  la risposta giusta per tutelare i  tuoi  diritti sia sotto il  profilo legale che medico  legale potendo  contare sul lavoro  dei migliori  avvocati nel campo  dell’infortunistica stradale.

 

Il calcolo del danno ai  fini  del  risarcimento  dovuto a seguito  di incidente stradale

Fedeli alla scienza medico legale riportiamo i criteri di valutazione del danno  in  termini  di invalidità permanente del  tratto  toracico anche con  interessamento polmonare.

Per il corretto ed integrale calcolo del danno con pluralità  di  lesioni,  si deve sommare il  conteggio di altri organi coinvolti, oltre ai giorni di  inabilità assoluta e di inabilità  temporanea,  all’esito dell’accertamento  medico legale.

Mentre per il risarcimento del danno morale, risarcimento del danno  esistenziale, e risarcimento del  danno patrimoniale sarà  compito dell’avvocato esperto per risarcimento danni la relativa quantificazione ai  fini  liquidatori.

 

DANNO  TRATTO  TORACICO:

Frattura clavicola (per lato) 4,00%

Frattura sterno 2,00%

Frattura di una costa(composta) 0,50%

Frattura di una costa (scomposta) 1,50%

Frattura scapola (per lato) 3,00%

 

DANNO LESIONI POLMONARI:

Pneumotorace da barotrauma 6,00%

Pneumopericardio da barotrauma 10,00%

Lobectomia polmonare 15,00%

Pneumonectomia 30,00%

 

Per denunciare un sinistro e richiedere assistenza legale e medico legale scrivere a info@adism.it o  chiamare il numero nazionale 347.8743614