domenica, Gennaio 23, 2022
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Colpa del dentista e danni da estrazioni dentali

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Danni da estrazioni dentali. Come dimostrare la colpa del  dentista?

Di Serena Di Sisto

La questione relativa alla salute dei denti è molto importante. Non è raro incorrere in errori in campo odontoiatrico, con problemi a causa di errata diagnosi e cure erogate  inappropriate, in particolare,  per estrazioni dentali che si potevano evitare.

La paura del dentista

Quando si va dal dentista, è difficile stare tranquilli, nonostante  i progressi  della medicina in questo campo e la professionalità del medico odontoiatra.

E’  consigliabile sempre rivolgersi  ad un professionista specializzato nelle varie branche della medicina odontoiatrica, a seconda del problema che si  deve affrontare: endodonzia per  devitalizzazione del dente e cure canalari, implantologia per impianti dentali, conservativa per otturazioni, intarsi, ponti e restauri dentali,  chirurgia  maxillofacciale per interventi mandibolari ed estrazione dei denti del  giudizio  inclusi, più complicate.

Molte persone soffrono di odontofobia per spiacevoli situazioni che hanno vissuto  e che non dovrebbero  verificarsi, in ogni  caso il dolore causato dal mal di denti, può  essere insopportabile e le cure, seppur necessarie, altrettanto dolorose.

Le estrazioni dentali non necessarie

C’è poi il problema legato alle estrazioni dentali, soprattutto per i denti del giudizio mal posizionati e cariati, che richiedono talvolta interventi maxillofacciali per salvaguardare l’assetto della mandibola.

L’estrazione di un dente, può portare a conseguenze positive, o anche negative, laddove l’operazione poteva essere evitata, con interventi  meno invasivi, salvando la radice del dente.

Di qui  la responsabilità del  dentista che ha eseguito una estrazione dentale che non era dovuta causando un danno in termini di salute, dolore e sofferenza al paziente.

Quando è consigliabile estrarre un dente?

Il dentista consiglia l’estrazione di un dente in caso di patologie orali in stato avanzato o compromettenti per la salute della bocca, degli altri denti in generale, oppure per via dell’assetto dentale.

L’odontoiatra, pertanto, ha il dovere di procede all’estrazione solamente in casi limite, in cui sia necessario procedere al fine di apportare benefici al paziente.

Quando l’estrazione dentale non è indispensabile deve essere evitata.

Il paziente ha il diritto di richiedere le cartelle cliniche al medico curante e deve conservare le fatture delle spese mediche sostenute, per dimostrare i danni arrecati da un trattamento errato, o non giustificabile sul piano professionale e medico.

Risarcimento dei danni causati dal dentista

Il paziente ha diritto al risarcimento del danno odontoiatrico in caso di ripercussioni sulla sua salute valutabili in termini di invalidità permanente, per eventuali danni estetici e per le sofferenze cui è stato sottoposto.

Casi  frequenti possono riguardare infezioni del cavo orale curate male, o peggio ancora, non curate che possono compromettere anche gravemente la salute di un paziente,  estrazione di denti  sani per effettuare un ponte che si poteva evitare con cure meno invasive, cure canalari incomplete con quarto canale non sondato, estrazione dei denti  del  giudizio che hanno compromesso  l’assetto mandibolare  e la masticazione, rigetto osseo  di impianto  dentale.

E’ necessario, quando si ritiene che il dentista abbia erogato  delle cure inappropriate con  danni alla propria salute  rivolgersi ad un medico legale per chiedere un parere in ambito odontoiatrico al fine di tutelare i propri diritti dinanzi la legge ed accertare la responsabilità  del  dentista.

Per questo  bisogna affidarsi a medici legali e ad avvocati  esperti  in responsabilità  medica e materia sanitaria che trattino la responsabilità  odontoiatrica in modo da capire  causa ed entità del  danno, per poi instaurare l’azione di  risarcimento  correttamente.

Il consenso informato in ambito odontoiatrico

Lo specialista ha il dovere, prima di eseguire una estrazione, o un qualsiasi intervento odontoiatrico, di informare circa le caratteristiche ed il trattamento terapeutico, tra cui rientrano i rischi, i costi, le tempistiche ed i risultati attesi. Il medico, quindi, dovrà porre al paziente un contratto ed ottenere una adesione libera e volontaria del paziente sia che operi in struttura pubblica, che sanitaria.

Il paziente deve richiedere le proprie cartelle cliniche e ricevute fiscali  delle spese sostenute al  fine di  dimostrare che i trattamento odontoiatrici sono stati eseguiti presso la struttura e dal professionista cui si è rivolto. Qualora il dentista non risponda alla richiesta di  consegnare le cartelle cliniche e radiografie eseguite sul paziente, si deve contattare l’Ordine dei  medici ed odontoiatri affinché solleciti il relativo adempimento,  cui  il  medico non si può sottrarre.

Avvocati esperti in danno odontoiatrico

Affidarsi ad esperti del settore quando si ha la certezza, o la quasi certezza, di essere stati vittima di malasanità per interventi  posti in essere dal dentista, risulta essenziale.

L’Adism Associazione Infortunati e Malasanità mette a disposizione il migliore avvocato e medico legale esperti per il risarcimento di gravi danni. in campo odontoiatrico

Se hai bisogno di aiuto non esitare a scriverci, Adism è a tua completa disposizione.

Chiama il numero nazionale Legale24h  347.8743614  o  scrivi all’indirizzo di posta elettronica info@adism.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La richiesta danni dell’incidente stradale

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La richiesta danni dell’incidente stradale

Quando  si  ha un incidente stradale entro  3 giorni,  ai  sensi  dell’articolo 1913 del  codice civile, bisogna denunciare l’incidente alla propria compagnia assicurativa; mentre ci  sono  2 anni  di  tempo per richiedere i danni al  responsabile,  secondo  le modalità  previste dagli  articoli  148  e 149  del  Codice delle Assicurazioni Private a seconda che si  applichi  la procedura di  risarcimento  diretto o meno.

Quali dati riportare nella richiesta di risarcimento danni.

Se non è  stata redatta la constatazione amichevole di incidente, l’assicurato  ha l’obbligo  di  comunicare all’impresa di  assicurazione tutti i dati necessari per  l’apertura del numero di  sinistro,  affinché l’assicurazione responsabile dia incarico  al perito ed al liquidatore. Dal momento in  cui  viene inviata la richiesta danni  decorrono i termini per l’assicuratore per procedere alla valutazione dei danni e formulare l’offerta risarcitoria.

