domenica, 17 Gennaio, 2021
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INCIDENTE CON PIÙ MEZZI COINVOLTI, REGOLE DA SEGUIRE

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Incidente stradale grave, tamponamento a catena ed incidenti multipli, quando non c’è concorso di colpa.

In Italia la prima causa degli incidenti stradali è dovuta dalla distrazione alla guida, gli incidenti stradali gravi sono causati dall’eccesso di velocità e dalla guida in stato di ebbrezza con il coinvolgimento di più veicoli, come accade, ad esempio, nel caso del tamponamento a catena.  In questi casi è onere del danneggiato dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare l’incidente al fine di escludere il concorso di colpa che comporterebbe una decurtazione del risarcimento dovuto per i danni riportati, ad esempio per mancato rispetto della distanza di sicurezza, o per mancato utilizzo dei dispositivi di protezione ( casco – cintura di  sicurezza ).

Cosa fare quando si rimane coinvolti in un incidente grave con una dinamica complessa e con difficoltà di attribuzione di responsabilità anche per differenti versioni dei fatti? I rilevi della polizia stradale sono fondamentali per ricostruire la dinamica di incidenti gravi come: incidente con ribaltamento di veicoli, incidenti con camion ed autoarticolati, incidenti tra auto e moto, poiché contengono i rilievi, le foto  ed  il  grafico dell’incidente, oltre alle generalità di tutti i responsabili con  i  dati delle relative compagnie di assicurazione tenute a risarcire il danno.

 

Normativa applicabile agli incidenti multipli a chi rivolgersi?

In questa ipotesi la richiesta di risarcimento danni e messa in mora deve essere rivolta all’impresa assicuratrice del veicolo responsabile del sinistro, poiché negli incidenti multipli non trova applicazione il sistema dell’indennizzo diretto, essendo disciplinata la procedura di risarcimento dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni Private.

Tuttavia, la procedura di indennizzo diretto non è esclusa nel caso in cui in un incidente con tre auto coinvolte la responsabilità sia di uno solo degli automobilisti ed in tal caso ciascuno dei danneggiati potrà chiedere il risarcimento alla propria assicurazione.

Se hai riportato lesioni in un incidente stradale o hai perso un tuo caro in un incidente mortale, Adism è la scelta giusta per tutelare i tuoi diritti, infatti, grazie ad un accordo nazionale con i migliori avvocati e medici legali Adism offre assistenza gratuita agli infortunati e nei casi più gravi, agli eredi delle vittime della strada per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Affidati a mani sicure ed esperte per essere risarcito chiama per una consulenza gratuita il numero 347.8743614.  

Adism è garanzia di successo, nessun anticipo spese e paghi solo a risarcimento ottenuto.

 

INCIDENTE STRADALE MORTALE, IN AUMENTO I PEDONI UCCISI IN STRADA.

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QUANDO GLI EREDI DELLA VITTIMA DELLA STRADA HANNO DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO.

L’attività di Adism  per difendere i  diritti dei  familiari  di  chi  ha perso  la vita in un incidente stradale ha visto impegnato il nostro Presidente, Avvocato  Gianluca Sposato,  a presentare istanza di  rimessione degli  atti  del  processo  alla Corte Costituzionale con  riferimento  alla sentenza 11200/2019 con  cui  la Cassazione ha stabilito che la mera relazione di consanguineità non è  da sola sufficiente ad integrare il danno risarcibile,  gravando  sui  congiunti  l’onere di provare in  concreto  l’esistenza di  rapporti  costanti di  reciproco  affetto  e solidarietà con il familiare defunto.

La convenzione Adism per i familiari di chi ha perso la vita in un incidente stradale mortale.

Adism oltre a promuovere l’educazione e la sicurezza stradale ed avere sollecitato il Governo ad adottare misure urgenti e straordinarie per ridurre la mortalità sulle strade, ha stretto una convenzione nazionale in ambito legale e medico legale, per dare sostegno, tutelare i diritti ed aiutare i familiari ed i parenti di chi è rimasto ucciso a seguito di un incidente stradale.

Chiunque abbia subito la perdita di un familiare a seguito di un incidente stradale, senza nessun anticipo di spesa, riceverà assistenza legale e medico legale qualificata,  sostegno  psicologico e supporto tecnico  nella ricostruzione della dinamica dell’incidente per fare giustizia sul caso ed ottenere la condanna del responsabile oltre al risarcimento dei danni.

Chi sono i  professionisti  che operano in  convenzione con  Adism?

Adism  si  avvale solo  dei  migliori professionisti  su  tutto il  territorio  nazionale. Per quanto  concerne gli  aspetti  legali  legati all’ omicidio  stradale la convenzione Adism  mette a disposizione di  chi  ha riportato  un lutto  a seguito  di un incidente stradale e ai familiari delle vittime della strada in  tutta Italia un  avvocato patrocinante dinanzi  le giurisdizioni  superiori,  con oltre 20  anni  di  esperienza nel  settore assicurativo, nel  campo  del  risarcimento  del  danno a seguito  di  lesioni  stradali,  al  fine di tutelare i  diritti degli eredi di  chi  è rimasto ucciso in un incidente stradale in relazione al danno da perdita parentale, al  danno  biologico terminale e al danno  catastrofale.

Questa attività è supportata da medici legali  di  primissimo piano e specialisti in ogni  branca della medicina legale grazie ad una vasta rete di professionisti  di primissimo piano, di livello  e fama nazionale, anche nella ricostruzione degli incidenti  stradali,  non  solo per la preparazione tecnica e specifica nel campo del  risarcimento danni  in  incidenti  stradali ed incidenti stradali mortali, ma sotto il  profilo  delle doti umane e della integerrima onestà.

Chi  ha diritto  al  risarcimento  del danno per la morte di un familiare in un incidente stradale?

Secondo la normativa in  vigore, quando  la vittima sia rimasta uccisa a seguito  di  fatto illecito, hanno   diritto  al  risarcimento  del  danno per la perdita del rapporto  parentale:  il  coniuge,  i  figli,  i  genitori ed i fratelli,  anche se non conviventi.

