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martedì, 29 Settembre, 2020
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Cosa fare quando un proprio familiare è deceduto a causa di un episodio di malasanità

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Cosa fare quando un proprio familiare è deceduto a causa di un episodio di malasanità

AdismAssociazione Infortunati e Malasanità  è stata tra le prime organizzazioni in Italia a tutelare i  diritti delle vittime della malasanità, precorrendo i tempi e segnando  le linee guida della responsabilità medica e ospedaliera.

La perdita di un proprio caro  rappresenta un  evento  tragico che getta nello  sconforto più assoluto i familiari, i  quali  rischiano di  trascurare i propri  diritti  e mantenere  sufficiente lucidità a fronte della complessità degli iter burocratici  e lunga durata della cause giudiziarie.

In  questi momenti il bisogno di potersi affidare con  serenità ad un avvocato onesto, serio e preparato che riesca ad entrare in sintonia con il danneggiato curando punto dopo punto ogni  aspetto  della vicenda, come se fosse la propria, è fondamentale.

Per questo Adism,  si  avvale su  tutto il territorio nazionale, dei  migliori professionisti,  avvocati esperti  in responsabilità  medica e  cause ospedaliere, medici  legali, professori  e primari  ospedalieri, senza bisogno per i danneggiati di  alcun anticipo spese.

Rivolgersi  a noi è fondamentale per tutelare i propri  diritti tenuto  conto  della complessità  della materia e della costante evoluzione delle teorie giurisprudenziali che disciplinano  la responsabilità  civile in  ambito  di  negligenza e responsabilità progessionale.

Il danno biologico terminale

Nel  computo  della liquidazione del  danno a favore dei  familiari  delle vittime decedute per cause di  responsabilità  medica,  vi  sono molteplici  aspetti  da considerare ai  fini  risarcitori,  di  cui  non  sempre sembra volersi  tenere conto.

Il  danno biologico terminale è il danno alla salute patito dalla vittima di un illecito nel periodo intercorrente tra la lesione e la morte,  quando il danneggiato, sopravvissuto per un considerevole lasso di tempo ad un evento poi rivelatosi mortale, abbia, in tale periodo, sofferto una lesione della propria integrità psico-fisica autonomamente considerabile come danno biologico.

La liquidazione del  danno  ha sempre una funzione riparatoria oltre che risarcitoria e per tale ragione deve tenere conto  di  tutti i riflessi  e le ripercussioni  sulla vita dei  familiari  superstiti,  tanto più se privi  di  reddito e a carico  esclusivo  della vittima deceduta per fatto illecito  altrui.

Per questo in  caso  di perdita di un proprio familiare per negligenza medica e responsabilità ospedaliera raccomandiamo  di  rivolgersi  subito  all’ADISM   per ricevere immediata assistenza e supporto,  senza nessun anticipo spese, al  fine di  essere assistiti  dal migliore avvocato per risarcimento danni, malasanità, responsabilità medica ed ospedaliera.

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Lo stato di bisogno del danneggiato negli incidenti stradali e la provvisionale

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Un incidente stradale grave rappresenta un evento traumatico che sconvolge la vita di chi  lo subisce con molteplici ripercussioni non solo sulla salute, ma anche nella sfera esistenziale, familiare e lavorativa.

La degenza ospedaliera e post ricovero, con il percorso riabilitativo da seguire, comporta oneri e costi non indifferenti, cui molto spesso è difficile far fronte con la riduzione della capacità lavorativa o, nel caso  di professioni  autonome, perdita totale di guadagno.

Essere assistiti fin da subito dal team di esperti di Adism, affidati al miglior medico  legale di parteavvocato esperto in incidenti stradali consente al  danneggiato di  tutelare nel miglior modo possibile i suoi diritti ai fini del conseguimento dell’integrale risarcimento dei danni dovuti in conseguenza dell’incidente stradale.