La denuncia deve sempre contenere:

  • data, ora e luogo in cui è avvenuto l’incidente, con indicazione precisa della via,  piazza, strada e del punto esatto ( incrocio, altezza numero civico ) in  cui  si  è  verificato l’incidente;
  • dati dei veicoli coinvolti, modello, targa, numero di polizza, nome dei conducenti, dei trasportati e dell’assicurato;
  • descrizione dettagliata della della dinamica relativa all’incidente;
  •  giorni e orari in cui per il perito dell’assicurazione può ispezionare il mezzo incidentato ai fini della valutazione dei danni;
  • generalità e recapiti dei testimoni e verbale delle Forze dell’Ordine,  se presenti;
  • generalità dei feriti ed entità delle lesioni, nel caso di danno alle persone, includendo i primi  referti medici di  Pronto Soccorso.
  • Entro quanto tempo l’assicurazione risarcisce l’incidente?

    Le tempistiche per ottenere il  risarcimento  dei  danni per l’incidente stradale possono variare e dipendere da diversi  fattori: l’accertamento della colpa,  se vi  sono  dichiarazioni  contrastanti, l’entità delle lesioni tenuto conto  che,  pur potendosi  richiedere un anticipo, bisognerà  attendere l’avvenuta guarigione del danneggiato.

    Termine  è di 30  giorni per l’offerta risarcitoria

    quando non c’è  contestazione sulla responsabilità, l’assicurazione deve risarcire il danneggiato  nel termine di  30  giorni da quando è  stata effettuata la perizia sul mezzo incidentato  o è  stata disposta la visita medico legale sulla persona del danneggiato.

    Termine di  60 giorni per l’offerta di risarcimento

    Quando invece sorgono  contestazioni  sulla responsabilità i termini diventano più lunghi per l’assicurazione al  fine di  consentire maggiori indagini  ed approfondimenti ed  i termini per formulare l’offerta di  risarcimento danni, o  comunicare i motivi per cui non può essere formulata una offerta risarcitoria, raddoppiano.

    Cosa succede se l’assicurazione non paga? 

    Se l’assicurazione non  rispetta i termini  di  30  o  di  60  giorni previsti  dal Codice delle Assicurazione per effettuare l’offerta di  risarcimento. ovvero per comunicare che non può procedere all’indennizzo, incorre in  violazioni sanzionabili  da parte dell’Istituto  di  Vigilanza.

    Il danneggiato per vedere affermare i propri  diritti,  senza lasciare decorrere i termini  brevi di prescrizione,  dovrà intraprendere azione di  risarcimento  danni non  solo verso l’assicurazione ma anche nei  confronti  del  responsabile in  solido,  ai  fini  dell’integrazione del litisconsorzio necessario,  presso l’autorità  giudiziaria competente per territorio  e per valore,  Giudice di  Pace per le cause  di valore fino a 30.000,oo  euro, o Tribunale.

    Per essere risarcito dall’assicurazione chiama ora 347.8743614

    Con Adism risarcimento danni in tutta Italia

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    Con Adism risarcimento danni in tutta Italia

    Nuove sedi in Puglia, Sicilia, Umbria, Toscana e Lombardia.

    Chi sono i  professionisti  che operano in  convenzione con  Adism?

    Adism si avvale solo  dei  migliori professionisti  su  tutto il  territorio  nazionale per tutelare i  diritti  di  chi  deve avere un  risarcimento  a seguito  di un fatto illecito.

    Convenzione per i familiari delle vittime della strada

    Per quanto concerne gli aspetti legali legati all’omicidio stradale la convenzione Adism  mette a disposizione di  chi  ha riportato  un lutto  a seguito  di un incidente stradale e ai familiari delle vittime della strada in  tutta Italia un  avvocato patrocinante dinanzi  le giurisdizioni  superiori,  con oltre 20  anni  di  esperienza nel  settore assicurativo, nel  campo  del  risarcimento  del  danno a seguito  di  lesioni  stradali.

    Diritti  degli eredi  di  chi è  stato ucciso in un  incidente

    Al  fine di tutelare i  diritti degli eredi di  chi  è rimasto ucciso in un incidente stradale in relazione al danno da perdita parentale, al  danno biologico terminale e al danno  catastrofale, l’ attività di  Adism è supportata da medici legali  di  primissimo piano e specialisti in ogni  branca della medicina legale.

    Supporto di primissimo piano per il risarcimento danni

    Grazie ad una vasta rete di professionisti di primissimo livello e fama nazionale, nella ricostruzione degli incidenti stradali e nel campo della responsabilità ospedaliera,  non  solo per la preparazione tecnica e specifica nel campo del  risarcimento danni, ma sotto il  profilo  delle doti umane e della integerrima onestà.

    Valutazione gratuita del caso per decesso ospedaliero

    Se ritieni  che un  tuo familiare sia morto  a causa di un  errore medico,  per ritardate cure e diagnosi, o a causa di  negligenza media e ospedaliera possiamo  valutare gratuitamente il  tuo caso  esaminando senza impegno la documentazione per fare chiarezza sulla vicenda e un  responso.

    Valutazione massima dei danni negli incidenti

    I  nostri  medici  legali  che lavorano in  convenzione solo  con  noi sono  specializzati  per fare ottenere a chi  è  rimasto ferito in un  incidente la valutazione massima del danno. Non devi anticipare nessuna spesa. Paghi  solo  quando  ottieni  il risarcimento  dall’assicurazione.

    Pagamento  del  risarcimento  senza andare in causa

    Se non  ci  sono problemi  di  responsabilità riusciamo  nella maggior parte dei casi  ad ottenere il pagamento  dall’assicurazione senza dovere andare in causa.

    Affidati  alla sede più vicina per ricevere assistenza

    Se hai  riportato  lesioni  a seguito  di un  grave incidente stradale, o per errore in campo medico,  se sei il familiare di una persona morta in un incidente o per errore medico puoi rivolgerti alla sede più  vicina Adim per ricevere supporto  ed assistenza.

    Scrivici  a info@adism.it o  chiamaci  al numero nazionale 347.8743614 per ricevere  supporto  e assistenza

     

    La consulenza tecnica medico legale.

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    La consulenza tecnica medico legale.

    Cosa è la consulenza tecnica d’ufficio e a cosa serve?

    Con il termine CTU si  indica sia il professionista incaricato di  redigere l’elaborato peritale per l’accertamento  del danno in ambito medico legale,  che  la consulenza stessa, ovvero  quella relazione scritta per l’accertamento  di  un fatto e la determinazione  dell’entità del  danno.

    Consulenza tecnica d’ufficio e consulenza tecnica di parte Differenza tra CTU e CTP 

    La ctp  è  la relazione di parte redatta nell’interesse del  cliente danneggiato,  o  dal fiduciario della compagnia di assicurazione nell’interesse dell’assicurazione stessa. La CTU invece dovrebbe garantire criteri di imparzialità facendosi  riferimento  a questa terminologia all’incarico  che viene conferito  d’ufficio,  di  norma dal  giudice nell’ambito  di una causa giudiziaria.

