giovedì, Luglio 7, 2022
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Tabelle Milano danno perdita rapporto parentale 2022

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Le Tabelle di Milano del danno da perdita  del rapporto parentale 2022

Sono state pubblicate lo scorso 29 giugno dall’Osservatorio Sulla Giustizia Civile le Tabelle di  Liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale

Le novità delle Tabelle di Milano 2022 ed i criteri di liquidazione del  danno per la perdita del rapporto parentale.

Garantiti sempre degli importi minimi alla vittima

Il Gruppo Danno alla Persona dell’Osservatorio nazionale sulla Giustizia Civile si è  confrontato  su numerosi punti ed ha raggiunto la convinzione che debbano essere sempre riconosciuti dei minimi sia al nucleo familiare primario ( composto dal coniuge, dai figli e dai genitori ) sia per il nucleo familiare secondario ( composto  da fratelli, nonni e nipoti ).

Ecco la Tabella a punti del danno parentale 2022 di Milano

TABELLE A PUNTI DANNO PARENTALE 2022 TRIBUNALE MILANO

Risaltano all’attenzione il valore punto che:

  • per il nucleo familiare primario  è  fisato  in  euro 3.365,00
  • per il nucleo familiare secondario in  euro  1.461,20

Ed elementi di calcolo di incremento dell’ammontare complessivo dovuto  ai familiari delle vittime della strada, di errore medico e qualunque fatto illecito colposo o doloso,  come:

  • la convivenza, che determina una maggiorazione di 16, o 8 punti
  • la pletora degli aventi diritto, ovvero la presenza di un numero ridotto di familiari, con incremento da 14 a 9 punti, fino ad un massimo di 3 superstiti

Calcolo del danno per i familiari: Tabelle di Roma, o di Milano?

Sebbene lo sforzo dell’Osservatorio, per adeguarsi ai criteri enucleati dalla Cassazione con  le sentenze n. 10579/2021 n. 26300/21 e n. 263001/21 sia apprezzabile e frutto di un lungo ed intenso lavoro tra i vari componenti che vi  hanno partecipato, restano evidenti  differenze con le Tabelle del Tribunale di Roma.

Allo stato non è  dato indicare quali delle due Tabelle sia corretto utilizzare, rimanendo facoltà del difensore del danneggiato richiedere l’applicazione di un criterio di calcolo, o  dell’altro, ovvero ricorrere in estrema analisi alla media ponderata.

Adism Associazione Infortunati Stradali ringrazia il comitato tecnico scientifico per il lavoro svolto in seno all’Osservatorio. 

 

 

 

La gestione del sinistro negli incidenti stradali

La gestione del sinistro negli incidenti stradali

Accade all’improvviso senza che te lo aspetti. L’odore dell’asfalto, la macchina distrutta, la corsa in Ospedale in autoambulanza, l’acquisizione delle dichiarazioni dell’incidente da parte dei Carabinieri, le cure, la riabilitazione, le spese mediche e tante, troppe preoccupazioni.

Ogni giorno sono centinaia le persone che riportano lesioni gravi in incidenti stradali, che non sanno a chi affidarsi per avere ragione e tutelare i loro diritti.

Tutela legale gratuita per un sinistro stradale

Le Compagnie di Assicurazione per risparmiare sui costi hanno un  servizio di assistenza legale gratuito per i danneggiati da incidenti  stradali.

L’obiettivo è,  se non sorgono  contestazioni sulla responsabilità dell’incidente, liquidare subito, nel più breve tempo possibile i danni all’infortunato.

Ma come è possibile che l’assicurazione tuteli i suoi interessi e quelli del danneggiato?

Gratuito patrocinio per incidente stradale

Molto spesso il gratuito patrocinio per il risarcimento danni negli incidenti  stradali nasconde insidie per l’infortunato.

I problemi che chi ha riportato lesioni a seguito  di un incidente può incontrare sono principalmente:

  • incompetenza da parte di chi gestisce il sinistro stradale
  • mancanza di comunicazione tra danneggiato e gestore del sinistro
  • scarso impegno  da parte del gestore il sinistro nel fare ottenere il massimo  del  risarcimento  all’infortunato
  • costi nascosti di gestione della pratica di risarcimento danni per incidente stradale
  • scelta di consulente medico legale sbagliata

L’ Avvocato per il risarcimento nell’ incidente stradale

Come scegliere allora l’avvocato giusto per essere tutelati al meglio quando a seguito di un incidente stradale si hanno riportato  delle lesioni  anche gravi?