In alcuni  casi  possono avere diritto  al  risarcimento per la perdita di un  familiare in un  incidente stradale anche i  nonni, i  cugini ed i nipoti.

Le tabelle di  liquidazione del  danno del Tribunale di Roma e del Tribunale di Milano  stabiliscono i parametri  per il  calcolo  degli importi  spettanti a ciascun  avente diritto a determinate condizioni.

Cosa fare e a chi affidarsi quando si è perso un familiare in  un incidente stradale?

Non esiste ristoro economico che possa restituire la perdita di un familiare,  la morte di un  figlio, la perdita di un  genitore, di  una moglie, o  di un marito in un incidente stradale.

La nostra missione è  sensibilizzare il Governo affinché questa piaga nazionale che ogni  anno  miete migliaia di  vittime possa essere posta sotto freno  con interventi  ed investimenti  mirati ad aumentare la sicurezza stradale.

D’altra parte come i  migliori  chirurghi  che salvano  la vita nei casi  di malattie mortali,  ci  rendiamo  conto  di  quanti  si  spaccino per esperti  nel  campo della tutela legale a chi ha subito  la perdita di un  familiare in un  incidente stradale senza averne le doti umane, intellettuali e senza una adeguata e profonda conoscenza della materia assicurativa e, nello specifico,  del  risarcimento  del  danno da perdita parentale e danno  catastrofico  per l’uccisione di un familiare in un incidente stradale.

Per questo motivo, grazie alla nostra convenzione, siamo al tuo  fianco e ti  garantiamo l’impegno e la professionalità  dei nostri avvocati  e medici legali  da noi  scelti per tutelare i  tuoi  diritti,  senza  dovere anticipare nessuna spesa fino  a quando  non  otterrai  il  risarcimento  di tutti i  danni  per l’ingiustizia subita.

 

Leggi  le testimonianze di  chi  si  è  rivolto  a noi  per tutelare i  suoi  diritti  ed ottenere giustizia

 

Scrivici  a info@adism.it o  chiamaci  al numero nazionale 347.8743614 per ricevere  supporto  e assistenza.

Adism chiede modifiche all’indennizzo diretto a tutela degli infortunati stradali

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La gestione dei danni con micro lesioni nelle sole mani dell’assicuratore non tutela gli infortunati stradali poiché l’accertamento del danno viene effettuato nell’esclusivo interesse dell’assicurazione, senza l’assistenza di un avvocato di parte che tuteli gli interessi del danneggiato.

Con una nota a firma del suo Presidente, l’Avvocato Gianluca Sposato, Adism Associazione Difesa Infortunati Stradali e Malasanità, che già era intervenuta sulla legge sull’indennizzo  diretto ricevendo  l’apprezzamento  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha chiesto al  Governo, su proposta del proprio comitato  scientifico, la modifica del testo dell’articolo 149 del codice delle assicurazioni private nella parte in cui concentra nelle stesse mani dell’assicuratore le figure concorrenti di tutelare allo stesso tempo gli interessi della compagnia assicuratrice e quelli del soggetto rimasto danneggiato in un incidente stradale.

Uno studio condotto negli ultimi 5 anni da Adism ha riscontrato, infatti, come chi rimane danneggiato in un incidente stradale e riporti lesioni micro permanenti, ovvero comprese tra 1 e 9 punti di I.P. in termini di danno biologico, avvalendosi della procedura di risarcimento diretto e denunciando l’incidente alla propria compagnia di assicurazione, senza l’assistenza di un proprio avvocato, va incontro a liquidazioni sbrigative e riduttive dei danni riportati. Ma non solo, anche chi ha riportato delle macro lesioni, ovvero danni che superano 9 punti di I.P., rischia, senza essere assistito e tutelato dal proprio avvocato, di essere costretto ad accettare liquidazioni irrisorie dalla propria assicurazione.

Senza considerare il fenomeno dei numerosi patrocinatori stragiudiziali, privi  di laurea specialistica e abilitazione alla professione forense che si  offrono  di  prestare i loro  servizi  ai  malcapitati danneggiati.

Ecco  le principali  criticità  riscontrate da Adism

  • La denuncia di incidente all’assicurazione

Nel momento iniziale di denuncia dell’incidente la compagnia di assicurazione rassicura il proprio assicurato facendo presente che è coperto da una  tutela legale e che, senza bisogno di rivolgersi ad un proprio avvocato e gratuitamente, senza dover sostenere nessuna spesa, grazie a questa copertura otterrà il risarcimento in tempi molto rapidi.

Invitare e dissuadere il danneggiato dal farsi assistere da un proprio avvocato spesso minacciando di non essere altrimenti risarciti è la prima grave condotta riscontrata, secondo quanto denunciato dagli assicurati, per cui Adism ha inviato numerosi reclami all’IVASS Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private richiedendo l’applicazione di sanzioni alle compagnie di assicurazione.

  • La visita dal medico legale dell’assicurazione

Adism ha riscontrato che la caratteristica della procedura di risarcimento diretto è quella di liquidare il danneggiato nel più breve tempo possibile.

Questo fa sì anche che nella maggior parte dei casi al danneggiato non  venga consentito  addirittura di seguire   compiutamente l’iter medico riabilitativo e venga invitato a recarsi a visita medico legale presso il fiduciario della compagnia assicurativa troppo presto, con postumi non ancora del tutto stabilizzati,  per un accertamento dell’entità  delle lesioni frettoloso, incompleto e con  valutazione effettuata nel  solo interesse della compagnia assicuratrice.

La visita dal medico legale della compagnia di assicurazione mette l’infortunato che vi si rechi senza essere assistito dal proprio avvocato in una condizione di svantaggio in termini di accertamento dell’entità dell’infortunio-trauma subito, poiché dovrà rimettersi all’esclusivo giudizio del fiduciario assicurativo senza la possibilità di una adeguata rappresentazione delle lesioni e dei danni da lui subìti e, molto spesso, senza che gli venga comunicato l’esito.