    Chi decide il giudice, o il  Ctu?

    Nel nostro ordinamento vige il principio del ‘iudex peritus peritorum’, in virtù del quale è consentito al Giudice di merito valutare la complessiva attendibilità delle conclusioni peritali e, se del caso, disattenderne le sottese argomentazioni tecniche laddove queste risultino intimamente contraddittorie.

    Compiti del Ctu medico legale

    Il consulente tecnico  d’ufficio , in qualità di tecnico ausiliario del giudice, deve:

    • rispondere ai quesiti posti. Nel caso sorgano questioni, ad esempio in riferimento all’interpretazione del quesito, farle dirimere direttamente al Tribunale, sentite le parti in udienza;
    • essere assolutamente obiettivo nell’espletamento dell’incarico, senza esprimere valutazioni e considerazioni soggettive;
    • adottare il medesimo metro di giudizio con le argomentazioni delle parti;
    • confrontarsi con i rispettivi consulenti di parte C.T.P. se nominati, concedendo termine per osservazioni  alla bozza  del proprio elaborato da depositare in tribunale;
    • chiedere al giudice come agire qualora si verifichino circostanze non previste al tempo del conferimento dell’incarico

    Il Ctu può avvalersi di ausiliari?

    Certamente.  Se nello  svolgimento  dell’incarico  ricevuto  sorgono  questioni che esulano  dalla sua competenza generica,  può richiedere il  supporto di un ausiliario, fermo che la responsabilità integrale delle conclusioni rassegnate nella relazione finale è solo e solamente del CTU.

    Il ruolo del medico legale dopo il decreto Cresci Italia

    Per la Cassazione, dopo il Cresci Italia, le lesioni micro permanenti a seguito di sinistro stradale possono anche risarcirsi in assenza di esami strumentali (es. radiografia e TAC), pertanto  risulta essenziale il ruolo del medico legale per un  giudizio che possa essere il più obiettivo possibile.

    Quanto costa una relazione medico legale?

    Il  costo  della relazione medico legale può variare notevolmente a seconda dell’entità  delle lesioni  da accertare. Una prima distinzione dunque va fatta a seconda che si  tratti  di  lesioni  minori,  così  dette micro permanenti  fino  a 9  punti  di I.P., o  lesioni  macro permanenti  superiore a 9  punti  di  Invalidità  Permanente.

    Bisogna poi  tenere conto dell’ambito in cui  la consulenza medico legale viene richiesta. Per l’accertamento  delle lesioni che sono conseguenza di un incidente il  compito  del  medico legale è  limitato  alla sola quantificazione del  danno ed applicazione del  relativo  barème.

    Diverso  è  il  caso  della consulenza medico legale in  ambito  di  responsabilità  medica,  dove il  compito  del  medico legale è  molto più  complesso  dovendo  valutare non  solo l’entità  del  danno  ma s se ricorrono i  presupposti  affinché  sia configurabile un  episodio di  malasanità e,  dunque,  il  nesso di  causa tra l’evento  dannoso e la condotta negligente del sanitario.

    Come scegliere il medico legale di  parte?

    Non è semplice la scelta del  medico legale per chi  ha riportato un trauma della strada con  lesioni  fisiche, o  ha subìto un danno per errore medico.

    Ancor più  difficile è, poi, la scelta del  medico legale di parte per gli  eredi di  chi ha perso la vita per un fatto illecito,  come nel caso di decesso ospedaliero, o  morte dovuta ad episodio di  malasanità.

    Un bravo medico legale, onesto e competente,  con anni di  esperienza alle spalle,  al pari  di un bravo avvocato esperto in risarcimento del danno, fa sempre la differenza per chi ha subìto un danno. Documentarsi  accuratamente sul profilo dei professionisti  a cui  affidare l’incarico, consultare i loro  curricula, percorsi  formativi  e professionali,  è  fondamentale.

    CHIAMA ADISM AL NUMERO LEGALE24H  347.8743614                ricevi il supporto gratuito di avvocati e medici legali esperti in risarcimento del danno per tutelare i tuoi diritti !

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    Morti sul lavoro, Adism aiuta le famiglie

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    Morti da infarto e malasanità

    Morti sul lavoro, Adism  aiuta le famiglie.

    Lavoratori  esposti a pericoli per esalazioni tossiche  e velenose.

    Operai morti durante le operazioni di  manutenzione di una vasca di un  depuratore a causa delle esalazioni dei  liquami; morti sul lavoro durante la bonifica di una cisterna  a causa delle esalazioni tossiche scaturite al momento dell’apertura della vasca che avrebbero dovuto pulire;  lavoratori  morti  per esalazioni  di  gas dovute a guasto al forno di preriscaldo: sono  solo  alcuni  dei  casi analizzati  da Adism relativi  a  lavoratori morti  per esalazioni  tossiche.

    Non  solo l’Ilva a Taranto,  sono tanti i casi delle morti  bianche in Italia e le cause che Adism  ha analizzato.

    Drammi  che si  consumano ogni  giorno in  luoghi  di lavoro pericolosi, dove non  sempre vengono  adottate tutte le precauzioni  e misure di  sicurezza. Morti  che gridano  vendetta, di  famiglie rimaste prive dell’affetto di un padre di un  marito,  di un  figlio, oltre che spesso di  un  sostegno  economico.

    Adism in aiuto delle famiglie che hanno perso i loro cari  sul lavoro

    Da qui la l’attività benefica di Adism di avvicinarsi alle famiglie vittime delle morti  bianche, o  morti  sul  lavoro, per dare il proprio sostegno  e aiuto ai  fini  dell’accertamento  delle cause e delle responsabilità.

    Il comitato scientifico di Adism ha deliberato  come priorità  assoluta la costituzione di  un Team  di  professionisti  medici legali  ed avvocati per sostenere  gratuitamente le vittime dei  lavoratori  che hanno perso la vita sul lavoro  a causa di condizioni precarie,  esalazioni  tossiche o velenose.

    Come fare per avere assistenza in  un caso  di  decesso  sul  lavoro?

    Chiunque ha perso un familiare sul lavoro per colpa altrui, oltre all’accertamento in sede penale delle cause e responsabilità  ai  fini della pena,   ha diritto  in  sede civile al  risarcimento  del danno da perdita parentale ed  per il mancato  sostegno economico  dovuto  alla morte del  lavoratore.

    Come Adism aiuta i familiari di chi  è morto sul lavoro

    Adism  aiuta i familiari  di  chi ha perso la vita durante il lavoro  a ricostruire scientificamente la vicenda,  nella raccolta ed acquisizione della documentazione necessaria per esaminare il caso e fornire gratuitamente un  parere su cause e responsabilità  al  fine di ottenere giustizia.