Il settore dell’infortunistica stradale ha una concorrenza agguerrita, con  centri  di  liquidazione danni  anche nelle carrozzerie e pubblicità di offerte di gestione per sinistri  assicurativi.

Gli anni  di  esperienza nel  settore, i  riconoscimenti ottenuti e le testimonianze sono un  buon indicatore ma bisogna valutarne l’attendibilità.

Quali garanzie deve richiedere l’infortunato?

L’infortunato deve affidarsi  ad un  avvocato  che tratti la materia della responsabilità civile da circolazione stradale e conosca il codice delle assicurazioni private.

L’avvocato ha l’obbligo di  fare un preventivo scritto al cliente che indichi  chiaramente le spese ed il compenso previsto.

Non affidarsi  a nessuno per la gestione del proprio sinistro, o  affidarsi  ad avvocati  che trattano altre materie, o  peggio  ancora a centri  liquidazione danni  gestiti  da compagnie e patrocinatori, o periti vari, può rilevarsi molto dannoso per l’infortunato.

La convenzione Adism per gli infortunati Stradali  

Per questo  Adism, che ha ricevuto l’apprezzamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attività  svolta a sostegno degli infortunati da gravi incidenti stradali, offre a chi  ha riportato lesioni in un incidente una convenzione che prevede:

  • Nessun costo per l’affidamento dell’incarico ad avvocato  esperto in risarcimento danni per incidenti stradali
  • Medici legali in convenzione su tutto il territorio nazionale per la valutazione del danno  ed accompagno  a visita medico legale collegiale
  • anticipo spese legali e medico legali nel caso si debba andare in causa, ove previsto
  • compenso all’avvocato solo  ed esclusivamente ad ottenimento della liquidazione del danno – pagamento da parte della compagnia di assicurazione

Descrivici il tuo caso e ricevi un parere legale e medico legale gratuito. ADISM è a tua completa disposizione per aiutarti ad avere il risarcimento dall’assicurazione

 

 

Danno da morte, le quote per gli eredi.

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Danno da morte e risarcimento agli eredi 

Adism ha intervistato l’Avvocato Gianluca Sposato per approfondire la tematica inerente il danno  da perdita del rapporto parentale.

Presidente quale risarcimento spetta, ai prossimi congiunti nel caso di morte di una persona per infortunio?

Bisogna chiarire che il danno da perdita della vita è diverso dal danno da perdita della salute, per la Suprema Corte (Cass. 11279/20) la vita è un bene giuridico autonomo che non può essere reintegrato per equivalente e, salvo particolari ipotesi, non si trasmette agli eredi.

Quali diritti si trasmettono agli eredi in caso di morte riconducibile a fatto illecito?

Nel caso di morte dovuta a fatto illecito accertato, come nell’ omicidio stradale, gli eredi della vittima non possono reclamare iure hereditatis il diritto alla vita perso dal de cuius (Cass 15350/15).

Decesso immediato e lucida agonia

Nel caso di decesso immediato conseguente alle lesioni derivanti dal fatto illecito  il danno per la perdita della vita non può  essere reclamato dai familiari  della vita perché  non si  trasmette agli  eredi.

Diversa è la situazione in cui la vittima sia stata cosciente prima della morte ed abbia acquisito tale diritto, che solo in questa ipotesi, dopo un trascorso temporale di almeno 24 ore, si può trasmettere agli eredi e sommare al danno iure proprio.

Quale è il danno che va risarcito ai familiari di chi è stato ucciso in un incidente?

Ai familiari di chi è stato ucciso in un incidente stradale, o per qualunque fatto illecito, spetta il danno iure proprio di carattere morale ed esistenziale.

Questo danno di carattere non patrimoniale è riconosciuto per la sofferenza causata dal vuoto venutosi a creare per la perdita del proprio caro e lo sconvolgimento delle proprie abitudini di  vita.

In tale ipotesi  si parla di danno conseguenza, per distinguerlo dal danno evento non  attribuibile agli eredi.

Come provare il danno morale per la morte di un familiare?

Il danno morale attiene alla sfera psicologica del danneggiato e si concretizza nella sofferenza interiore patita da una persona a causa del lutto, per la perdita del proprio familiare.

La prova può essere acquisita anche attraverso le presunzioni legali ed è legata all’intensità del vincolo affettivo che verrà giudicato maggiore nel caso di convivenza con la vittima e vicinanza del grado di parentela, come nel caso del genitore, dei figli e del coniuge.