L’importanza della visita medico legale con Adism  

Viceversa l’infortunato, con l’assistenza di un proprio avvocato e medico legale di parte, vedrà tutelare compiutamente i propri diritti poiché il fiduciario incaricato dell’accertamento delle lesioni e quantificazione dei danni,in termini di invalidità temporanea e permanente, dovrà concordare l’esito della valutazione del trauma accertato con il collega medico legale che rappresenta e tutela, nell’ambito della visita medico legale con Adism, i diritti dell’infortunato.

Successivamente a questa fase l’avvocato esperto in incidenti  stradali, cui sarà  comunicato l’esito  della visita medico legale,  potrà  trattare nel miglior modo,  nell’interesse del danneggiato,  il  sinistro  al  fine di  ottenere la migliore liquidazione del  danno.

La liquidazione del danno senza assistenza del proprio avvocato nel risarcimento diretto

La liquidazione del danno senza assistenza del proprio avvocato nel risarcimento diretto rappresenta una condizione di svantaggio per il danneggiato, anche in termini di violazione dei principi fondamentali della costituzione, in quanto costretto a rimettersi al giudizio esclusivo di valutazione dei danni effettuato dall’assicurazione, soltanto delle lesioni fisiche subìte, senza danno morale e patrimoniale, quali conseguenza di un incidente stradale.

Ciò comporta, molto spesso, anche l’attribuzione di concorso di colpa nell’incidente con decurtazione del risarcimento, anche quando il danneggiato ha ragione, o più frequentemente liquidazioni frutto di valutazione ridicole dei danni, anche in presenza di fratture e ricovero ospedaliero, senza possibilità di adeguata tutela dei diritti per il danneggiato.

Con la conseguenza che, anche ove sia possibile ritenere trattenute in acconto le somme già erogate dalla compagnia di assicurazione, sarà spesso inevitabile dovere affrontare un giudizio civile in tribunale, o davanti al giudice di pace, per ottenere la piena liquidazione dei danni subìti, sopportando le relative tempistiche e spese.

La nota di Adism protocollata dal  Ministero  delle Infrastrutture e trasporti  al Registro  generale n. 46584 è  stata inviata anche al  Ministero  di  Grazia e Giustizia e al Consiglio Nazionale Forense  per valutare l’opportunità  delle modifiche richieste ai  fini  degli interessi  sociali  e rappresentazione dei  diritti della collettività.

Scarica qui il Protocollo Ministero Infrastrutture e Trasporti 

 

Lesioni traumatiche: Le fratture vertebrali del tratto dorso lombare

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Le lesioni traumatiche della colonna vertebrale sono tra le cause principali di invalidità e di morte come conseguenza di un trauma stradale

I medici legali di Adism hanno riscontrato che i traumi subiti in incidenti stradali, comportano spesso fratture con compressione della colonna anteriore e rottura e distrazione della colonna posteriore, associata a frattura a scoppio con interessamento osseo e del sistema legamentoso, oltre che nei casi più gravi fratture di entrambi i piatti articolari, fratture da scoppio e rotazione, la cui quantificazione in termini di invalidità assoluta non è sempre agevole effettuare.

Gli incidenti stradali sono la principale causa di tutte le lesioni del midollo spinale e, soprattutto nel tratto cervicale, molto spesso sono imputabili al mancato utilizzo, o non corretto funzionamento, della cintura di sicurezza.

Le conseguenze di un trauma stradale grave, purtroppo, hanno esiti che non riguardano solo danni ortopedici, per fratture e lesioni, coinvolgendo nella maggior parte dei casi anche l’apparato neurologico, per cui, nei casi più complessi, è necessario sottoporsi ad interventi di neurochirurgia per esiti da paralisi, disturbi della sensibilità e disturbi sfinterici che si verificano quali diretta conseguenza della rottura di una vertebra.

Tali danni sono dovuti in genere alla lesione diretta che subisce il midollo oppure i nervi spinali durante e per effetto dell’evento traumatico ed alla compressione delle stesse strutture interessate, midollo o nervi spinali, da parte di frammenti ossei migrati all’interno del canale vertebrale.

Il compito del medico legale e quello dell’avvocato

Il medico legale ha il compito di accertare l’entità del danno biologico, ovvero    delle lesioni subite dall’infortunato in termini di invalidità sia temporanea che permanente.

Non rientra, invece, nella sua sfera di  valutazione l’accertamento di  altre poste del danno subite dall’infortunato,  quali il  danno morale, ovvero  la sofferenza in termini  di  dolore che il trauma ha comportato per il danneggiato,  ed  il  danno  patrimoniale,  relativo  alle ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa del  soggetto leso,   la cui  allegazione e valutazione ai  fini  dell’integrale computo  dell’indennizzo  dovuto in termini di risarcimento di  tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali può  essere effettuato, nell’interesse dell’incidentato,  soltanto  da un  avvocato esperto in assicurazioni e incidenti stradali,  messo  gratuitamente a disposizione degli infortunati  su  tutto il territorio nazionale da Adism per una valutazione dell’incidente e quantificazione dei danni riportati. 

La valutazione del danno

Riportiamo di seguito i criteri orientativi di valutazione del danno biologico da invalidità permanente accertata secondo i parametri comuni della medicina legale. Raccomandiamo a chiunque legge e abbia subìto un trauma stradale di contattarci al numero 347.8743614 per ricevere l’assistenza legale medico legale necessaria ad ottenere la piena tutela ed affermazione dei suoi diritti ai fini risarcitori e liquidativi del danno nella sua componente globale: danno biologico, invalidità assoluta, invalidità temporanea, danno morale, danno  esistenziale, danno dinamico relazionale, danno patrimoniale da perdita di chances, danno da lucro cessante.

TRATTO DORSALE

  • Frattura del corpo dalla I alla XI vertebra (per ogni vertebra) 4,00%
  • Frattura del corpo XII vertebra 8,00%
  • Frattura processo spinoso o processi trasversi dalla I alla XII vertebra (per ogni vertebra) 2,00%

TRATTO LOMBARE

  • Frattura corpo (per ogni vertebra) 8,00%
  • Frattura processo spinoso o processi trasversi dalla I alla V vertebra (per ogni vertebra) 2,00%

Polizze private: Infezione da Covid-19, quando l’infortunio è indennizzabile

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Dott. Enrico Pedoja 

Sono ad oggi 237 i medici morti per la sindrome respiratoria acuta grave SARS-CoV-2.