La provvisionale negli incidenti  stradali

La provvisionale  in materia di responsabilità civile da circolazione stradale è un provvedimento di condanna contro l’assicurazione che non  vuole pagare, immediatamente esecutivo, per far fronte alle più immediate esigenzedel danneggiato. 

L’art. 147 Codice assicurazioni private prevede lo stato  di  bisogno  del  danneggiato  disponendo  che nel  corso  del  giudizio  di primo grado gli  aventi  al  diritto al risarcimento,  dunque anche gli  eredi, che a causa del  sinistro vengano  a trovarsi in  stato di  bisogno,  ad esempio per avere perso il lavoro,  o per le spese sostenute e da sostenersi per le cure mediche, possono  chiedere,  con istanza motivata al  giudice, che sia loro  assegnata una somma a titolo di  acconto da imputarsi nella liquidazione definitiva del  danno, con  la sentenza di  condanna a carico  dell’assicurazione.  

Presupposti per la concessione della provvisionale

Condizione affinché venga concessa la provvisionale è la sussistenza di  gravi elementi di responsabilità a carico dell’investitore, risultanti da un sommario accertamento relativamente alla dinamica dell’incidente,  dunque il superamento della prova sulla responsabilità che si ha, ad esempio, nel caso  del  terzo  trasportato,  o  di  riconoscimento di  responsabilità  da parte dell’investitore. 

Il  danneggiato deve,  inoltre, venirsi  a trovare in condizione di difficoltà economica: questo elemento, sebbene non più indispensabile per ottenere l’acconto sulla liquidazione totale a titolo  di  risarcimento  del danno, incide soltanto sull’entità della somma da liquidare in via provvisoria, potendo il giudice concedere la provvisionale, sia pure in misura inferiore, anche a chi non si trovi in stato di bisogno. 

Dunque le effettive condizioni per la concessione della somma in acconto, da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno, sono: che sia iniziatauna causa risarcitoria nell’ambito esclusivo di un giudizio di primo grado; che siano state sentite le parti e da un sommario accertamento risultino gravi elementi di responsabilità a carico del conducente. 

Per denunciare un  sinistro  o  richiedere assistenza invitiamo a compilare il  form qui  sotto o  contattare il  numero  347.8743614

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L’importanza del medico legale di parte

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L’importanza del medico legale di parte: Nella responsabilità civile l’articolo 2043 del codice civile ha la funzione di norma quadro prevedendo che chiunque procura ad altri un danno ingiusto, per fatto intenzionale o meno, è tenuto a risarcirlo.

Circa la quantificazione del danno, le tempistiche e modalità del risarcimento i problemi che il danneggiato deve affrontare sono principalmente due:

  • Il primo problema è dimostrare di avere ragione e si pone, dunque, in ordine alla attribuzione di responsabilità. Occorre fornire una prova rigorosa ed inconfutabile, tanto che l’articolo  2054  del  codice civile presuppone  il  concorso  di  colpa negli incidenti  stradali, in  assenza di elementi che escludano la propria responsabilità.
  • Il secondo problema riguarda la determinazione dell’ammontare del risarcimento al danneggiato ed è compito della medicina legale, in prima battuta, stabilire la relativa quantificazione delle lesioni subite in termini di danno biologico,  invalidità permanente ed inabilità assoluta e relativa al lavoro.

Sconsigliamo ai  danneggiati  di  recarsi  a visita medico legale senza il proprio consulente tecnico  di parte

Adism ha segnalato più volte il comportamento scorretto delle compagnie di assicurazione che, avvalendosi della procedura di indennizzo diretto, senza dare possibilità all’assicurato di avere adeguata difesa e tutelare pienamente i suoi diritti, tendono a liquidare frettolosamente ed in maniera superficiale i danni, in base a valutazioni eseguite al minimo dai propri medici di parte.

Questa procedura preclude a chi subisce un incidente e riporta lesioni di avere piena tutela ed assistenza con il supporto di un avvocato che inoltri correttamente la richiesta di  risarcimento danni e l’ausilio di un medico legale di parte messo a disposizione da Adism al fine di ottenere la migliore valutazione possibile delle lesioni riportate.