Come provare il danno esistenziale per la morte di un familiare?

Il danno esistenziale per l’uccisione di un familiare riguarda il cambiamento in peggio delle abitudini di vita del prossimo congiunto del soggetto deceduto (Cass 28989/19).

Affinché anche tale posta di  danno possa essere liquidata occorrerà dimostrare che a seguito dell’uccisione del proprio caro la vittima ha riportato fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita.

Cosa succede se non viene fornita alcuna prova della sofferenza e dello  sconvolgimento delle proprie abitudini di vita? 

Sul punto,  con  riferimento alla sentenza 11200/19 della cassazione,  ho sollevato una questione di legittimità costituzionale perché  l’articolo  2043 del codice civile obbliga chiunque ha commesso un danno ingiusto a risarcirlo.

La questione si pone anche in termini di inversione dell’onere della prova per l’assicuratore di dimostrare un fatto che si discosti dalla norma e dal comune sentire sociale.

Occorre tenere conto che il danno per l’uccisione di un familiare, riguardando la sfera affettiva, non è riconoscibile se non attraverso elementi indiziari e presuntivi ravvisabili anche in semplici allegazioni valutabili con il criterio della normalità, senza necessità di una prova in senso tecnico a dimostrazione del dolore dei superstiti.

In tutto ciò, non potrà escludersi il diritto risarcitorio non solo dei parenti più o meno stretti, ma anche di soggetti non legati al defunto da una relazione parentale “ufficiale” (ad es: rapporto affettivo con i figli del coniuge o del convivente).

E’ corretto parlare di nucleo familiare primario e secondario?

La distinzione è ancora rilevante ai fini liquidatori.

I genitori, il coniuge, i figli ed i fratelli, rientrando nel nucleo familiare primario, hanno sempre diritto a vedersi riconoscere importi variabili a titolo risarcimento danni per la perdita del proprio familiare.

La questione non trova identica tutela per i  nonni  ed i  nipoti,  anche se la Cassazione con la sentenza n. 8218/21 ha riconosciuto come risarcibile il danno da perdita del rapporto parentale tra zio  e nipote anche se non conviventi.

 

L’elevata velocità negli incidenti stradali

L’elevata velocità negli incidenti stradali

L’elevata velocità è la prima causa di morte negli incidenti  stradali ed  il fattore di maggior pericolo per la gravità  delle lesioni e danni riportati negli incidenti.

Basti pensare che, secondo la formula dell’energia cinetica il danno si quadruplica al raddoppio della velocità, diventa nove volte maggiore quando la velocità si triplica e così via, con gravissime conseguenze, spesso purtroppo fatali, per chi vi rimanga coinvolto.

Rispetto dei limiti di velocità  

Per questo è importante rispettare sempre i limiti di velocità:

  • 50 km/h per le strade urbane  e nei centro abitati
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e le strade statali ( S.S. )
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali (superstrade e tangenziali)
  • 130 km/h per le autostrade.

La guida prudente prevede la capacità di prevedere situazioni di pericolo e anche errori, o violazione delle norme del codice della strada, da parte di altri utenti stradali

Prevenzione degli incidenti stradali

Per questo è importante rallentare la velocità nei  centri  abitati  ed in presenza di incroci, non passare con il  semaforo rosso, non effettuare il sorpasso con doppia striscia continua.

Adism promuove l’educazione stradale, mettendo al corrente dei pericoli causati dal mancato rispetto dei limiti di velocità, soprattutto nei centri abitati ed in prossimità degli attraversamenti pedonali.

Tutela legale gratuita per incidente stradale

Se hai avuto un incidente stradale e riportato lesioni gravi, o un tuo familiare è  rimasto ucciso in un incidente, ADISM Associazione Difesa Infortunati Stradali ti mette a disposizione il servizio di assistenza legale gratuita, attivo in tutta Italia.

Senza dovere anticipare nessuna spesa e doverti preoccupare di nulla, sarai assistito da un  nostro avvocato esperto in danni gravi in convenzione per tutelare i tuoi diritti ed ottenere il più elevato risarcimento dei danni che ti spetta dall’assicurazione.

Chiama ora il numero Legale24h 347.8743614  e richiedi assistenza o scrivi  a info@adism.it 

 

 

Incidente stradale con il semaforo rosso

Incidente stradale con il semaforo rosso

Come dimostrare di chi è la colpa?