Adism, grazie al lavoro svolto dalla Simla, tutela la classe medica ed il personale sanitario che hanno contratto  la malattia e con  avvocati esperti in diritto  assicurativo assiste medici, infermieri e personale ospedaliero anche per le polizze private che coprano il rischio  di contrazione da infezioni, sia in ambito  lavorativo che extra lavorativo.

Per una corretta informazione a tutela dell’Assicurato si deve precisare che l’oggetto della Assicurazione di Polizza Infortuni si è sempre basato su un consolidato principio medico legale, condiviso tra Assicuratore e Contraente e, come tale, tuttora individuato nelle Condizioni Generali di qualsiasi Contratto di Polizza,  ove convergono le volontà delle Parti.

La Parte Assicuratrice che si assume un determinato “rischio” ed il Contraente che, a seguito del versamento di un “premio” in denaro, vuole tutelarsi da eventi avversi, non prevedibili, che originano all’esterno della propria persona e che potrebbero colpirlo, in maniera unica e violenta (cioè concentrata nel tempo), nel proprio “corpo” causando lesioni obiettivabili tali che determinino un danno alla sua capacità lavorativa o la morte.

Quando l’infortunio è indennizzabile Questo – come emerge dalla quasi bisecolare,  pressoché costante e condivisa  letteratura medico legale Nazionale recentemente riassunta in modo esaustivo dal Presidente della SIMLA – è  il principio tecnico medico legale di Infortunio indennizzabile, destinato necessariamente  alla comprensione del Contraente, cioè dell’uomo comune, privo di sostanziali conoscenze e competenze medico scientifiche, ed  ha il pregio della chiarezza e della semplicità interpretativa dell'”evento assicurato”: cioè una sventura, una disgrazia imprevedibile, dovuta a fattore  lesivo unico e concentrato nel tempo, tale da determinare conseguenze lesive corporali e quindi un danno patrimoniale  temporaneo o permanente (su parametri concordati con l’Assicuratore). In sostanza un accordo: semplice – chiaro e preciso.

All’assicurato poco importa, né gli compete, dimostrare  quale sia il meccanismo con cui si sia  verificato  l’evento: a questi  spetta identificare e denunciare  le lesioni corporali obiettivabili  e la causa  che  ” acutamente ” le ha determinate.

All’Assicuratore spetta  la valutazione preliminare del “rischio” (con la facoltà di escludere  dal Contratto-  eventi “acuti” che ritenesse non bilanciati col premio richiesto) e  di provare che l’evento denunciato non sia stato fortuitone’ dovuto a fattori patologici autonomamente intrinseci  all’Assicurato e che la causa derivi da azioni lesive “non concentrate nel tempo“,  quindi riconducibili – secondo indicazioni  preliminarmente individuate,condivise e sottoscritte   Condizioni Generali di Polizza –  a definizione  di “malattia” che – nello stesso  Contratto viene definita esclusivamente “ciò che non è infortunio”.

Elementi costituitivi di un “Atto” redatto in osservanza alle stesse previsioni del Codice Civile che esclude ipotesi di successive difformi interpretazioni mosse da una delle Parti rispetto a chiari e semplici presupposti contrattuali indirizzati al Contraente più “debole”,  fanno  sì  che sia sempre opportuno  rivolgersi  ad un  avvocato  esperto  in assicurazioni per la corretta interpretazione del  contratto e,  ove ricorrano  le condizione a termine di polizza,  gestione dell’infortunio  ai  fini  risarcitori.

Infezioni  contratte in Ospedale e decesso da Covid  quando chiedere il  risarcimento

Rientrano   nel concetto di “infortunio” anche le infezioni,  dovendosi sfatare il concetto, talora proposto da qualche giurista, che l’infortunio si riferisca solo alle conseguenze  di lesioni di natura traumatica meccanica.

Evento lesivo particolarmente rilevante oggi a seguito dei gravi effetti lesivi determinati dalla pandemia correlata all’infezione da Sars Cov 2 che trova adeguatamente riscontro  contrattuale di Polizza  nelle conseguenze di un fattore lesivo idoneo a determinare ” lesioni corporali obiettivabili ” secondo la definizione che  corrisponde pienamente ai presupposti previsti nelle Condizioni generali di qualsiasi  Polizza infortuni:  quale evento conseguente a causa esterna ” fortuita e violenta “, ove col termine “violento” si intende comunemente,  in ambito medico legale, un fattore unico e concentrato nel tempo di efficienza causale tale da determinare lesioni obiettivabili.

Per richiedere il risarcimento  a seguito  di una infezione che si è contratta in Ospedale, a cui nei casi più gravi può essere seguito anche il decesso, come nei tanti casi  di Covid 19, è importante la valutazione del  medico legale, cui deve seguire incarico legale affidato ad un avvocato esperto in malasanità e non  ai tanti millantatori privi di  preparazione giuridica i cui comportamenti vengono smascherati  e denunciati da adism affinchè  non rechino ulteriori  danni agli infortunati.  Per questo, Adism mette a disposizione degli infortunati da Covid medico legale ed avvocato  esperti in responsabilità  medica per la corretta gestione del danno.

Effetti  del  Coronavirus,  danni  conseguenze ed  infortunio indennizzabile in  ambito sanitario

Il Coronavirus non è certo una banale influenza che guarisce senza postumi, ma  comunque anch’esso arriva dall’esterno, in modo fortuito ed esprime la sua azione in modo unico e concentrato nel tempo (quasi come un avvelenamento, o una asfissia da monossido di carbonio) determinando lesioni obiettivabili (quali la tipica polmonite da Covid e sue complicazioni, nonché’ lesioni cardiache e neurologiche) tali da determinare spesso piu’ o meno  gravi menomazioni  in vari organi ed apparati e sovente, indipendentemente da fattori concausali patologici coesistenti,  purtroppo altrettanto spesso la morte:  conseguenza  che, in vero, ha colpito numerosi Colleghi che per dovere professionali di assistenza e cura di altri malati, hanno dovuto affrontare l’infezione.