    Risarcimento per la morte di un familiare sul lavoro

    Qualora il  nesso  di  causa è  dimostrabile e,  dunque, non  ci  sono  dubbi sul fatto  che la morte del proprio familiare è  avvenuta per colpa del  datore di  lavoro, Adism  grazie alla convenzione nazionale con i migliori  avvocati  e medici  legali in  tutta Italia,  dà  la propria assistenza in  maniera del  tutto gratuita alle famiglie  per il  risarcimento  dei  danni  da perdita del  rapporto parentale.

    Si  riportano  di  seguito  i dati  pubblicati  dall’INAIL nel  2021  relativi  agli infortuni mortali  sul lavoro

    alg-dati-inail-2021-gennaio-pdf

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    Il migliore avvocato per incidenti stradali a Roma

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    Grazie all’ Adism ho trovato il migliore avvocato per assistermi con la pratica di risarcimento dell’incidente stradale.

    Risarcito con 30.000,00 euro per un incidente stradale in moto.

    “Con Adism ho trovato il migliore avvocato per la pratica di risarcimento stradale con l’assicurazione”.

    Riportiamo la testimonianza di Karam da Roma rimasto ferito in un incidente in moto.

    Dopo l’incidente non sapevo a chi rivolgermi e ho trovato su internet il numero di Adism.

    Ho letto le testimonianze di altri rimasti feriti in incidenti stradali e ho chiamato il  numero  347.8743614 sempre attivo per denunciare un  sinistro.

    Ho capito subito  che rivolgendomi ad Adism avrei fatto la migliore scelta per tutelare i miei diritti, grazie all’impegno per tutelare i diritti delle persone che rimangono ferite sulla strada.

    Come conferire l’incarico per la gestione dell’incidente ad Adism?

    Conferire l’incarico per la pratica di risarcimento danni contro l’assicurazione ad Adism è semplicissimo e non bisogna anticipare nessuna spesa.

    L’Associazione è  presente in tutta Italia e ti  mette in  contatto  gratuitamente con il migliore avvocato esperto in incidenti  stradali e nel risarcimento  del danno per le lesioni riportate,  senza dovere anticipare nessun  costo.

    Dal momento dell’affidamento dell’incarico si è  seguiti su tutto quello che occorre per la pratica di  risarcimento.

    Dalla raccolta dei documenti da inviare all’assicurazione, alla ricerca dei testimoni,  alla prenotazione delle visite mediche per dimostrare l’entità delle lesioni, fanno  tutto loro.

    Le fasi del risarcimento con l’Assicurazione.

    Ho avuto la fortuna di conoscere e di essere assistito dall’ Avvocato Gianluca Sposato  che è il Presidente nazionale di Adism  e si  occupa solo di incidenti  stradali gravi con feriti in tutta Italia.

    L’Avvocato Sposato è di una preparazione unica, sempre disponibile e chiarissimo  nel  spiegare le fasi  che bisogna percorrere  per la pratica assicurativa.

    Per la valutazione dei danni prima sono stato  accompagnato dal medico legale di parte, anche lui di una preparazione unica, che ha preparato la CTP con la quantificazione del danno.

    Solo  a quel punto l’Avvocato ha potuto esprimersi su quella che sarebbe potuta essere l’entità  del  risarcimento per i danni fisici.

    • La visita medico legale presso l’assicurazione.

    L’ Avvocato  ha mandato all’assicurazione la relazione medico legale di parte  e  richiesto  di nominare un  fiduciario della compagnia per la valutazione del mio trauma stradale.

    A questa visita dal medico legale dell’assicurazione sono stato accompagnato dal medico legale di parte di Adism che ha concordato prima con il mio  avvocato la strategia da seguire.

    A riguardo devo  dire che loro hanno  davvero i migliori avvocati e medici legali, non  solo esperti e preparati, ma conosciuti e rispettati  da tutti.

    Il mio medico legale ha ottenuto il risultato che avevamo richiesto relativo alla quantificazione dei  danni.

    Dopo la visita, non  mi  restava che attendere che l’avvocato trattasse il  sinistro con il  liquidatore della compagnia.

    • La trattazione del sinistro con la compagnia   

    Dopo avere  inviato  i  conteggi, sia del danno patrimoniale che del  danno non patrimoniale, è stato fissato un appuntamento per trattare il sinistro,  evitando la causa.

    L’ Avvocato  ha fatto un  vero  e proprio capolavoro  perché  è  riuscito  a farmi  avere la personalizzazione massima del  danno prevista dalle Tabelle di  liquidazione di Milano.

    • L’offerta di risarcimento danni e la quietanza

    Avevo riportato nell’incidente trauma cranico non commotivo, frattura con distacco  parcellare del margine inferiore rotuleo a sn, frattura pluriframmentaria prossimale della falange del I raggio del piede sinistro e frattura composta dell’osso navicolare del piede sinistro.

    L’avvocato mi  aveva spiegato  che fino  a 9  punti  si  applicano le Tabelle delle microlesioni  che prevedono importi  più bassi  anche per la invalidità  temporanea e che se avessimo ottenuto più  di 9  punti  sarebbe stato un  successo  e così  è stato!

    Ma c’è  di  più: perché  con 9 punti  di invalidità  permanente considerato  che io ho 30  anni  l’importo delle tabelle era di  20.179,00 euro e l’Avvocato  ha ottenuto  la personalizzazione massima del danno  con il  riconoscimento  di un  incremento  del  50% per la sofferenza del  danno morale ed il  danno  esistenziale, arrivando ad ottenere una offerta di 30.000,00 euro.

    “Appena ho visto  la quietanza non credevo ai miei occhi e sarò  sempre riconoscente all’Avvocato per il lavoro che ha fatto”.

    Rilasciare questa testimonianza per me è il minimo  e spero  che possa essere di  aiuto  ad altre persone ad essere fortunate come me di  trovare l’avvocato  giusto a cui  affidare la propria pratica di  risarcimento per l’incidente stradale.

    Scarica qui  la quietanza del  sinistro

    Quietanza 30.000 euro

    Per ricevere l’assistenza di  ADISM e  un  avvocato  esperto in  incidenti  stradali  con lesioni gravi ed incidenti  stradali mortali contattare il numero  347.8743614

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    Incidente in moto, le regole da seguire.

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    Photo of helmet and motorcycle on road, the concept of road accidents

    Incidente in moto, come comportarsi?

    Gli incidenti stradali sulle due ruote rappresentano, dopo quelli in cui  incorrono i pedoni, la tipologia più frequente e pericolosa, a causa delle conseguenze e dei danni fisici per lesioni gravi che in genere riportano sia il conducente della moto, che il passeggero.