Nel caso di un incidente stradale avvenuto tra due veicoli in un incrocio regolato da un semaforo, chi ha attraversato l’incrocio con semaforo rosso ha sempre torto.

Ma come si dimostra di avere ragione, se non ci sono telecamere o testimoni e chi è passato con il rosso nega la propria responsabilità?

Onere della prova e procedura di risarcimento

L’onere di dimostrare di chi è la colpa dell’incidente incombe sempre sul danneggiato, che potrà richiedere il risarcimento alla propria assicurazione, qualora non siano rimasti coinvolti altri veicoli ed il danno riguardi lesioni non gravi, fino  a 9 punti di I.P.

Nel caso di lesioni più gravi, invece, la domanda di risarcimento danni deve essere inoltrata alla compagnia di assicurazione del mezzo che ha causato l’incidente o, nel caso di veicolo non assicurato o pirata della strada, al Fondo di Garanzia Vittime della Strada.

Attraversamento pedonale con semaforo rosso 

Se il pedone attraversa con il rosso e viene investito di chi è la colpa?

L’attraversamento del pedone con semaforo rosso non esclude automaticamente la responsabilità del conducente del veicolo se tale comportamento imprudente era ragionevolmente prevedibile, in base alle circostanze di tempo e di luogo.

Solo nel caso in cui il comportamento del pedone che ha attraversato con il rosso è stato imprevedibile, rendendo impossibile per l’automobilista il suo avvistamento, come  un attraversamento improvviso e di corsa effettuato fuori dalle strisce pedonali, o di notte in una strada extraurbana, o in mezzo a una curva, la colpa è del pedone.

Incidente con semaforo giallo, o arancione

Se l’incidente si è verificato fra chi è passato col semaforo giallo e chi è transitato col semaforo rosso, vi è concorso di colpa.

Questo  significa che entrambi i conducenti dei mezzi  coinvolti saranno  ritenuti  responsabili al  50% dell’incidente e vedranno decurtarsi  nella stessa misura l’entità del  risarcimento del  danno subìto in conseguenza del  sinistro.

Sanzioni per l’attraversamento con il semaforo rosso

Se  si passa con il semaforo rosso le sanzioni previste vanno da una multa di 167 euro di giorno a 222 euro di notte e 6 punti di decurtazione dalla patente.

Se nell’arco di 2 anni l’infrazione è stata commessa più di una volta la patente può essere sospesa da 1 a 3 mesi.

Hai riportato lesioni in un incidente stradale?

L’Adism Associazione Nazionale Infortunati Stradali ti mette a disposizione il migliore avvocato e medico legale esperti in ambito assicurativo per il risarcimento di gravi danni derivanti da circolazione stradale.

Chiama il numero gratuito Legale24h 347.8743614   o scrivi all’indirizzo e-mail info@adism.it

Danno da morte, in che misura liquidarlo?

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Danno da morte, come liquidarlo?

Le ultime sentenze della Cassazione tutelano maggiormente i familiari.

Età della vittima e del familiare superstite, grado di parentela e convivenza determinanti ai fini dell’indennizzo.

La prova del dolore si può acquisire presuntivamente.

Con le sentenze della Suprema Corte n. 10579/21, n. 26300/21 e n. 26301/21 è stato precisato quali sono i criteri per determinare gli importi da liquidare a titolo di risarcimento danno da morte agli eredi della vittima deceduta a causa di un fatto illecito.

Si deve fare riferimento: al grado di parentela, alla convivenza, o meno, con la vittima, all’età del defunto e all’età del congiunto superstite.

Si torna a criteri da sempre richiamati nelle Tabelle del Tribunale di Roma e un sistema a punti che prevede importi liquidatori più elevati in base al grado di parentela ed alla convivenza, con minimi risarcitori che devono essere sempre garantiti.

La prova della sofferenza è superata dalla presunzione del rapporto affettivo tra erede e vittima del fatto illecito.

Un altro passo avanti a favore degli eredi di chi è stato ucciso per un fatto illecito è rappresentato dall’ammissibilità delle prove presuntive relative al rapporto affettivo tra vittima e congiunto.

In questo modo si supera il problema della prova della sofferenza quale presupposto per avere diritto al risarcimento del danno morale per i familiari della vittima.

Lo ha deciso la Cassazione con l’ ordinanza n. 7748/2020 chiarendo che il pregiudizio sofferto dai familiari della vittima è un danno diretto e non riflesso, potendo desumersi presuntivamente dal legame parentale la sofferenza per l’uccisione del proprio familiare.