Va necessariamente ricordato, al riguardo, che eventuali ipotetici fattori costituzionali non patologici  che possano aver condizionato il decorso della malattia (connessi a predisposizione forse su base genetica) non hanno rilevanza nell’escludere le conseguenze dell’infezione, non potendo assurgere, come tali,  ad ipotesi di “concausa” di lesione contrattualmente rilevante; va dunque  sottolineata  la gravita’ dell’azione lesiva del Coronavirus e la conseguente rilevanza ai fini del suo inquadramento nel contesto  di  “infortunio indennizzabile” in contesto di Polizza Privata.

Informazione necessaria per qualsiasi assicurato coinvolto dall’infezione che, di conseguenza, avra’ piena facoltà – ove permangano esiti permanenti- di denunciare l’evento lesivo alla compagnia di assicurazione con cui ha stipulato un Contratto di Polizza Infortuni di pretendere dalla Assicurazione un obbligatorio accertamento medico legale e di richiedere – in caso di contestazione – l’attivazione di un Collegio Medico, secondo le stesse previsioni del Contratto di Polizza: Collegio che è l’unico deputato – secondo consolidata prassi contrattuale – per la definizione dell’indennizzabilità dell’evento denunciato e quindi delle conseguenze indennizzabili.

In alternativa, in caso di omessa verifica tecnica da parte dell’Assicurazione, potrà procedere con un Accertamento Tecnico Preventivo con ausilio di avvocato esperto in materia assicurativa, chiedendo in sede Giudiziaria l’attivazione di una sostitutiva Consulenza Tecnica d’Ufficio indennizzabile.  Accertamento che – ipoteticamente- potrebbe trovare eventuale composizione anche in ambito di CT in Mediazione, ove le Compagnie fossero davvero disponibili a favorire – nel contesto di un dovere di trasparenza- le esigenze di definizione delle controversie dei propri Clienti.

Se sei il familiare di un medico, un operatore sanitario od un infermiere, che è deceduto dopo aver contratto il covid 19 adism tutela i tuoi  diritti ai fini risarcitori. Esponi il tuo  caso  scrivi  a info@adism.it

Adism  ringrazia il Dott. Enrico Pedoja Medico legale specialista e Segretario della SIMLA per il prezioso contributo

Trauma e dolore. L’importanza della terapia e consulenza psicologica

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Dott.ssa Agnese Scappini 

Il danno morale non è oggetto di valutazione medico legale.

Il dolore, la sofferenza a seguito di  lesioni  riportate in un incidente stradale, sul lavoro,  o per errore medico non rientrano  nell’ambito  dell’accertamento  medico legale. Come provare allora un danno che appartiene alla sfera interiore ed ottenere un  risarcimento per questa tipologia di danno?

Il trauma psichico come ferita – rottura e la memoria del  dolore

Quanto sentiamo dire “ho subito un trauma”, “l’hai traumatizzato”, “un evento traumatico” cosa intendiamo nello specifico? Il termine “trauma” viene dal greco e per l’esattezza dal verbo TITROSKO: ferire. Dunque TRAUMA-ATOS sostantivato è ferita-rottura, ed in effetti usiamo lo stesso termine per indicare un trauma al ginocchio e un trauma… all’anima: giusto? Più o meno è  così.

Ciò a cui un evento traumatico, sia  un incidente stradale,  o la perdita di un familiare a causa di  esalazioni  velenose sul lavoro,  rimanda è certamente la sfera del dolore, che sia un dolore alla gamba, o che sia un dolore più intenso e lungo  da curare dell’anima. Il dolore ha una funzione importantissima nel nostro sistema di sviluppo e sopravvivenza (tanto che la CIPA o insensibilità congenita al dolore è una malattia rara quanto pericolosa): quello di fissare, in maniera estremamente forte e indelebile, in memoria quel determinato evento che ne è stato la causa. Perché? Per far sì che noi e le nostre generazioni future possiamo evitare di replicarlo o che si replichino le condizioni che lo hanno causato. Si, perché la traccia di uno specifico e traumatico evento doloroso è trasmessa geneticamente anche alle generazioni future.

La consulenza legale in ambito psicologico

Della sofferenza interiore molto spesso non si tiene adeguatamente conto  nella valutazione e nel computo globale del danno ed il  compito del medico e/o dello psicoterapueta è  quello di alleviare il dolore del paziente e di aiutarlo a guarire. La consulenza dello psicologo può essere un valido  sostegno anche ai fini della descrizione dell’evento  traumatico  e del percorso  terapeutico seguito dal danneggiato, anche perché il dolore non si dimentica facilmente.

Oggi ci sono innumerevoli studi di epigenetica che dimostrano come i geni registrino un trauma. Uno studio su Frontiers in Neuroscience ha dimostrato che separare un cucciolo dalla propria madre induce, nel giro di poche decine di minuti, una “impronta” nel cervello dell’animale che ne influenzerà il comportamento futuro, se la separazione persiste o viene ripetuta nel tempo. La separazione dalla madre dell’animale è un trauma che gli umani sperimentano anche nella minaccia alla propria integrità e incolumità (guerre, catastrofi naturali, aggressioni, incidenti) indipendenti dalla separazione. L”impronta” può trasmettersi ai figli o addirittura ai nipoti.

A questo proposito si possono riportare innumerevoli studi a conferma, tra i più celebri troviamo quello di Frontiers in Endocrinologiy del Mount Sinai Hospital a Manhattan, fatto su donne ebree internate in campi di concentramento nazisti. I figli dell’Olocausto, concepiti dopo il crollo del nazismo, mostravano, rispetto ai controlli, una scarsa produzione di cortisolo come difesa dallo stress: un deficit che può dare origine a vari disturbi sia di tipo psichiatrico che internistico. Quali possono essere i meccanismi di questo fenomeno? Con tutta probabilità di tipo epigenetico, che possono estendere i loro effetti anche alle generazioni future, ai nipoti delle donne dell’olocausto. In una recente review, il gruppo internazionale Network in Epigenetic Epidemiology documenta che sono possibili segnature epigenetiche in utero che lasciano impronte nelle cellule sessuali dei figli, i quali, una volta diventati genitori, possono trasmettere la segnatura epigenetica ai loro figli. Trasmissione epigenetica che si sospetta avvenga per via materna e paterna: anche lo spermatozoo, infatti, pur essendo, a differenza dell’ovocita, una cellula altamente rinnovabile, è ricco delle orme della vita del suo proprietario, come si legge in una recente review su Frontiers in Genetics.