    Un incidente tra un’autovettura ed un motociclo, o peggio tra un mezzo pesante, un furgone, o un camion ed una motocicletta ha conseguenze terribili per chi è in sella, con feriti gravi quali diretta conseguenza della caduta in strada, se non addirittura evento fatale in caso di scontro frontale ed elevata velocità.

    Il conducente della moto, o del motociclo, se non ha provocato lui stesso l’incidente e non ha responsabilità ed il trasportato ( che ha sempre diritto ad essere risarcito per le lesioni riportate ), da un punto di vista legale devono tutelare al meglio i propri diritti per ottenere il giusto risarcimento sia dei danni fisici che sono scaturiti dall’incidente, sia dei danni patrimoniali quando vi sia diminuzione della capacità lavorativa, o la perdita del lavoro.

    Come dimostrare di chi è la colpa negli incidenti stradali in moto?

    Dimostrare di avere ragione in un incidente stradale significa non avere problemi con l’assicurazione per essere risarciti in tempi brevi dei danni riportati.

    Se, invece, sorgono contestazioni sulla dinamica dell’incidente e sulla responsabilità, perché non  vi è  stata ammissione di colpa dell’investitore, o dal rilievo effettuato a dalla polizia stradale emergono elementi tali  da escludere che si possa avere diritto al  risarcimento, o perché  vi  sono testimonianze contrastanti, le cose si  complicano e,  se non  si  è  stati  esclusivi  responsabili  dell’incidente, per dimostrare la propria ragione bisognerà con ogni probabilità andare in causa ed affrontare i  relativi  oneri.

    Normalmente un  avvocato esperto in  infortunistica stradale con tanti  anni  di  esperienza nel settore del diritto delle assicurazioni sarà in grado di  consigliare il  cliente nel modo più appropriato per tutelare i diritti che sono  stati  lesi  dall’infortunio,  sempre che ricorrano le condizioni e l’incidente non si sia verificato per colpa propria.

    In genere la semplice lettura del verbale dell’incidente stradale, il raffronto  tra i danni  ed il punto  d’urto dei  mezzi coinvolti, la segnaletica stradale ed eventuali dichiarazioni  di  testimoni  sono tutti  elementi utili  per ricostruire la dinamica dell’accaduto ed attribuire responsabilità  e colpe.

     

    Incidente mortale in moto, cause e statistiche.

    Purtroppo i mezzi a due ruote, di gran lunga utilizzati nei centri urbani e sub urbani per spostarsi più rapidamente, evitare il traffico ed il problema del parcheggio, sono i più coinvolti negli incidenti stradali con feriti gravi e negli incidenti stradali mortali.

    Le cause sono da rinvenire nella violazione delle norme del codice della strada, nell’ elevata velocità e spesso, purtroppo,  anche nella carente, o cattiva manutenzione stradale.

    586 motociclisti hanno perso la vita nel  2020

    Nel 2020 i motociclisti che hanno perso la vita negli incidenti stradali sono stati  586,  il  triplo  rispetto  agli altri utenti  della strada,  nonostante il netto calo degli incidenti a causa della pandemia e del lockdown imposto dal Governo.

    La tipologia di incidente più  frequente in moto  è  lo scontro  con un’autovettura per mancato  rispetto  del  segnale di  precedenza,  spostamento  da una corsia di  marcia all’altra senza mettere la freccia, inversione di  marcia ad U; mentre sono meno frequenti i casi  di  incidente tra motocicli  e moto  e pedone.

    Ma quando  si ha un incidente in moto  che bisogna fare per dimostrare di  avere ragione?

    Come scegliere l’avvocato dopo un incidente con la moto?

    Il numero degli  avvocati in Italia negli ultimi anni  è  cresciuto a dismisura ed, a causa della crisi  del  settore,  moltissimi  si  sono buttati  nell’infortunistica stradale senza avere una preparazione specifica e la necessaria esperienza per potersi occupare di incidenti  stradali gravi  e complessi tutelando  i  diritti di  chi ha riportato un  trauma della strada.

    La scelta dell’avvocato deve essere effettuata con attenzione,  senza pressioni esterne e solo  dopo  avere verificato il  curriculum  e l’esperienza  nel  settore del professionista  a cui  affidare la gestione della pratica legale di risarcimento per il trauma stradale subìto.

    Quando  chiamare l’avvocato dopo un incidente?

    Un avvocato con esperienza e preparazione specifica in  materia di responsabilità  civile da circolazione stradale sarà in grado,  se contattato nell’immediatezza dell’incidente,  di fare in modo  che non  vi  sia inquinamento  di prove sulla dinamica dell’incidente e di quantificare il danno biologico con  la personalizzazione massima riuscendo  ad ottenere liquidazioni  anche del  50% superiori rispetto  a quella che si potrebbe ottenere rivolgendosi  ad un  qualsiasi  avvocato,  se non di più nel malaugurato caso in  cui  si  finisca in cattive mani.

    Con Adism infortunistica stradale hai il migliore avvocato per incidenti stradali.

    Con Adism infortunistica stradale hai il migliore avvocato per incidenti  stradali a Roma e in  tutta Italia.

    Adism è l’unica Associazione in Italia ad avere ricevuto l’apprezzamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il fattivo contributo volto  a tutelare i  soggetti  danneggiati da incidenti  stradali,  con  risarcimenti  elevati,  anche oltre il massimale di polizza assicurato, come  nei  casi  di stragi  stradali  e incidente stradale mortale.

    Massimo  risarcimento senza dovere anticipare nessuna spesa.

    Otteniamo sempre il risarcimento del danno più elevato per i nostri assistiti grazie ad un pool  di  avvocati  e medici  legali specializzato  nell’infortunistica stradale che trattano  esclusivamente la materia da oltre 20  anni e che ha fatto  scuola in tutta Italia a chi  si  occupa della materia della responsabilità  civile da circolazione stradale.

    Grazie al nostro impegno ed lavoro svolto da un comitato scientifico di primissimo piano composto da avvocati cassazionisti che operano nel settore della responsabilità civile e medici legali con  esperienza ultraventennale, riusciamo  a fare ottenere a chi  ha riportato  lesioni in un incidente stradale sempre il  risarcimento  più  elevato  in base alle tabelle di  liquidazione del  danno e all’entità  del trauma riscontrato.

    Adism è presente nei principali capoluoghi di provincia italiani con sedi a Milano, Torino, Padova, Genova, Bologna, Rimini, Firenze, Grosseto, Ancona, Terni, Pescara, Napoli, Cosenza, Bari, Palermo, Catania e Cagliari.

    Se non puoi raggiungerci, o non ti trovi  vicino  ad una di  queste città, ti  veniamo  a trovare noi per la raccolta dei dati  necessari ad aprire la pratica di  risarcimento  danni.

    Adism è  garanzia di  successo. Nessun  anticipo spese e paghi  solo  a risarcimento ottenuto.