Danno da perdita parentale: i criteri da adottare per determinare le somme da liquidare agli eredi, secondo la Cassazione.

Con le 3 sentenze della Cassazione n. 10579/21, n. 26300/21 e n. 26301/21 il Tribunale di Milano è stato chiamato a rivedere i propri criteri liquidativi in tema di danno da morte, in particolare per i fratelli, i nonni ed i nipoti della vittima, che vedono minor tutela dei propri diritti con lo schema attuale.

Con i nuovi criteri liquidativi, confermati anche nelle successive sentenze n. 33055/21 e n. 38077/21 della Cassazione, si deve tener conto che per determinare le somme da corrispondere a ciascun familiare della vittima si deve fare riferimento al grado di parentela all’età del defunto e del congiunto superstite ed alla convivenza.

Familiari aventi diritto al risarcimento del danno da morte

Gli eredi che hanno diritto al risarcimento per la morte di un proprio familiare sono:

  • il coniuge ( marito per l’uccisione della moglie e moglie per l’uccisione del marito )
  • il figlio ( per l’uccisione del padre e della madre, per la morte del fratello, o dei nonni )
  • I genitori ( per l’uccisione dei figli, o dei  genitori )
  • I fratelli ( per l’uccisione dei fratelli )
  • I nonni ( per l’uccisione dei nipoti )
  • I nipoti ( per l’uccisione dei  nonni  )

La Cassazione ha stabilito che la sofferenza morale deve essere allegata e poi provata, anche  a mezzo di  presunzioni semplici.

L’assenza di convivenza, non  rappresenta un ostacolo alla pienezza del rapporto affettivo tra consanguinei ed il giudice può  ( non  deve ) ridurre l’importo riconosciuto a titolo di danno da perdita parentale fino alla metà.

Danno da morte gli importi attuali per i familiari  

Vi è un aperto contrasto tra quanto stabilito dalle Tabelle di liquidazione del danno di Milano e quelle di Roma, che secondo l’espresso richiamo della Cassazione, sebbene non aggiornate dal 2019, sono quelle da dovere seguire per il danno da morte.

Le Tabelle del Tribunale di Milano prevedono i seguenti importi per gli  eredi

  • A favore di ciascun genitore per morte di un figlio, a favore della moglie per la morte del marito,  del  marito  per la morte della moglie  e per un  figlio per la morte del padre e della madre da un minimo di 168,250,00 euro ad un massimo di 336.500,00 euro
  • a favore del  fratello per la morte di un  fratello  e dei  nonni per la morte di un nipote o del nipote per la morte del nonno da un minimo di 24.350,00 ad un massimo di 146.120,00

Gli importi previsti dalla Tabelle del Tribunale di Roma, basate su un punto calcolato in base all’età della vittima e a quella dell’erede, prevedono importi  più omogenei ed elevati.

Se hai perso un familiare in un incidente ADISM è a tua completa disposizione per aiutarti. Chiama ora il numero nazionale 347.8743613 o  scrivi  a info@adism.it  Il servizio è gratuito

 

 

Polizza vita infortunio caso morte Covid

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Polizza vita infortunio caso morte Covid

Un familiare muore per il Covid. La moglie ed i figli, quali eredi legittimi, chiedono alla compagnia di assicurazione di liquidare loro il premio caso morte per la polizza infortuni che il loro caro aveva contratto e che li vede beneficiari. Ma l’assicurazione non paga, con il pretesto che il Covid è una malattia e non un infortunio.

E’ veramente così? Come è possibile in caso di diniego dell’assicurazione a corrispondere il premio caso morte per Sars-Cov 2 tutelare i propri diritti?

Cerchiamo di fare chiarezza sulla posizione espressa dalla medicina legale e dalla giurisprudenza che si sta uniformando nei tribunali italiani in tema di polizze infortunio per caso morte per Covid 19.

Il rifiuto delle assicurazioni a corrispondere il premio caso morte per Covid

La presa di posizione dell’ANIA nel negare qualsiasi denuncia di infortunio per infezione da Sars Cov 2, se pur suffragata da riscontro documentale di avvenuto contagio da Covid nei termini di Copertura Assicurativa, definendola, senza alcuna verifica da parte del proprio medico fiduciario, come malattia, non ha alcuna giustificazione scientifica.

Il rifiuto a corrispondere il premio caso morte agli eredi aventi diritto, determina inadempimento contrattuale da parte dell’ente assicuratore, con tutte le conseguenze di  cui all’art. 1218 cod. civ. anche in relazione al maggior danno.