Il trauma infantile ed  il mutamento  del  bio sistema

Ovviamente questa segnatura dovuta al trauma può avvenire sia nella vita adulta che in quella infantile, seppur in quest’ultima essendo il cervello maggiormente ‘marcabile’, avrà più ripercussioni. Si, perché il trauma ha delle ripercussioni appunto, non immediatamente o direttamente palesabili.

Steven W. Cole, immunologo e oncologo del Campus di Los Angeles che su Plos Genetics documenta come due classi di cellule immunitarie, le dendritiche e i monociti, sotto l’influsso delle avversità sociali, strutturano una risposta stabile di tipo infiammatorio, che può rimanere silente nel tempo e poi riattivarsi sotto stress. La combinazione di segnatura epigenetica cerebrale disfunzionale e di quella immunitaria infiammatoria può spiegare meglio l’origine di molte malattie psichiatriche (depressione e psicosi) dello sviluppo (autismo) e neuro degenerative (Alzheimer).”

Tutto questo ci racconta che un evento traumatico, particolarmente doloroso può provocare mutamenti determinanti a livello di bio sistema personale. L’entità delle ricadute, l’intensità del dramma non è facilmente oggettivatile perché strettamente connesso alla struttura propria di ogni individuo. Eppure qualcosa oggi sappiamo di certo e universale: il dolore lascia delle segnature, delle tracce. A questo proposito ampliamo allora il concetto, abbiamo infatti visto cosa significa il termine trauma in virtù della sua derivazione etimologica, non tutti sanno tuttavia che in tedesco il termine ‘Traum’ significa invece Sogno. Ora cosa accomuna questi due concetti? In realtà sogno e trauma sono due termini uniti da una tradizione antica, possiamo riassumerlo così: si sa che in qualche modo quanto accaduto (di doloroso) ha precluso al soggetto la dimensione del sogno. E tale perdita significa perdere una caratteristica essenziale del proprio inconscio, nonché una dimensione fondamentale della propria esistenza. Il trauma è un evento di congelamento, i ricordi rimangono incapsulati, non digeribili, l’informazione non viene digerita in maniera integrata. Questo sconvolge  l’equilibrio biochimico del sistema di elaborazione dell’informazione a livello cerebrale, creando una ‘patologia neuronale’: causata dall’iper eccitazione di un’area specifica e dall’interazione di neuro trasmettitori attivanti.

Il dolore ha insomma una consistenza fisica, biochimica, bio dinamica e importanti ripercussioni nella sfera biopsicosociale dell’individuo che soltanto  grazie al valido  supporto  dello psicologo si possono superare.

Dott.ssa Agnese Scappini (Psicologa)

 

L’importanza della comunicazione tra medico e paziente

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Adism combatte l’esercizio abusivo  della professione medica e tutela la classe medica da accuse infondate di malpractice con l’ausilio dei propri avvocati esperti in responsabilità medica

Dott. Alberto  Maggialetti 

La modernizzazione della medicina ha favorito la rivendicazione da parte dell’individuo sulle decisioni che riguardano il suo corpo e l’opposizione al paternalismo medico.

Le professioni liberali sono caratterizzate da conoscenze scientifiche ma soprattutto da un ideale di servizio che giustifica quella specie di extraterritorialità affinché la professione possa svolgere la propria funzione sociale.

Questi valori etici devono confrontarsi con una società che non riconosce più una persona che in forza della sua dedizione è vincolata al bene del malato visto unicamente sotto l’aspetto del suo stato fragile e di bisogno.

Il sanitario oggi ha di fronte un altro individuo (il paziente), con il quale entra in un rapporto di responsabilità condivisa ma giuridica.

Nel 1978 nasce in Italia il Sistema Sanitario Nazionale a copertura universalistica, i professionisti diventano dipendenti ed i malati, titolari di un diritto a ricevere dei servizi.

Un ulteriore giro di vite nei primi anni Novanta istituisce le aziende sanitarie che introducono logiche di tipo amministrativo e contabile inusuali in medicina ed il malato, da utente diventa un cliente da soddisfare, secondo logiche di mercato.

L’accountability indica il dovere di documentare, di rendicontare a chi ci ha dato l’incarico e ci paga lo stipendio e il malato diventa un problema contabile (tanto più rischioso da gestire quanto più la sua patologia è complessa e costosa).

La salute rientra nei meccanismi nell’apparato statale.

Il medico viene gravato di compiti burocratici e tra lui e il cittadino si frappone uno Stato, spesso non all’altezza dei compiti che dovrebbe affrontare e l’ “utente” sedotto dal mercato della salute, avido consumatore di servizi e prestazioni che spesso coincidono con capricciose pretese.

Nasce la medicina centrata sul paziente, che antepone gli interessi del paziente a quelli del medico.

La malattia ha sempre due facce: la prima corrisponde a ciò che il medico può diagnosticare in modo oggettivo e impersonale che rende ogni paziente “un caso clinico”, una componente della statistica medica, un’occasione per l’esercizio dell’arte” medica.

L’altra faccia è quella del vissuto del malato, laddove la malattia è un nuovo modo di esistere, una spiacevole percezione della propria identità, fisica e psichica.

Regole della comunicazione:

Non esprimere mai troppi concetti contemporaneamente, parlare direttamente al paziente, coinvolgere anche i familiari, ripetere l’informazione specie se chi ascolta possiede un basso grado d’istruzione, i punti più importanti dell’informazione vengano dati sia all’inizio che alla fine, per essere più chiari, ricorrere ad esempi, usare qualche termine più colloquiale, popolare talvolta anche dialettale, accertarsi che il paziente abbia capito ed esprimere sempre ottimismo.