E’ sempre bene essere assistiti da uno dei legali messi a disposizione gratuitamente da Adism

Adism, Associazione Difesa Infortuni Stradali e Malasanità si pone in prima linea per difendere i diritti dei cittadini. L’associazione, cura ogni caso come fosse il più importante e in maniera totalmente gratuita, offrendo consulenza e risposte celeri, al fine di ottenere giustizia.  In caso di incidente, si consiglia sempre di allertare le Autorità e rivolgersi all’associazione per chiedere aiuto e sostegno durante la produzione delle pratiche fino all’ottenimento del risarcimento, tutelando i propri acdiritti.

I migliori avvocati esperti in risarcimento, ricostruttori di incidenti e medici legali, saranno al servizio dell’utente sin da subito. Per richiedere assistenza e denunciare un sinistro chiamare il numero nazionale 347.8743614.

A chi rivolgersi quando si verifica un incidente stradale mortale

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In Italia in meno di ogni 3 ore una persona muore sulla strada, gli incidenti stradali   rappresentano secondo gli studi e le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Salute la prima causa di mortalità nel Mondo tra i giovani di età compresa tra 15 e 19 anni.

Le misure di prevenzione e divulgazione dell’educazione stradale non tengono conto della gravità del problema che costituisce una emergenza a livello globale, tale da giustificare l’adozione di misure urgenti e straordinarie quali lo studio dell’educazione stradale a scuola e sul lavoro, con richiami ed esami periodici per la patente di  guida, misure più severe e restrittive per i trasgressori.

Gli eredi della vittima a seguito di decesso per omicidio stradale, per ottenere giustizia e vedere affermare i propri diritti, devono sempre distinguere l’azione civile da quella penale.

Non esiste risarcimento che possa colmare il vuoto ed attenuare il dolore per la perdita violenta di un proprio caro. I parenti di chi sia rimasto ucciso in un incidente stradale: genitori, marito, moglie, figli, fratelli, sorelle, nonni e nipoti, hanno diritto al risarcimento del danno, risarcimento che ha carattere riparatorio e non satisfattivo.

Compito dell’avvocato penalista è assisterli nel procedimento per omicidio stradale ai fini della condanna dell’autore del reato.

Per l’azione risarcitoria, invece, dati i  tecnicismi e complessità della materia, con particolare riguardo al danno da perdita parentale e tanatologico, è necessario rivolgersi fin da subito ad un avvocato civilista con esperienza in materia di responsabilità civile ed assicurativa, gravi incidenti stradali e risarcimento danni per incidenti mortali, il  quale  potrà  tutelare al meglio i diritti degli  eredi  delle vittime di incidenti  stradali, fornendo assistenza anche nella ricostruzione dell’incidente e acquisizione delle prove per l’azione di responsabilità civile verso i responsabili in solido con la compagnia assicurativa, o il Fondo Vittime Garanzia della Strada, nel caso  di  veicolo non assicurato, o pirata della strada.

La scelta migliore, come dimostrano le tante testimonianze e battaglie vinte, è rivolgersi all’Adism, con cui collaborano in convenzione soltanto i migliori professionisti del settore che, da oltre 20 anni, assicura giustizia e tutela i diritti dei familiari delle persone rimaste uccise in incidenti stradali ai fini della responsabilità dell’autore del reato e risarcitori, con assistenza legale e medico legale gratuita ed ha avuto l’apprezzamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contributo volto a tutelare i soggetti  danneggiati da incidenti stradali.