Normativa in tema di polizze infortuni per caso morte Covid

L’evento infortunio che ha determinato il progressivo peggioramento delle condizioni di salute dell’assicurato fino alla sua morte, se ricondotto ad una infezione da Sars COV2, ha le caratteristiche dell’infortunio e non della malattia.

Vediamo perchè.

L’infezione da Covid rientra secondo gli usuali criteri di Polizza, a meno di specifiche esclusioni, nel contesto di “infortunio indennizzabile” trattandosi di evento lesivo tipicamente riconducibile a causa esterna, fortuita e violenta.

La causa violenta, fortuita ed esterna dell’infortunio.

Un infortunio è indennizzabile quando l’evento sia ascrivibile ad una causa unica che presenti le seguenti caratteristiche:

  • 1) sia esterna: che provenga cioè al di fuori del corpo
  • 2) sia fortuita: imprevedibile e accidentale
  • 3) sia violenta: cioè concentrata nel tempo in rapporto alla causa lesiva nel determinare lesioni corporali o la morte.

Differenza tra infortunio e malattia 

  • L’infortunio è qualsiasi evento lesivo riconducibile ad una causa esterna, fortuita e violenta.
  • La malattia, invece, si ha quando una causa lesiva agisce in maniera “diluita nel tempo”, per la quale non è possibile indentificare un unico momento lesivo.

In tema di Covid19 non è corretto parlare di condizione lesiva equiparabile ad una “malattia” che nei contratti di Polizza si intende per esclusione, ovvero come “ciò che non è infortunio”.

Morte da Covid: in quali casi l’assicurazione deve pagare?

L’infezione da SARS-CoV-2 risulta quale condizione determinata, innanzi tutto, da causa fortuita, posto che trattasi di atto assolutamente non volontario.

La causa può, inoltre, considerarsi “violenta” in quanto certamente il contatto non è dilatato nel tempo, in quanto il contatto determina uno stravolgimento violento delle regole naturali della vita di un organismo che si trovi in situazione normale.

La causa è sicuramente “esterna” perché il virus è un organismo estraneo al corpo umano e che nello stesso viene ad inserirsi quale elemento proveniente dall’esterno. Non per nulla il primo e più rudimentale rimedio contro siffatta infezione è costituito dal porto della mascherina, che serve proprio ad evitare il contatto con siffatta causa “esterna”.

Il parere della medicina legale sulle Polizze infortuni e Covid 19

Il Presidente della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, dott. Zoli, ha confermato che, anche nell’ambito della polizza privata contro gli infortuni, l’evento infettante  costituisce infortunio ai sensi della più diffusa definizione contrattuale.

Sul punto anche la Corte di Cassazione, con sentenza n. 20941 del 28.10.2004 ha ritenuto che “in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, si configura la causa violenta anche nell’azione di fattori microbici o virali i quali, penetrando nell’organismo umano, ne determinino l’alterazione dell’equilibrio anatomo-fisiologico, purché tale azione, anche se gli effetti si manifestino dopo un certo lasso di tempo, sia in rapporto con lo svolgimento dell’ attività lavorativa anche in difetto di una specifica causa violenta alla base dell’infezione.”

Il Prof. Enzo Ronchi, Professore Ordinario di Medicina Legale dell’Università di Milano, ha pubblicato un articolo sui fronti contrapposti in tema di  Polizze assicurative e Covid 19 che di seguito riportiamo

Fronti contrapposti e barricate su polizza infortuni e Covid19

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Rivolgersi ad Adism è garanzia di successo. Nessun anticipo spese e paghi solo, secondo  accordi  chiari  prestabiliti, a risarcimento ottenuto.

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Incidente con auto che ha targa estera

Incidente con auto che ha targa estera

Dal 21 marzo 2022 è entrato in vigore il Publico  Registro dei Veicoli Esteri. Sarà, dunque,  possibile circolare liberamente in Italia alla guida di autovetture con targa estera.

Attenzione alle insidie che si nascondono dietro ai veicoli con targa straniera, spesso usati  come escamotage per non pagare le multe.

Come risalire al proprietario  del  veicolo  ed alla compagnia di  assicurazione in  caso  di incidente stradale ?

Normativa per incidente con autovettura con targa straniera

Il numero  dei mezzi immatricolati  all’estero è cresciuto a dismisura negli ultimi  anni.