L’uomo ammalato cerca un significato di ciò che gli sta accadendo trovandosi in una posizione di inferiorità rispetto a chi sta bene.

Gli impegni, gli interessi, le abitudini vengono improvvisamente abbandonati per entrare in un quotidiano diverso che coinvolge anche l’ambiente familiare e sociale in cui è inserito.

La verità medica, quella che si dice al paziente, non deve corrispondere necessariamente con la verità scientifica, richiede una minima diagnosi psicologica, per capire quanta verità scientifica egli sia in grado di accettare e quanta disponibilità mostra nel ricercarla.

Comunicare la malattia: molte persone di fronte alla malattia preferiscono l’ignoranza ed alla possibilità di scelta preferiscono la delega. Inappropriato decidere unilateralmente che al malato vada detto tutto o che è meglio che il malato non sappia, il massimo morale richiede che venga ascoltato nel rispettato dei valori della persona.

Dire la verità al paziente è: un atto morale obiettivamente positivo, un diritto fondamentale del paziente ed un dovere dell’operatore sanitario.

Le cinque tipologie di reazione psicologica sono il fatalismo, lo spirito combattivo, la disperazione o depressione, la preoccupazione ansiosa e l’evitamento o minimizzazione.

Il rapporto tra medico e paziente è cambiato per il tumultuoso progresso delle biotecnologie e della farmacoterapia, con speranze e paure non necessariamente fondate, la diffusione, anche mediatica, del concetto di prevenzione, la maggior attenzione ai segnali che provengono dall’organismo e l’atteggiamento consumistico del paziente nei confronti della salute.

L’avvento dell’ecografia, TC e della RM hanno contribuito ad incrementare significativamente le possibilità diagnostiche, creando una progressiva atrofia della valutazione clinica a favore dell’ipertrofia delle tecniche strumentali.

Si accusa la moderna medicina tecnologica di avere disumanizzato la pratica clinica e di avere indotto i medici a trattare i pazienti come oggetti.

Visitare gli ammalati non è una pratica obsoleta, ma sempre utile anche per una corretta diagnosi e la preparazione dei medici deve prevedere non solo “buoni medici” ma anche “medici buoni”.

E’ necessario «educare» il paziente-cliente, costruendo una concreta alleanza fondata sulla condivisione della verità dei fatti.

La classe medica deve riscoprire il rapporto tradizionale, tristemente trasformatosi da relazione «interpersonale» a relazione «impersonale».

Il malato, dal canto suo, deve imparare quella che Bernard Lown, cardiologo e premio Nobel nel 1985, chiamava «arte di essere Pazienti».

Il paziente consapevole delle potenzialità e dei limiti della scienza deve contribuire a rifondare il rapporto col medico.

Chi garantisce la salute sono i medici ma il paziente garantisce sé stesso nel momento in cui, attraverso un affidamento consapevole, critico ma sereno, recupera la fiducia.

Oggi il medico perseguendo i principi dell’efficienza, dell’efficacia ed accuratezza, recuperando i valori etici e deontologici deve preoccuparsi del modo di essere e di porsi oltre che del contenuto tecnico della sua professione perché il paziente sia destinatario di una medicina il cui fine scientifico è la cura della malattia ed il cui fine antropologico è la cura della persona.

Ringraziamo il Dott. Alberto Maggialetti Medico Radiologo presso Ricerche Radiologiche s.r.l. di Molfetta (Ba) per il prezioso contributo.

La metamorfosi del rapporto tra medico e paziente

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Responsabilità medica e malasanità. Occorre tutelare la classe medica da accuse infondate di malpractice.

Adism combatte l’esercizio abusivo  della professione medica e tutela la classe medica da accuse infondate di malpractice con l’ausilio dei propri  avvocati  esperti  in  responsabilità  medica

Dott. Alberto  Maggialetti 

Il progresso della medicina è stato tortuoso, ricco di imprevisti, casualità e colpi di genio. La spiegazione dei fenomeni naturali si è trasformata da interpretazioni mitico-teurgiche a descrizioni razionali.

Il paziente vedeva nel suo medico non solo il professionista cui rivolgersi per le sofferenze fisiche ma anche il consigliere idoneo a curare le sofferenze morali.

Il medico era una specie di sacerdote laico. Questo atteggiamento compensava l’efficienza terapeutica.

I medici non esponevano sull’uscio del proprio ambulatorio l’orario di lavoro come avviene oggi, le chiamate notturne erano norma e non eccezione e normali erano le visite domiciliari per pazienti gravi anche nei giorni festivi.

Il “tempo” della visita medica comprendeva la parte prettamente professionale che si integrava e completava con un lungo colloquio con il paziente ed i suoi familiari sulle problematiche più diverse.

Il tempo dedicato alla visita è importante per il paziente.

Il tempo assume significati diversi e non scorre nello stesso modo, per il medico è inteso in senso cronologico, per il paziente è il tempo vissuto, quello che percorre la sua storia.

Chi era il medico?  

Nel concetto antico, la persona alla quale ci si rivolgeva nel momento della malattia con la speranza di riceverne guarigione.

Chi è il medico oggi?

Oggi si tende a credere che i medici siano coloro ai quali la società affida il compito di preservare e/o ripristinare la salute.

Che cosa è la salute?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l’assenza di infermità”.

Gli obiettivi della medicina sono stati storicamente, e lo sono ancora oggi, la sfida alle leggi del tempo, alla realtà biologica dell’invecchiamento e della morte.

Il concetto di salute vede prevalere l’accezione limitativa dell’ “assenza di malattia”.

L’intenso allungamento della vita ha determinato una profonda trasformazione demografica della società.

Nel 1900 i sessantacinquenni (anziani) erano l’1% della popolazione.

Oggi in Italia il dato rilevante, per le importanti implicazioni economiche e socio-sanitarie, è l’incremento dei soggetti oldest old (2.3 milioni) con età superiore agli 80 anni, fragili, in quanto affetti da patologie multiple.