    Per contattare ADISM e ricevere subito il supporto di un avvocato esperto in incidenti stradali gravi ed in caso  di incidente stradale mortale contattare il numero  347.8743614 attivo 24h

    Descrivici il tuo caso, ADISM è a tua completa disposizione!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Danno da morte: maggiori garanzie per gli eredi.

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    I parenti di chi è stato ucciso in un incidente stradale hanno sempre diritto al risarcimento del danno.

    I parenti di chi è stato ucciso in un incidente stradale, o per un caso di malasanità, hanno sempre diritto al risarcimento del danno per la perdita del rapporto affettivo intrattenuto con la vittima.

    Vediamo come ed in che misura.

    Con due sentenza della Cassazione la numero 10579/2021 e la numero 26300/21 (cui è seguita immediatamente la sentenza numero 263001/21) vengono ristabiliti e salvaguardati i diritti dei prossimi congiunti di chi è morto a causa di un fatto illecito, come nel caso di omicidio stradale, o decesso ospedaliero per casi accertati di malasanità.

    Dopo le incertezze relative alla quantificazione del danno  ed alla prova del  pregiudizio patito   che gli eredi delle vittime della strada ed i familiari di chi aveva perso la vita per fatti riconducibili ad episodi di responsabilità medica   avevano dovuto affrontare, a causa dell’orientamento  discutibile delle giurisprudenza a seguito  di  sentenze   come la 11200/2019  che  stabiliva addirittura l’onere di dovere  dimostrare la sofferenza a causa del dolore per la perdita del proprio caro per avere diritto  al  risarcimento  del  danno, su cui ADISM ha sollevato una questione di legittimità costituzionale, la Cassazione torna a tutelare i diritti inviolabili dell’individuo sanciti dalla Costituzione.

    Nel danno da perdita parentale si applicano le Tabelle di Roma.

    La Cassazione ha chiarito che nella liquidazione del danno agli eredi per l’uccisione di un proprio congiunto, si deve fare riferimento non soltanto al grado di parentela ed alla convivenza, o meno, con la vittima, ma anche all’età del defunto e a quella del congiunto superstite, come indicato nelle ultime Tabelle di liquidazione del danno del Tribunale di Roma risalenti al 2019.

    L’Osservatorio  della Giustizia Civile  con il  Gruppo Danno alla Persona,  di  cui  fa parte fin dalla sua costituzione anche il nostro Presidente l’Avvocato Gianluca Sposato, che è  considerato tra i massimi  esperti  nazionali in materia di  responsabilità  civile per fatto illecito  e risarcimento  del  danno in  materia assicurativa, è al lavoro per porre rimedio alle Tabelle di  liquidazione del danno del 2021 recentemente pubblicate che, come ha fatto notare il Presidente di  Adism non  tutelano  in misura adeguata i  fratelli  di  chi  sia rimasto ucciso in un incidente stradale con importi  minimi irrisori  ed una forbice estremamente ampia  prevedendo importi  da un minimo  di   24.350,00  fino  a 146.120,00 con  criteri poco  chiari  e discutibili.

    Tutela della sofferenza per l’uccisione di un proprio congiunto.

    Il danno per la perdita del rapporto parentale esce fuori finalmente, speriamo definitivamente, dal contorto schema in cui era caduto della prova della sofferenza del congiunto superstite per l’uccisione del familiare, quale condizione imprescindibile per avere diritto al risarcimento del danno. Occupandosi di un caso relativo all’uccisione di un feto la Suprema Corte con la sentenza n. 263001 del 2021 ha voluto sottolineare che:

    “Il vero danno nella perdita del rapporto parentale, è la sofferenza non la relazione. E’ il dolore, non la vita che cambia, se la vita è destinata, si, a cambiare, ma, in qualche modo, sopravvivendo a se stessi nel mondo”.

    Si tratta di una pronuncia che non lascia dubbi interpretativi e, richiamando il principio, già più volte invocato, delle presunzioni legali nell’ambito della prova dello sconvolgimento della vita a causa di un fatto illecito per la morte di un proprio familiare,  pone  definitivamente fine a quel  tipo  di  giudizio sconcertante per cui gli  ermellini avevano  scomodato  niente di  meno  che il  filosofo  greco  Epicuro che nella sua Lettera sulla Felicità diceva che “la morte non  rappresenta niente per l’uomo perché  quando  c’è lei  non  ci  siamo noi  e quando  ci  siamo noi non c’è  lei”.

    La Cassazione oggi riafferma con  decisione i  diritti degli  eredi  delle vittime della strada perché non  si può non tener conto del  dolore con  cui  i  superstiti di  chi  è  morto  a causa di una condotta illecita altrui devono affrontare quotidianamente, continuando a lottare per sopportare una vita  spezzata dal dolore per la uccisione di un proprio caro ed il  vuoto venutosi  a creare.

    Quale è la sofferenza che deve essere risarcita?

    In tal senso  si può e si  deve inquadrare  il  risarcimento  del danno non patrimoniale per la perdita del  rapporto parentale sia come danno morale per la perdita del rapporto parentale e sia come danno danno dinamico relazionale per lo  sconvolgimento  delle proprie abitudini  di  vita.

    “La sofferenza interiore patita, sul piano soggettivo, nel momento in cui la perdita del congiunto è percepita nel proprio vissuto interiore, e quella ulteriore e diversa, che eventualmente si sia riflessa, in termini dinamico relazionali, sui percorsi della vita quotidiana attiva del soggetto che l’ha subìta”.

    La sofferenza come deve essere provata?

    La sofferenza per la perdita del rapporto parentale, per l’uccisione di un proprio familiare come deve essere provata e valutata dal giudice per avere diritto al risarcimento del danno ed in  quale misura?

    “La sofferenza morale allegata e poi provata, anche a mezzo di presunzioni semplici, costituisce l’aspetto più significativo del danno.  Esiste, infatti, una radicale differenza tra il danno per la perdita del rapporto parentale e quello per la sua compromissione dovuta a macro lesione del congiunto rimasto in vita in cui è la vita di relazione a subire profonde modificazioni in peggio”.

    Dopo anni di battaglie portate avanti anche in sede istituzionale dalla nostra Associazione per tutelare i diritti di  chi ha perso un proprio familiare per un incidente stradale oggi possiamo affermare che soffrire per la morte di un  proprio familiare è una questione sotto il profilo giuridico pacifica non  dovendo più  dimostrare nulla il familiare che richieda il  risarcimento  del danno  per la perdita del rapporto  affettivo che aveva in  vita con il proprio  congiunto.

    Per ricevere l’assistenza di  ADISM e  un  avvocato  esperto in  incidenti  stradali  con lesioni gravi ed incidenti  stradali mortali contattare il numero  347.8743614

     

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    L’accertamento medico legale del danno

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    Quali sono i criteri medico legali di accertamento del danno?