In caso di incidente stradale con autovettura estera non si applica la procedura di  risarcimento  diretto.

Il proprietario del veicolo con targa italiana non dovrà rivolgersi alla propria compagnia  di  assicurazione per la richiesta di risarcimento dei danni.  La normativa applicabile prevede, infatti, che il danneggiato inoltri una richiesta di risarcimento all’UCI (Ufficio Centrale Italiano), che opera come Bureau per l’Italia nell’ambito del sistema della carta verde.

Procedura di risarcimento danni per incidente con auto straniera

Data la difficoltà nella gestione del sinistro stradale che vede coinvolta una auto  con targa straniera è bene da subito rivolgersi all’Associazione Infortunati Stradali o, comunque, ad un avvocato esperto in risarcimento danni da circolazione stradale.

La richiesta di risarcimento danni deve essere inoltrata all’UCI che provvederà a incaricare della procedura di liquidazione una compagnia di assicurazione italiana che offre la copertura all’auto con targa straniera.

Auto con targa straniera non assicurata chi paga?

Nel caso in cui l’incidente stradale sia stato provocato da un’autovettura immatricolata all’estero e questa sia sprovvista di copertura assicurativa la procedura è più complessa.

La domanda di risarcimento danni, infatti, deve essere inoltrata al Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada, facendo ben attenzione a seguire l’iter normativo previsto.

Fornita la prova storica dell’incidente, la responsabilità dell’auto estera ed il nesso di causa con le lesioni riportate, la compagnia designata provvederà ai relativi accertamenti e a liquidare i danni.

Cerchi un avvocato per incidente con auto estera? 

Se hai riportato lesioni in un incidente stradale con un’auto che ha la targa estera Adism, l’Associazione Nazionale degli Infortunati Stradali ti mette a disposizione gratuitamente:

  • Un avvocato esperto in risarcimento danni per incidenti stradali per la gestione della pratica risarcitoria;
  • Un medico legale per la corretta valutazione delle lesioni riportate, la redazione della consulenza di parte e la visita collegiale;
  • Nessun anticipo spese grazie alla convenzione nazionale con Legale24h www.legale24h.it

Per denunciare un incidente stradale  e richiedere assistenza gratuita potete chiamare il numero Legale24h 347.8743614

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Che differenza c’è tra CTU e CTP?

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Che differenza c’è tra CTU e CTP? 

Come viene liquidato il risarcimento di un infortunio ?

La Consulenza medico legale è quella relazione scritta conferita ad un medico legale per la determinazione dell’entità del danno.

La sua importanza è  fondamentale per potere quantificare tutte le voci del danno:

  • la invalidità permanente IP
  • la invalidità temporanea ITA o ITP

Con il termine C.T.U. si indica, dunque, sia il medico legale incaricato dal Tribunale di redigere l’elaborato peritale per valutare il danno dell’infortunato, che la consulenza tecnica d’ufficio stessa che è il  documento  sulla base del quale si calcola l’entità del danno.

Decide il giudice, o il medico legale?

Nel nostro ordinamento vige il principio del ‘iudex peritus peritorum’, in virtù del quale al Giudice è consentito di valutare la complessiva attendibilità delle conclusioni peritali.

Nel caso in cui il giudice non condivida  le argomentazioni tecniche fornite dal proprio  ausiliare, perchè contraddittorie e le parti non abbiano chiesto il rinnovo della consulenza, il giudice potrà fornire diversa risposta motivata.

Quali sono i compiti del medico legale?

Il consulente tecnico d’ufficio, in qualità di tecnico ausiliario del giudice, deve:

  • rispondere ai quesiti posti, senza esorbitare.
  • Nel caso sorgano questioni in riferimento all’interpretazione del quesito fare decidere al Tribunale.
  • Essere obiettivo nell’espletamento dell’incarico, attenendosi ai fatti  ed ai documenti da esaminare, senza esprimere opinioni personali.
  • Confrontarsi con i rispettivi consulenti di parte C.T.P. se nominati, concedendo termine per osservazioni alla bozza del proprio elaborato da depositare in tribunale.
  • Chiedere al giudice come agire qualora si verifichino circostanze particolari relative all’espletamento dell’incarico, come nel caso in cui debba avvalersi dell’ausilio di medici specialisti.
  • Il CTU può richiedere ed essere autorizzato a giovarsi di un cosiddetto “ausiliario”, ferma restando la sua responsabilità esclusiva nelle conclusioni rassegnate nella relazione finale.