Per denunciare un decesso in incidente stradale e richiedere assistenza immediata gratuita potete chiamare il numero nazionale Adism al 347.8743614 attivo 24 ore su 24 o scrivere ad info@adism.it

Campagna informativa Adism sugli incidenti stradali 2020

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Adism

Campagna informativa Adism sugli incidenti stradali 2020

Adism, Associazione Difesa Infortuni Stradali e Malasanità, da oltre 20 anni è leader nazionale nella gestione dei sinistri assicurativi per conto dei danneggiati da gravi incidenti stradali ed offre piena assistenza e tutela legale in caso di incidenti mortali, ai parenti ed agli eredi delle vittime che abbiano subito la perdita di un loro familiare, al fine del conseguimento del risarcimento di tutti i danni dovuti.

campagna informativa Adism

Quest’anno, è stata ideata, per tutti, una campagna informativa volta a prevenire infortuni e incidenti lungo le strade, soprattutto nel periodo estivo.

Proteggi la tua vita e quella degli altri utilizzando il casco protettivo e la cintura di sicurezza. In caso di incidente chiama subito le autorità e rivolgiti ad Adism per la tutela dei tuoi diritti. Nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

Per richiedere assistenza e denunciare un sinistro chiama il numero nazionale 347.8743614 e visita il sito internet www.adism.it

Campagna informativa Adism 2020

video e montaggio a cura di Gianluca Praitano
Testo e conduzione a cura della dott.ssa Serena Di Sisto per Adism 

Incidente stradale con passeggero. A chi chiedere il risarcimento?

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Incidente stradale con passeggero a bordo 

Tutti gli utenti della strada, automobilisti, motociclisti, passeggeri trasportati e pedoni sono tenuti a rispettare le norme del Codice della Strada.

Ogni utente stradale dovrà ossequiare i cartelli, i divieti e le direttive della sua nazione, al fine di non procurare danni a sé stesso, ad altri, a cose, o animali. Se dovessero verificarsi violazioni, la normativa stabilirà colpe e obblighi. Secondo la legge, ogni qualvolta una persona trasportata si trovi coinvolto in un sinistro tra due vetture, potrà avvalersi nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo su cui viaggiava al momento dello scontro.

L’articolo 141 del Codice delle Assicurazioni Private, prevede che il danno subito dal passeggero, venga risarcito dall’assicurazione del veicolo sul quale viaggiava. Pertanto la persona lesa, dovrà rivolgersi all’assicurazione che copre il veicolo sul quale si trovava al momento del sinistro.

In alternativa, secondo una recente sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione, lo stesso, potrebbe però anche chiedere risarcimento all’assicurazione dell’automobile antagonista poiché le due compagnie sono, entrambe, solidamente responsabili.

Il passeggero, non dovrà dimostrare la responsabilità dell’uno o dell’altro mezzo, dovrà solo, per il tramite del proprio avvocato esperto in incidenti stradali, chiedere l’indennizzo all’assicurazione, avendo sempre diritto ad essere risarcito, sia nell’ipotesi in cui il conducente dell’auto su cui era trasportato sia dalla parte della ragione, che dalla parte del torto. La legge impone al terzo trasportato una procedura di risarcimento, identica a quella prevista in caso di indennizzo diretto dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private, che presume la procedura di una richiesta scritta, da inviare tramite raccomandata o Pec e che dovrà contenere, tutta una serie di dati indispensabili affinché la Compagnia possa effettuare l’offerta di risarcimento danni.

La domanda deve specificare:

  • nominativo del soggetto che ha diritto al risarcimento;
  • luogo, i giorni e le ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno;
  • le circostanze nelle quali è avvenuto il sinistro e la relativa dinamica;
  • documenti del danneggiato;
  • l’età, l’attività e il reddito del danneggiato;
  • entità delle lesioni subite, attraverso perizia medico legale di parte disposta dai medici legali  di  Adism, oppure attestazione medica che dimostri l’avvenuta guarigione;

Ai sensi dell’articolo 1678 del cod. civ. il trasportato ha, quindi, sempre diritto ad essere risarcito per i danni conseguiti a seguito di un incidente, a prescindere dalla responsabilità del conducente nella causazione dell’incidente stesso.

Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione la Compagnia assicuratrice è obbligata a:

  • formulare al danneggiato un’offerta di risarcimento;
  • comunicare al danneggiato i motivi per i quali ritiene di non formulare nessuna offerta.