    Le Tabelle di liquidazione del danno non patrimoniale 2021 elaborate dal Gruppo Danno alla Persona del Tribunale di Milano, contengono importanti novità.

    Tra queste è importante porre attenzione al lavoro svolto per consentire l’accertamento e quantificazione del danno non patrimoniale, ovvero delle lesioni fisiche riportate a seguito di un incidente stradale, o per malpractice ospedaliera, attraverso una serie di approfondimenti e quesiti medico legali.

     

    Quale tipologia di danno deve accertare il medico legale?

    Oggetto di valutazione della medicina legale è il danno biologico, ovvero il danno  alla vita e alla salute, enunciato dal comma 2 degli artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni.

    Per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito che, invece rientra nella sfera dell’accertamento del danno patrimoniale.

     

    Come accerta l’entità del danno il medico legale?

    Accertamento del danno con metodo clinico, strumentale e visivo.

    Un primo aspetto è quello di evitare le frodi assicurative, in costante aumento e, dunque, il rischio di indennizzi per negligenze colpose nell’accertamento medico legale delle lesioni micropermanenti di cui  all’articolo 139  del  codice delle assicurazioni private, oggetto  di indennizzo  diretto.

    Per tale ragione si è ritenuto di adottare un unico quesito medico legale, valido anche al di fuori delle ipotesi previste dagli artt. 138 e 139 Codice Assicurazioni, in base al quale l’accertamento della lesione del bene salute sarà sempre effettuato, quali che siano la genesi causale e l’entità della lesione prospettata dal danneggiato, “a seguito di riscontro medico legale, con metodo clinico e/o strumentale e/o visivo”.

     

    Il medico legale deve accertare anche il danno morale?

    La Cassazione ha chiarito che rientrano nel danno non patrimoniale e devono essere oggetto di  valutazione e liquidazione anche i pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non  rientrano  nella determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, ovvero la  sofferenza interiore, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione causata da un trauma come può  essere l’amputazione di un  arto, la perdita della vista, o  della capacità  di  procreare.

     

    Il medico legale deve accertare anche il danno esistenziale?

    Premesso che nella terminologia più recente della giurisprudenza non si parla più di danno esistenziale, ma di danno dinamico relazionale, la separata valutazione degli effetti che un incidente possa avare nella vita del  danneggiato, per sconvolgimento delle sue abitudini  di  vita,  come nel  caso  in cui sia  costretto  a non potere più  camminare perché in  sedia a rotelle, rientra certamente nell’accertamento  medico legale.

    Tuttavia, l’accertamento del danno nella vita di relazione richiede maggiore attenzione ed accuratezza nella fase della allegazione e prova dei fatti, non potendo essere liquidato in assenza di documentazione e prova specifica.

    Il contributo del medico legale deve essere espresso solo in forma descrittiva, per coadiuvare il Giudice, o le parti in sede stragiudiziale, nella corretta quantificazione del danno non patrimoniale complessivamente subito dalla vittima, riassumendo la valutazione della sofferenza, menomazione-correlata, secondo una aggettivazione in scala crescente di intensità (assente/lievissima, lieve, media, elevata, elevatissima) ai fini della personalizzazione del danno.

     

    In base a quali criteri opera la personalizzazione del danno?

    Secondo le Tabelle di liquidazione del danno di Milano, che tuttavia non  trovano applicazione costante, il danno non patrimoniale può essere aumentato attraverso il  sistema della personalizzazione in  presenza di  determinate circostanze documentate  e provate che incidano  sia a livello  di  sofferenza interiore che nella vita di  relazione del danneggiato.

    Dunque, qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico relazionali personali documentati e obiettivamente accertati, ovvero, ma solo ai sensi del terzo comma dell’art. 139 del  Codice delle Assicurazioni, causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità, il Giudice potrà riconoscere un aumento con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.

    Dunque, solo ove il danneggiato alleghi e provi circostanze peculiari e specifiche, cioè diverse ed ulteriori da quelle che qualunque danneggiato con la medesima invalidità normalmente subisce, potrà darsi ingresso ad accertamento medico-legale sulle circostanze personalizzanti dedotte.

     

    Il nuovo quesito medico legale 

    Con il nuovo  quesito medico legale,  aggiornato nelle Tabelle di liquidazione del danno  del Tribunale di  Milano 2021,  il C.T.U. deve fornire al Giudice tutti gli elementi utili per accertare non solo l’entità del danno biologico dinamico-relazionale temporaneo e permanente, ma anche il grado di sofferenza soggettiva interiore correlata alla lesione dell’integrità psicofisica “menomazione-correlata”,  dovendosi, pertanto  fare riferimento a:

    • la capacità o meno del soggetto di percepire gli effetti della malattia e della menomazione permanente sul “fare quotidiano”;
    • quale barème di valutazione medico legale abbia adottato; in proposito si registra un forte consenso ad imporre con il quesito medico legale, in tutte le ipotesi di micropermanenti, l’adozione della “tabella delle menomazioni dell’integrità psico-fisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidità”, normativamente cogente solo per i fatti illeciti disciplinati dall’art. 139 Codice Assicurazioni;
    • quale sia stato il grado di sofferenza fisica patita, definibile tecnicamente come “sofferenza nocicettiva”, specificando la eventuale terapia antidolorifica;
    • quale sia stato il trattamento terapeutico, specificando il tipo e l’entità delle medicazioni e degli interventi chirurgici necessari e le relative modalità (ad esempio: se in anestesia generale o locale);
    • quali siano stati gli eventuali trattamenti riabilitativi;
    • quale sia stata la durata dei ricoveri ospedalieri;
    • la necessità di terapie continuative o di presidi protesici e/o dell’ausilio di terzi;
    • gli ulteriori elementi constatati dal C.T.U. e rilevanti ai fini delle sue valutazioni, in relazione alle peculiarità della fattispecie concreta.

    Infine è  stato  chiarito  che il C.T.U. medico legale non deve pronunciarsi su pregiudizi, che, sebbene componenti della sofferenza interiore, non hanno base organica e che consistono nella tristezza, nel dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione.

     

    Se hai bisogno di aiuto non esitare a scriverci, ADISM è a tua completa disposizione! Il servizio è gratuito. Chiama ora il numero nazionale 347.8743613, o  scrivi  a info@adism.it 

    Quali sono i diritti del pedone?

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    Pedone investito, cosa dice la legge?

    Adism sostiene l’iniziativa per promuovere una legge che tuteli i diritti del pedone, con aree dedicate e maggiore tutela di  chi  si sposta  a piedi  nei  centri abitati.

    I pedoni rappresentano  la categoria più debole tra gli utenti  della strada.