Il progresso tecnologico e scientifico ha determinato un aumento dell’aspettativa di vita consentendo a molti soggetti di raggiungere l’età avanzata in discreto benessere creando tuttavia una nuova categoria di malati, una “sfida” non solo per la classe medica ma anche per l’intero sistema socio-sanitario.

La malattia che forse più di ogni altra esprime in maniera paradigmatica le problematiche legate all’invecchiamento dagli elevati costi socio-assistenziali è la demenza.

Contributo dei determinanti sulla speranza di vita:

Patrimonio genetico  20-30%

Ecosistema  20%

Settore sanitario  10-15%

Fattori socio-economici   40-50%

Ineguaglianza socio-economica crea un’ineguaglianza sanitaria.

In questo contesto la medicina è anche un mito?

“Il mito è una serie coerente di fantasie che gli uomini creano per rassicurare se stessi e placare le proprie paure.”

Da sempre il medico decideva in piena autonomia secondo scienza e coscienza.

Negli ultimi 20-25 anni si è inserito un terzo criterio, l’economicità che ha cambiato le priorità condizionate da parametri scientifico-economici che pongono il medico di fronte a decisioni spesso contrastanti con la propria coscienza facendoli perdere l’aura di rispetto e “sacralità” e la fiducia che decresce in contrasto con l’accresciuta fiducia nella medicina.

Il rapporto tra medici e pazienti è entrato in fibrillazione, si è sfaldato, e le difficoltà attuali non autorizzano una idealizzazione del passato.

Le colpe non sono né dei medici né dei pazienti ma di forze storiche che hanno prodotto traslocazioni del potere in medicina, la metamorfosi del concetto di responsabilità e la trasformazione dei modelli organizzativi della sanità.

L’esercizio della medicina riconosce al medico il potere di curare.

Nel modello tradizionale, chiamato ippocratico, il medico esercita un potere esplicito con il solo affidamento fiduciale, senza complessi di colpa e giustificazioni. Questo modello è stato in vigore in Occidente per venticinque secoli.

Ringraziamo il  Dott. Alberto  Maggialetti Medico Radiologo presso Ricerche Radiologiche s.r.l.  di Molfetta ( Ba )  per il prezioso  contributo

 

Arriva in Toscana, all’Argentario,  l’Associazione Difesa Infortunati Stradali e Malasanità

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Artemare Club per l’Associazione Difesa Infortunati Stradali e Malasanità

Il Presidente di ADISM l’avvocato Gianluca Sposato, tra i più importanti frequentatori di Artemare Club, ha raggiunto un accordo con l’Autoscuola Diamante per promuovere insieme l’educazione e la sicurezza stradale, oltre che offrire agli infortunati da gravi incidenti assistenza e supporto legale e medico legale di primissimo livello a tutela dei loro diritti.

L’ADISM ha tenuto importanti iniziative a sostegno dei danneggiati da gravi incidenti stradali,  riscuotendo il sentito apprezzamento per il fattivo contributo offerto ai soggetti danneggiati da incidenti stradali dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chiunque ha avuto un incidente stradale grave, riportato un lutto in seguito ad un caso di omicidio stradale, ma anche lesioni e danni in ambito medico e sul lavoro, può richiedere assistenza legale e medico legale altamente qualificata. ADISM offre, infatti, la consulenza di avvocati con esperienza ultraventennale in ambito di responsabilità medica e assicurativa, di primari medici legali, professori universitari e ricostruttori di incidenti, che operano in convenzione garantendo la tutela giuridica dei diritti dei danneggiati al fine di ottenere il giusto risarcimento. Il tutto, va specificato, dietro preventiva valutazione gratuita.

Chi, dunque, volesse denunciare un incidente e richiedere assistenza, può scaricare dal sito www.adism.it il modulo di contatto o contattare la sede di ADISM presso l’Autoscuola Diamante che si trova in via Spaccabellezze n. 17 a Porto Santo Stefano e in Piazza Borrani n. 36 a Orbetello ed al numero 347.8743614.

Leggi  l’articolo  completo    https://www.maremmanews.it/index.php/attualita/83364-artemare-club-per-l-associazione-difesa-infortunati-stradali-e-malasanita-adism

GIORNALE DI PUGLIA 19 NOVEMBRE 2020

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L’ASSOCIAZIONE DIFESA INFORTUNATI STRADALI E MALASANITÀ ARRIVA IN PUGLIA

L’Associazione Difesa Infortunati Stradali e Malasanità (ADISM) arriva in Puglia, grazie al Cavalier Natale Ventrella, nominato referente per la provincia di Bari, che coordinerà a livello regionale l’attività che l’associazione svolge per tutelare i diritti dei danneggiati da incidenti stradali e di chiunque abbia subito un danno ingiusto per errore medico, o infortunio sul lavoro.

“Il Cavalier Natale Ventrella – dice il Presidente di Adism  l’Avvocato Gianluca Sposato – è stato prescelto come nostro Referente per la Regione Puglia esaminato il Suo profilo, le qualità professionali ed i valori morali, poiché l’unione fa la forza, siamo  certi del Suo impegno per la divulgazione dei servizi assistenziali offerti  agli infortunati ai fini  della solidarietà  sociale e per apportare il nostro contributo ad ogni valida iniziativa”.

L’ADISM ha già tenuto importanti iniziative a sostegno dei  danneggiati ed ha avuto modo  di intervenire anche sulla Legge dell’Assicurazione Obbligatoria, in particolare sul Risarcimento  Diretto,  riscuotendo il  “sentito  apprezzamento per il fattivo  contributo offerto ai soggetti danneggiati  da incidenti  stradali ” dal  Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chiunque ha avuto un incidente stradale grave, riportato un lutto in seguito ad un omicidio stradale, per negligenza in ambito medico e ospedaliera, o a causa di un incidente sul lavoro, può richiedere assistenza legale e medico legale altamente qualificata scaricando dal sito adism.it il modulo di contatto, o chiamando la sede dell’associazione difesa infortunati in Puglia, che è a Turi in Via Maggiore Orlandi 28, al numero 340.8885403.

Leggi  l’articolo – Scarica il  pdf