Il termine è ridotto a 60 giorni nel caso in cui il passeggero, abbia subito solo danni a cose. L’offerta, viene generalmente preceduta da una richiesta di visita medico legale presso un professionista di fiducia della Compagnia, per la valutazione dei danni fisici piuttosto che da una richiesta di perizia, alla quale raccomandiamo di essere accompagnati dal medico legale di Adism.

In questo caso, il soggetto non potrà rifiutare di assentire agli accertamenti. Se non accettasse al termine di 90 giorni per effettuare l’offerta resterà sospeso; ciò significa che finché il richiedente non si metterà a disposizione per la visita, non potrà pretendere di essere tutelato davanti al giudice, previo  esperimento  della negoziazione assistita ove prevista dalla legge.

Nel caso in cui la documentazione fosse incompleta, la Compagnia assicuratrice sarà tenuta a segnalarlo al richiedente entro 30 giorni e il termine per effettuare l’offerta resterà sospeso, finché la documentazione non verrà integrata.

Come ottenere il risarcimento?

La scelta migliore per tutelare i propri diritti  ed ottenere il  risarcimento  dei  danni  subiti in un incidente stradale è  sempre quella di  affidarsi fin da subito  ad Adism che valuterà  gratuitamente il caso e affiderà  la gestione in  convenzione,  senza che venga  richiesto alcun  anticipo spese, ad un  avvocato  esperto  in  materia assicurativa e responsabilità  civile derivante da circolazione stradale e medico  legale.

Il passeggero dovrà dimostrare – tramite verbale emesso dalla Polizia Stradale o da altre Forze dell’Ordine, dai soccorsi del 118 o grazie al  modello CAI di  constatazione amichevole di incidente, o alla dichiarazione di terzi – di essere stato a bordo di uno dei due mezzi di trasporto al momento della collisione e provare, quindi, di aver subito datti fisici. In questo caso, il risarcimento al passeggero, verrà erogato subito dopo l’accertamento della dinamica del sinistro all’esito della visita medico legale disposta dalla compagnia di  assicurazione ad avvenuta guarigione clinica, o quando i  postumi invalidanti  saranno  ritenuti  stabilizzati.

Nel caso in cui il veicolo non sia coperto da assicurazione cosa fare?

Nel caso in cui l’automobile in cui viaggiava il passeggero non fosse stata assicurata al momento del sinistro, il terzo trasportato avrà il diritto ad essere risarcito dal Fondo di Garanzia Vittime per la Strada.

Problematiche comuni: 

Nel caso in cui il trasportato non indossasse le cinture di sicurezza durante la collisione, permane comunque il diritto al rimborso, che però, potrebbe essere ridotto in relazione ai danni che potevano essere evitati.

Quando rivolgersi ad uno studio legale?

Dati i  tecnicismi fissati  dal  Codice delle Assicurazioni Private e considerato  che le compagnie di  assicurazione tendono  sempre a tutelare i propri interessi, spesso  con  liquidazioni  sbrigative ed irrisorie rispetto  la reale entità  dei  danni  riportati  a seguito  di un incidente stradale,  è  sempre bene essere assistiti  da uno  dei  legali  messi  a disposizione dallAssociazione Difesa Infortuni Stradali (Adism) per chiedere aiuto e sostegno durante la produzione delle pratiche fino  all’ottenimento  del  risarcimento  da parte dell’assicurazione.

Intervista all’ Avv. Gianluca Sposato per Adism sulla normativa del monopattino elettrico

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Di seguito potrete ascoltare l’intervista sul tema della regolamentazione del monopattino elettrico

L’avvocato Gianluca Sposato parla ai microfoni di RID 96.8FM a riguardo di questo delicatissimo tema, dal momento che ancora ad oggi non vi è nulla di definito nel campo dei monopattini elettrici e della sicurezza stradale per i conducenti e per i pedoni (come altri mezzi) che comunque possono essere coinvolti in un vero e proprio incidente con un monopattino elettrico.