Accertamento del danno con esami strumentali

L’art. 139 del Codice delle Assicurazione prevede, al comma 2, che le lesioni di lieve entità, circoscritte fino a 9 punti  di I.P., quando non sono suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo non possono dare luogo al risarcimento del danno biologico permanente.

Tuttavia, la Cassazione con la sentenza n.5820/2019 ha stabilito  che le lesioni micro permanenti, a seguito di sinistro stradale, possono risarcirsi anche in assenza di esami strumentali (es. radiografia e TAC), ampliando il ruolo del medico legale che risulta essenziale per il relativo  accertamento.

Cosa resta escluso dall’accertamento medico legale?

Resta escluso  dall’accertamento  medico legale tutto  quanto  non  rientra nell’ambito medico in  senso  stretto.

Dunque il medico legale,  seppur dandone atto nella propria perizia, non può accertare il  danno morale, inteso come sofferenza interiore soggettiva ed il danno dinamico relazionale, inteso  come peggioramento  della qualità  della vita del danneggiato quale conseguenza diretta dell’incidente.

Risarcimento infortuni senza spese. 

Adism Associazione Difesa Infortunati Stradali ha attivato servizio gratuito di  assistenza per chi  ha avuto un infortunio.

Il servizio, che è completamente gratuito, aiuta chi è rimasto ferito in un incidente  in tutti i passi per la raccolta dei documenti ed il corretto avvio della richiesta di risarcimento danni all’assicurazione.   

 

Incidenti stradali per guida contromano

Incidenti stradali per guida contromano.  

La guida contromano consiste nell’invasione della corsia opposta di marcia ed è molto pericolosa, potendo causare incidenti con danni gravi e a volte, purtroppo, a causa dell’alta velocità con conseguenze mortali per conducente e trasportati.

Nell’invasione opposta della corsia di marcia colui che rimane coinvolto e riporta danni, o lesioni fisiche, deve dimostrare che l’incidente si è verificato a causa della condotta e della manovra posta in essere dall’altro veicolo che si è portato imprudentemente contromano.

Scontro frontale per sorpasso con doppia striscia continua

La responsabilità di uno scontro tra veicoli causato da un sorpasso effettuato con una doppia striscia continua è un comportamento grave, che viene sanzionato dal codice della strada con la decurtazione di 10 punti dalla patente.

Purtroppo tale condotta rappresenta la causa più frequente di incidenti stradali mortali e con feriti con conseguenze gravi in termini di lesioni fisiche, a causa della violenza dello scontro  frontale tra mezzi, quali: fratture multiple, trauma cranico, lesioni del tratto lombare e cervicale,  con fratture costali e compromissione vitale degli organi interni.

 

Come chiedere il risarcimento all’assicurazione in caso di incidente

Per ottenere il risarcimento dei danni dell’assicurazione, nel caso di incidente con sorpasso si prende sempre in considerazione anche il comportamento tenuto dal conducente del mezzo coinvolto, al fine di escludere la sussistenza di un possibile concorso di colpa.

Sono frequenti, infatti, incidenti stradali che avvengono in prossimità della linea di mezzeria che delimita i due sensi di marcia ed in questi casi la ricostruzione dell’incidente e l’esatto rilievo effettuato dalle autorità intervenute a redigere il verbale ed il grafico di incidente stradale può aiutare a comprendere la dinamica e le relative responsabilità, a prescindere dalla presenza di testimoni.

Quando l’incidente stradale si è verificato a causa di un sorpasso non consentito da cui sono  scaturiti danni e lesioni  fisiche gravi bisogna inoltrare correttamente la domanda di richiesta di risarcimento danni all’assicurazione ai sensi del  Codice delle Assicurazioni private individuando la normativa applicabile, a seconda della casistica riscontrabile.

Riordiamo  che la manovra di sorpasso si può fare soltanto quando è consentita e che trattandosi  di  manovra straordinaria deve essere eseguita sempre con la massima attenzione e prudenza.

Nel caso abbiate riportato lesioni fisiche a causa di un incidente stradale potete rivolgervi ad Adism

Vi mettiamo a diposizione, senza dovere anticipare alcun costo, i migliori professionisti  nel  settore dell’infortunistica stradale: avvocati esperti in incidenti stradali e risarcimento danni,  ricostruttori  di incidenti  stradali, medici legali esperti medicina legale e delle assicurazioni.

Per aprire un sinistro e ricevere l’assistenza gratuita di un avvocato chiamare il 347.8743614