    Quanto un incidente stradale coinvolge un pedone che  è stato investito  da una automobile,  da un  suv,  da un motorino, motocicletta, bicicletta, o monopattino  le conseguenze sono  sempre gravi, perché il pedone non ha alcuna protezione quando  cammina in  strada.

    Negli ultimi  anni  a causa del mancato  rispetto delle norme del  codice della strada e della mancanza di  educazione stradale è aumentato il numero  dei pedoni rimasti uccisi in  incidenti  stradali.

    Per questo Adism  sostiene l’iniziativa di promuovere una legge che tuteli i diritti  del pedone,  con  aree pedonali  dedicate, paletti  di protezione sui marciapiedi per evitare investimento  di mezzi che a causa dell’alta velocità perdano il  controllo della guida, strisce pedonali  luminose e ogni  altra iniziativa utile per la sicurezza di  chi si  sposta a piedi  nelle città  e nei  centri urbani.

    Tipologie di incidenti  che coinvolgono il pedone

    Tra le cause  principali degli incidenti  stradali  che coinvolgono i pedoni troviamo al primo posto l’elevata velocità, a causa della quale ogni  anno  centinaia di pedoni  vengono  travolti  sulla strada riportando lesioni  gravi e, purtroppo, nei casi più gravi  perdendo la vita;  a seguire l’attraversamento pedonale, le manovre di  retromarcia durante il parcheggio, la perdita di  controllo  di  un veicolo per elevata velocità,  la guida sotto abuso di alcol,  sostanze stupefacenti  e la distrazione alla guida anche per uso  del  cellulare.

    A questo  si  deve aggiungere la mancanza di  aree pedonali dedicate al pedone e la carenza di manutenzione stradale  anche dei  marciapiedi,  che spesso  costringono chi  cammina a piedi  a dovere spostarsi  sul  ciglio  della strada per la mancanza di spazi  dedicati al  traffico  a piedi.

    Tipologie di  lesioni  che riportano i pedoni in incidenti  stradali.

    Purtroppo gli incidenti  mortali  che coinvolgono i pedoni  rappresentano  una calamità  a livello non  solo  nazionale, ma mondiale: quasi il  20 % degli incidenti mortali  riguarda il pedone.

    Le lesioni più comuni che riporta un pedone a seguito  di un incidente stradale sono il trauma cranico, fratture multiple e ferite lacero  contuse,  con  danni  anche a livello  estetico per esiti  cicatriziali  e menomazioni importanti.

    Si tratta, nella maggioranza dei  casi,  di  lesioni maggiori  che superano il  9 per cento di invalidità permanente e rientrano  nelle, così dette, macro permanenti.

    L’iter riabilitativo è  sempre molto  lungo  e passa attraverso varie fasi  dalla degenza ospedaliera al percorso  di  riabilitazione motoria e fisioterapica,  senza trascurare aspetti  relativi  a danni  neurologici per perdita di  coscienza, emicranie, perdita di memoria, insonnia,  malessere generale ed altro.

    Cosa deve fare un pedone che ha avuto un incidente stradale?

    Per il pedone che ha avuto un incidente stradale le preoccupazioni  sono  molte,  a cominciare dal pensiero  se potrà  guarire del  tutto, o se resterà  in  tutto o in parte invalido, quali  cure ed interventi si  rendano necessari per guarire.

    Ai problemi relativi  alla salute si  aggiungono  quelli che incidono sul lavoro, a seconda che si  svolga  un lavoro autonomo,  come nel caso  di  libero  professionista,  artigiano,  commerciante o  altro,  oppure lavoro  dipendente,  con  la preoccupazione di non potere lavorare e perdere il lavoro, o  importanti  occasioni  di  lavoro.

    Quale risarcimento per il pedone che ha riportato lesioni?

    Per questo l’entità  del  risarcimento per il pedone che ha avuto un incidente stradale riguarda sia la sfera del  danno non patrimoniale, che quella del  danno patrimoniale, anche per perdita di  chances.

    I danni non patrimoniali  riguardano la salute dell’individuo e, dunque,  comprendono i  giorni  di  inabilità  assoluta e parziale al  lavoro,  o  all’espletamento  delle normali  attività  quotidiane in caso  di  pedone disoccupato,  studente o  pensionato; l’invalidità permanente accertata in  sede di  visita medico legale con la relativa personalizzazione del  danno a seconda dell’incidenza delle lesioni  nella vita dinamico relazionale del  danneggiato; il danno morale che riguarda la sofferenza interiore ed il  dolore scaturito  quale conseguenza dell’incidente stradale.

    Il danno  patrimoniale riguarda, invece,  la sfera lavorativa del  danneggiato e,  dunque, la misura in cui le lesioni che sono  conseguenza dell’incidente vengono  a ridurre la capacità  lavorativa del pedone che sia rimasto investito, oltre che la perdita di  occasioni lavorative ( perdita di  chances ).

    Pedone investito  come inoltrare la domanda di  risarcimento? Chi paga?

    Non da ultimo per il pedone che ha riportato un trauma stradale vi è il problema burocratico relativo  all’accertamento  e documentazione di  tutti i danni,  al corretto inoltro  della denuncia di incidente e  risarcimento  da parte della compagnia di  assicurazione dell’investitore,  che ripaghi  di  tutte le sofferenze e danni  subìti.

    In questa tipologia di incidente si applicano l’articolo  2053 del  codice civile e l’articolo 143 del  codice delle assicurazioni private, rispondendo dei  danni  causati  al pedone l’assicurazione del  veicolo investitore e ricadendo  l’onere principale della prova sul conducente del  mezzo che ha investito il pedone.

    I tecnicismi  e la difficoltà  di  provare il danno in  tutte le sue componenti e di non  subire decurtazioni  di  alcun tipo, anche per improbabile concorso  di  colpa del  pedone,  sono  elementi  per i  quali  è  sempre raccomandabile rivolgersi  subito all’Adism per essere assistiti  fin  dall’inizio da avvocati  e medici  legali esperti nel campo  del  risarcimento  danni  al pedone  e,  dunque, tutelare al meglio i propri  diritti. 

    Cosa fa Adism per il  pedone investito che ha riportato  lesioni?

    Adism assiste e tutela i pedoni che hanno riportato  lesioni in  incidenti stradali in  tutta Italia.

    Chiamando il nostro  numero  legale24h  347.8743614 sempre attivo o inviando una mail  a info@adism.it senza dovere anticipare nessuna spesa,  grazie alla nostra convenzione nazionale con i  migliori  avvocati  esperti in  risarcimento danni per gravi incidenti  stradali  e medici  legali  esperti  nella quantificazione del  danno, verrete assegnati ai  migliori professionisti per assistervi in tutte le fasi dell’incidente: dalla raccolta dei  documenti, alla visita medico legale e liquidazione del  danno, nella misura più  elevata, da parte dell’assicurazione.