Per seguire tutta la puntata di RID96.8FM utilizzate il link seguente:

Incidente con monopattino elettrico, che cosa fare?

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Quando avviene un sinistro con un monopattino elettrico, che cosa bisogna fare?

Con il decreto  sviluppo Italia il Governo  ha voluto promuovere l’economia green  e la circolazione di  mezzi  non inquinanti, incentivando  l’acquisto  di  biciclette e monopattini  elettrici.

Adism ha segnalato alle Istituzioni  la pericolosità  di  questi  mezzi  ed esposto preoccupazione per gli incidenti che potranno  scaturirne,  tenuto  conto della carenza di infrastrutture e manutenzione stradale oltre che della mancanza di educazione stradale.

Occorre richiamare l’attenzione all’utilizzo  di  questi  mezzi, essere consapevoli  della loro pericolosità,  segnalando  l’elevato   rischio  di investimento per i  pedoni,  cadute per strade sconnesse e scontri  su  strade percorse da mezzi  veloci  e veicoli pesanti, per mancato  rispetto  delle norme del  codice della strada.

Normativa che regola l’utilizzo  dei monopattini  elettrici

Dove può circolare il monopattino  elettrico?

Il monopattino  elettrico può circolare nelle aree pedonali, in tal caso il  limite di  velocità è  di 6 km/h; può  circolare nelle aree urbane, ovvero  su  strade percorse da altri  veicoli, senza superare il limite di  25 km/h; inoltre,  può circolare anche nelle aree extraurbane, se sono presenti e all’interno  delle  piste ciclabili.

A che età si  può guidare il monopattino  elettrico, vi è obbligo  del  casco,  il monopattino deve essere assicurato?

Il monopattino  elettrico è un mezzo  che non  deve essere omologato,  quindi privo  di targa e tassa di proprietà,  si può guidare senza patente al  compimento  dei  14 anni  di  età. L’obbligo  del  casco  vi  è  solo per i  minori  di  18  anni,  non possono  essere trasportate persone animali e/o cose. Non vi è obbligo di  assicurazione,  tuttavia data la pericolosità  del  mezzo, la mancanza di  educazione stradale e condizione delle strade, per assenza di  manutenzione,  Adism  raccomanda non soltanto, qualora si intendesse rischiare la vita utilizzando  questi  mezzi per spostarsi  nel  traffico,  di  stipulare una copertura assicurativa per danni  a terzi  ma anche una polizza kasko integrale che copra danni  causati  accidentalmente  al  conducente,  per esempio per caduta su  manto  stradale disconnesso, o  buca stradale.

Che succede in caso  di incidente stradale con monopattino  elettrico,  o tra monopattino  elettrico  e pedone ?

Nel  caso di incidente stradale causato da un  monopattino elettrico  la responsabilità  ricade sul  conducente autore della violazione  delle norme del  codice della strada, per esempio per mancato rispetto del  diritto  di  precedenza, attraversamento  non  consentito, sorpasso  a destra,  svolta senza l’indicatore di  direzione, passaggio  con il  semaforo  rosso, etc.

Quanto  alla responsabilità  civile scaturente per  il  risarcimento  del danno, non  essendo  obbligatoria alcuna copertura assicurativa il  conducente del  monopattino,  se non  assicurato, risponderà  personalmente. Nel  caso  di incidente tra monopattino  elettrico  e pedone risponde l’autore della violazione delle norme del  codice della strada,  dunque il pedone dovrà  risarcire il  conducente del  monopattino qualora abbia violato  la legge causando  danni e  lesioni.

Adism  ha criticato  la scelta del Governo  e presentato un  emendamento perché l’utilizzo  con obbligo  del  casco ed assicurazione obbligatoria venga limitato  solo  nelle aree non percorse da altri  veicoli.

Ascolta l’intervista al Presidente di Adism Avvocato Gianluca Sposato,  massimo  esperto in  sicurezza e ricostruzione di incidenti  stradali al  programma radio il Confessionale  su  RID 96.8 Fm

Richiesta danni

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Offerta risarcitoria e somme trattenute in acconto.

Non è semplice per i non addetti ai lavori districarsi nel meandro di norme del Codice delle assicurazioni private perché, a seconda della tipologia di incidente stradale, che abbia coinvolto uno o più veicoli, o che riguardi ciclisti, pedoni, o persone trasportate, bisognerà attenersi rigorosamente alle procedure previste per le singole fattispecie.

A seconda che, sulla base delle circostanze del caso concreto, si rientri o meno nel campo di operatività dell’indennizzo diretto, l’assicurazione alla quale rivolgersi sarà la propria, o quella del responsabile del sinistro, con tutti i tecnicismi  e ostacoli che il danneggiato è  tenuto ad affrontare, tra cui  l’obbligo di negoziazione assistita introdotto con Decreto legge n. 132 del  2014 per dare il tempo alle assicurazioni di formulare offerte risarcitorie al  ribasso scoraggiando il ricorso all’autorità giudiziaria.

Nel caso di sinistro stradale può accadere che il  trasportato, cioè il soggetto che è a bordo di uno dei mezzi coinvolti nell’incidente e che non è alla guida, riporti delle lesioni, o comunque dei danni a cose di sua proprietà. In questo caso opera l’art. 141 del D. Lgs.  n. 209/2005 che prevede una disciplina di favore per consentire al danneggiato di ottenere nel modo più veloce possibile il risarcimento del danno direttamente alla Compagnia che assicura il mezzo sul quale era a bordo al momento del sinistro, a prescindere dall’accertamento delle cause dell’incidente, avendo il trasportato sempre diritto di chiedere il risarcimento, anche nel caso in cui l’incidente si sia verificato per colpa esclusiva del conducente di quel mezzo.

La richiesta di  risarcimento  danni consiste, ai sensi dell’art. 1219 del codice civile,  nell’intimazione ad adempiere al  debitore, il  quale è  tenuto a rispettare i relativi termini, con tutte le conseguenze di legge in caso di adempimento e mancato rispetto della normativa applicabile al caso concreto. Per i sinistri che hanno coinvolto solo due veicoli  se le lesioni non superano il 9 per cento si applicano le disposizioni di cui all’art. 149 del codice delle assicurazioni, negli altri casi, compresi incidenti che abbiano coinvolto ciclisti o pedoni, di regola l’art. 148.

Ove l’offerta sia ritenuta non  congrua, poiché limitata,  per esempio solo alla liquidazione del danno  biologico  e,  dunque, non comprensiva del danno morale, o di altre poste di  danno ( come quello esistenziale, estetico, patrimoniale con riferimento alla capacità  lavorativa generica, o specifica, o anche alla perdita di chances ) le somme potranno  essere trattenute in  acconto,  salvo  maggiore avere,  da quantificarsi  e provarsi nel  corso  del  giudizio promosso davanti  al  giudice di pace, o in  tribunale a seconda della competenza per valore.

Convegno “Omicidio stradale. Prevenzione o repressione?”

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Dalla Terza Rassegna Parlamentale 2019 Settembre/Dicembre dell’ ISLE.

A seguito del convegno sull’omicidio stradale che si è tenuto lo scorso 18 luglio presso la sede dell’ISLE, l’Avvocato Gianluca Sposato Presidente di AdismAssociazione Difesa Infortunati Stradali, al fine di promuovere la cultura della sicurezza stradale, ha pubblicato una guida utile anche a districarsi nel complesso sistema di norme che disciplinano la responsabilità civile automobilistica: “Le 50 parole più utilizzate nelle aule di giustizia del danno stradale” edito da Nuova Editrice Universitaria, i cui proventi sono devoluti in  beneficenza per promuovere la legalità nelle scuole, rende noto la Dott.ssa Myriam Cornelini, referente dei rapporti istituzionali dell’Associazione.

Leggi l’intera Rassegna Parlamentare 2019 Settembre/Dicembre